L’anteprima di “BACCINI canta TENCO” a Saint-Vincent

«Conobbi De Andrè nel 1989, quando venne, a Milano, alla presentazione di “Cartoons”, il mio primo cd.- racconta il cantautore Francesco Baccini- Ne fui sorpreso perché era riservata ai giornalisti. Tempo dopo, diventati amici, Fabrizio mi raccontò che l’aveva saputo guardando una trasmissione notturna di Vincenzo Mollica. Non dormiva mai, e, tenendo la televisione accesa, quella notte gli era sembrato di vedere Luigi Tenco a colori. Invece ero io. Da allora mi ha sempre chiamato Luigi.» E’ una delle tante coincidenze significative che hanno portato Baccini a realizzare “Baccini Canta Tenco”, il concerto teatrale che in questi giorni ha allestito a Saint-Vincent, con la regia di Pepi Morgia,in vista del tour che partirà il 20 gennaio da Genova. La sera del 18 ne ha proposto un’anteprima al Palais Saint-Vincent in occasione della festa patronale. «A parte la somiglianza fisica- continua Baccini- tra me e Tenco ci sono una serie di analogie da pelle d’oca. Avendo, tra l’altro, la stessa pasta vocale e la stessa scansione della parlata sembra di sentire la stessa voce. E, anche se non farò mie canzoni, chi vedrà lo spettacolo capirà meglio anche me. Ho scoperto De Andrè e Tenco a 14 anni, quando, a causa di una brutta frattura, sono rimasto fermo per un anno e mezzo. Il mio lato più intimista si rifà a Luigi, è lui che mi hanno insegnato a scrivere canzoni d’amore.»

Accanto alle grandi canzoni sentimentali per cui Tenco è ancora ricordato (da “Ho capito che ti amo” a “Mi sono innamorato di te”), nello spettacolo Baccini ha rispolverato i meno noti brani ironici e di denuncia sociale (da “Giornali femminili” a “Cara Maestra”). «Sono di un’attualità preoccupante, a dimostrazione che negli ultimi cinquant’anni l’Italia non è cambiata. Tra queste c’è “Ragazzo mio”, che dovrebbero insegnare a scuola. Fa denuncia sociale con poesia infinita e chiarezza, perché uno dei punti di forza di Tenco era la grande comprensibilità. Purtroppo la sua spettacolare morte durante il Festival di Sanremo del 1967 ha oscurato quello che aveva fatto da vivo.» A rivestire di sonorità moderne le canzoni di Tenco ha provveduto il chitarrista Armando Corsi, con un gruppo acustico formato da Luca Volontè (sax e armonica), Marco Fadda (percussioni, batteria e tromba), Filippo Pedon (contrabbasso) e Luca Falomi (chitarra acustica ed elettrica). «Da ragazzo, a Genova, andai a sentire Tenco- mi ha raccontato alla fine del concerto Corsi- e lo ricordo come un grande musicista ed una persona controcorrente. Con Umberto Bindi è sempre stato un mio punto di riferimento. Ho cercato di mantenere il clima delle sue canzoni classiche, usando, però, gli strumenti a corda e di svecchiare quelle meno conosciute, con le atmosfere latine di “Giornali femminili” e lo ska di “Ognuno è libero”. I pezzi che abbiamo fatto mi piacciono tutti, se, però, dovessi sceglierne uno opterei per “Un giorno dopo l’altro”  fatto a bossanova con il caratteristico riff di chitarra accennato soltanto alla fine. E, poi, “Angela” tutta chitarra e contrabbasso con l’intervento del canto di Francesco solo alla fine


ALDA MERINI: anche la follia merita i suoi applausi


Io e Alda Merini (foto di Silvia Berruto)

Tra i tanti premi ricevuti da Alda Merini negli ultimi anni di vita particolarmente significativa è stata la laurea honoris causa in “Teorie della comunicazione e dei linguaggi” concessale nel 2007 dalla Facoltà di Scienze della Formazione di Messina. La popolarità dell’artista milanese, scomparsa il primo novembre 2009 a 78 anni, è, infatti, legata al successo della sua immagine mediatica. Grazie, infatti, a “padrini” come Maurizio Costanzo e Vincenzo Mollica, il pubblico televisivo italiano aveva finito per identificare in lei la figura del moderno poeta per il quale l’originalità artistica sembra essere direttamente proporzionale all’audience degli atteggiamenti di irriverente provocazione (vedi le foto seminude fatte a settant’anni) o, ancor meglio, di follia. “Anche la follia merita i suoi applausi”, recita, del resto, uno degli aforismi della Merini, a lungo internata per una sindrome bipolare, che i meccanismi dello show business aveva capito e sapeva cavalcare.

Sono state due anche le Merini che ho conosciuto ad Aosta quando, il 21 luglio 2004, ha partecipato ad un omaggio in suo onore da me organizzato per “Aosta Classica” e incentrato su composizioni, su suoi versi, di Federico Gozzellino. Da una parte la Merini privata – quella prima dello spettacolo- capricciosa, ombrosa e maliziosamente furba. (Signora, ma lei è ciclotimica? «Sì». E, adesso, in che fase è? «In fase d’incazzatura nera, me la portate o no questa Coca-Cola?»). Dall’altra quella sotto i riflettori del palco del Teatro Romano che, per incanto, diventò ecumenica, ieratica e rassicurante come può esserlo «la pazza della porta accanto». «Tra vita e poesia ci sono passaggi segreti- disse- che io non vi posso mostrare perché sono solo un povero poeta.» Salvo, poi, dimostrare di conoscerli molto bene quando citò D’Annunzio: «Sa che cosa diceva quando apriva a qualche ammiratrice: Beata lei che ha visto il Vate… mille lire

Merini manifestoRaccontò anche di Achille Compagnoni con il quale aveva condiviso il premio “Il Longobardo d’oro”. «Mi sono commossa rivedendo l’alpinista che ha scalato il K2 e riflettendo su cos’erano i nostri vecchi che si giocavano la vita per una passione. Oggi non è più cosí e si fa, addirittura, fatica a leggere una poesia, perché il poeta lo si vuole solo vedere in televisione per verificare se è poi cosí bello.» Anche per questo lei in TV andava regolarmente, bucando lo schermo con il suo estro camaleontico e un’oralità poetica che aveva affascinato “colleghi” come Montale, Quasimodo e Pasolini.  L’ultima immagine che ho di quel 21 luglio è la Merini che, stanca ma sorridente, chiude la porta di casa su cui spiccava una targa dedicata all’amico Vanni Scheiwiller ( “un uomo che volò alto, talmente alto che molti indeboliti spiriti l’atterrarono“). Dopo i funerali di stato in Duomo, il 4 novembre la poetessa è stata sepolta nel cimitero monumentale di Milano. «Ma anche distesa per terra- aveva scritto- io canto per te le mie canzoni d’amore

 

ARTE (8) Le “voci su tela” raccolte da MASSIMO COTTO nella mostra “In my secret life”

Francesco Renga(Ambra)

"Ambra" di Francesco Renga

Massimo Cotto blogSarà la mostra più musicale mai allestita in Valle d’Aosta. Talmente musicale che in occasione della sua inaugurazione, che si terrà nella Piazza d’Armi del Forte di Bard alle 19 di giovedì 24 settembre, si trasformerà in uno dei più grandi concerti mai ascoltati in Valle grazie alle estemporanee esibizioni di alcuni dei musicisti che espongono loro opere come Francesco Renga, Alberto Fortis,  Danilo Sacco dei Nomadi, Andrea Mirò, Pierluigi Ferrantini dei Velvet e altri. Il tutto si spiega sapendo che il curatore della mostra “In my secret life – Voci su tela dal mondo della musica e dello spettacolo” è Massimo Cotto, uno dei più bravi e famosi giornalisti musicali italiani. Nel corso della sua trentennale carriera ha intervistato tutta la crema della musica popolare internazionale, instaurando con gli artisti un rapporto umano che gli ha permesso di coinvolgerli in varie iniziative. Dalla loro più o meno segreta passione per la pittura ed il disegno è nata la mostra di Bard.«Ho notato- spiega Cotto- che molto spesso c’è un’attrazione fatale fra chi fa musica e chi dipinge: chi sa tenere in mano uno strumento ed un microfono sa, in genere, usare anche pennelli e matite. Ho cominciato nel 1992  quando a Los Angeles  passai gli otto giorni più belli della mia vita con Leonard Cohen e lui mi regalò cinque disegni fatti al computer e  stampati su carta di  riso. Da allora ho collezionato quadri e disegni, in parte comprati  in parte regalatimi . Finché, ad un certo punto, ho deciso di fare qualcosa di organico, e, visto che la mia collezione non bastava,  ho lanciato un appello al quale hanno risposto con entusiasmo in molti. Così è nata questa mostra che non è sicuramente la prima fatta Janis Joplin blogcon quadri e disegni di artisti, ma è la prima che ne riunisce così tanti disegnati da così tante persone: sono, infatti, 87 opere di 67 artisti. In gran parte si tratta di musicisti, ma ci sono, anche, attori come Dario Fo, scrittori come Giorgio Faletti e personaggi televisivi e radiofonici come Vincenzo Mollica, Linus, Platinette e Lillo & Greg Nel lunghissimo elenco dei musicisti spiccano i nomi di Janis Joplin, Vinicio Capossela, Frank Zappa, Paolo Conte, Miles Davis, Jovanotti, Elvis Costello, Tiziano Ferro, Laura Pausini e Leonard Cohen.«Amo più i disegni che i dipinti. – confessa Cotto- Fra i miei preferiti ci sono le due donne stilizzate disegnate da Miles Davis, così magre che sembrano quasi sul punto di rompersi.  Mi ricordo il suo sguardo sempre incazzato come uno a cui avevano rubato le valigie o, più probabilmente, che era consapevole di portarsi dietro il peso della leggenda. La maggior parte dei musicisti sono più a loro agio quando cantano e suonano che quando parlano, ma spesso succede che attraverso la  pittura o il disegno venga fuori il loro aspetto più intimo e segreto. Questo si è riflesso nell’allestimento della mostra, in cui alcune opere si guarderanno quasi dal buco della serratura. Più che una mostra di quadri bellissimi ne è venuta fuori una bellissima mostra di  quadri.» 
"Rock Revolution" di Laura Pausini

"Rock Revolution" di Laura Pausini

La tappa valdostana (a cui hanno collaborato Palmiro Peaquin e Aurora Carrara) è la prima di una serie che nei prossimi due anni porterà la mostra in altre città italiane con il fine di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza. A tale scopo la Presidenza della Regione Valle d’Aosta-che ha prodotto la mostra con l’Assessorato Istruzione e Cultura, l’Associazione Forte di Bard e l’Assessorato Sanità e Politiche Sociali- ha devoluto 5 mila euro a favore dell’Associazione valdostana Paraplegici e dell’ Onlus “Costruire Insieme”. La mostra, ad ingresso libero, sarà ospitata nelle Cantine e nel Deambulatorio dell’Opera Carlo Alberto fino al 22 novembre e potrà essere visitata da martedì a domenica, con orario continuato, dalle 11.00 alle 18.00.

Grace Slick (P81)Carboni Luca (Gaetana)Andy dei Bluvertigo(Senza Titolo)

Miles Davis (Blue world)Frank Zappa (Self Portrai)tLeonard Cohen (Self Portrait)Elvis Costello (Self Portrait)

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