ANDREA LUCCHESINI e “Sinfonica” esaltano i colori del Concerto per piano di RAVEL

A chi vuole sentire!”. Con questa incipit Paolo Salomone, nello scorso gennaio, apriva la presentazione della seconda stagione concertistica di “Sinfonica – Orchestra Giovanile della Valle d’Aosta”, che si è conclusa il 19 aprile, al Teatro Giacosa di Aosta, con un concerto diretto da Renato Rivolta. “A chi vuole sentire!”, una frase che la dice lunga sulle sordità a vari livelli contro cuiSalomone, che di “Sinfonica” è direttore artistico, si è scontrato nello sforzo di far capire l’importanza dell’investire in professionalità e progettualità andando al di là di personalismi e giochi di potere. Fortunatamente chi ha avuto voglia di sentire è stato il pubblico che ha premiato i concerti (i tre precedenti tenutisi nell’Auditorium di Aymavilles e quello finale del Giacosa). «Il bilancio è positivo– afferma Salomone- “Saison Culturelle” a parte, la nostra è l’unica stagione classica a pagamento in Valle, e la buona affluenza dimostra che, se si vuole, il pubblico arriva. Basta conquistarsi credibilità. L’orchestra dimostra, ormai, una sua identità, ma è una crescita percepita maggiormente dagli organizzatori di fuori Valle. Quest’estate siamo, infatti, stati inviati all’Opera festival di Crespina e ai Festival di Portogruaro e Ravello, dove dovremmo fare il suggestivo Concerto all’alba.» Apprezzamenti sul “livello molto alto” dell’orchestra sono arrivati anche dal pianista Andrea Lucchesini, che, con “Sinfonica”, la sera del 19 ha eseguito il “Concerto per pianoforte in sol maggiore” di Ravel che ha costituito il clou di un concerto che aveva in programma anche l’arrangiamento di Anton Webern della Fuga (Ricercata) n. 2 da “L’Offerta Musicale” di Bach e la suite dal balletto “Pulcinella” di Stravinsky. «Il concerto conferma la maestria di Ravel nello scrivere per l’orchestra- ha commentato Lucchesini- con in più il piano che rende ancor più sconvolgenti i colori strumentali dell’opera. Nell’Adagio, dove domina il piano, è magico come Ravel riesca ad interrompere il suo soliloquio con una nota lunga del flauto. E’ sicuramente il fulcro di tutta l’opera, e i virtuosistici movimenti estremi fanno un pò da cornice a questo capolavoro.» Lucchesini è stato l’interprete ideale del brano, anche perché, ad un’esaltante curriculum classico (impreziosito dalla vittoria, nel 1983, al Concorso “Dino Ciani”), unisce frequenti incursioni nel jazz, le cui suggestioni Ravel, reduce da un viaggio nel 1929 negli Stati Uniti, non aveva esitato ad inserire nel concerto, fondendole con temi popolari baschi e motivi circensi. «Mio padre è un trombettista jazz- ha confidato il quarantacinquenne pianista toscano- ed ho suonato con jazzisti come Andrea Dulbecco e il clarinettista Gabriele Mirabassi. Ho, così, sviluppato una certa sensibilità jazz utile soprattutto nel primo movimento. Mio padre mi ha insegnato che la musica, se fatta bene, è tutta bella. Anche per questo mi arrabbio quando nelle pubblicità, per rappresentare qualcosa di serio e noioso, fanno vedere un concertista classico, mandando un messaggio terrificante e falso.»                                                                   

C’ERA UNA VOLTA (3) 14 luglio 1996: nasce “AOSTA CLASSICA”

Farulli-Salomone-Faja9614lugfarulliJung avrebbe, forse, parlato di “coincidenza significativa”. E’, comunque, simbolico che l’avventura della Scuola di Musica di Fiesole in Valle sia iniziata il 14 luglio, lo stesso giorno in cui, nel 1789, con la presa della Bastiglia, era scoppiata la Rivoluzione Francese. Rivoluzionaria, nel suo piccolo (e per la Valle), si è, infatti, rivelata anche “Aosta Classica”, la rassegna legata per dieci anni allo stage estivo della Scuola e dell’Orchestra Giovanile Italiana che ha fatto il suo debutto  proprio il 14 luglio 1996, con l’esecuzione alle Porte Pretoriane di Aosta del Quintetto per clarinetto di Brahms. Non è, forse, un caso che anche quella volta tutto sia partito “dalla strada”: invece di rimanere asserragliata nei luoghi deputati alla musica, Fiesole cercò, infatti, di andare incontro alla città proponendo concerti anche nella Piazzetta des Franchises, a Piazza Roncas, sotto i portici di Piazza Chanoux, all’Ospedale Regionale. I puristi, all’epoca, storsero Ogi96il naso nel sentire la “loro” musica contaminata dalle voci e dai suoni della vita di tutti i giorni, molti aostani capirono invece- forse per la prima volta- che quella musica nella loro vita non poteva mancare. Da quel 1996 la dolce ala della giovinezza (e bravura) del centinaio di musicisti che per dieci estati sono arrivati in Valle per lo stage, è riuscita a risvegliare ad Aosta un interesse verso la musica classica ormai sopito da troppi concerti all’insegna della ritualità e della noia. Era stato il musicista aostano Paolo Salomone a fare da “ruffiano” tra Piero Farulli, fondatore della Scuola e per trentadue anni viola del mitico OGICattedrale96“Quartetto Italiano”, e l’allora Sindaco di Aosta Pierluigi Thiebat, divenuto un convinto sostenitore dell’iniziativa. Un  merito lo ebbi anch’io consigliando a Salomone di affidarsi per l’organizzazione alla società “Opere Buffe” di Francesco Battisti, il cui apporto è stato fondamentale per la crescita di una rassegna che ha continuato a svilupparsi anche dopo essersi staccata dalla Scuola di Fiesole e dalla sua Orchestra Giovanile Italiana, tanto che quest’anno, raggiunta  la quattordicesima edizione, ha in cartellone nomi come James Taylor, Chick Corea, Gary Burton, Roy Paci, Ivo Pogorelich e tanti altri. Rimane, comunque, ineguagliabile l’emozione che il 19 luglio 1996 diede l’esecuzione della stravinskiana “Sinfonia di Salmi” in una Cattedrale di Aosta stracolma  ad opera dei 97 giovani dell’Orchestra Giovanile Italiana, diretti da Vinko Globokar, con il supporto del “Coro Polifonico di Aosta” e del “Coro Filarmonico Ruggero Maghini” . «Mi sono venuti i brividi» confessò un sacerdote presente. Emozione, fortunatamente, catturata in una videocassetta realizzata dalla Sede Regionale RAI della Valle d’Aosta diretta da Carlo Romeo.