I FISCHI di Francesco-C rivisitano in chiave punk le hit degli anni Sessanta

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1 I Fischi phonto1Da un gruppo nato il primo ottobre non ci si poteva certo aspettare l’ “incredibile, mirabolante live” banfato in sede di presentazione su Facebook. In ogni caso è stato un bel successo quello che I Fischi, il nuovo progetto di Francesco Cieri, in arte Francesco-C, hanno riscosso al loro debutto, il 21 novembre, al Rock’n’Roll di Saint-Christophe.

L’idea vincente di rivisitare in chiave punk i successi degli anni Sessanta ha, infatti, incontrato i gusti del pubblico del Rock’n’Roll, preso bene di suo e coinvolto dall’energia e dalla presenza scenica di un trio che, per il resto, necessita ancora di una messa a punto («possibile che non ho azzeccato un cazzo d’accordo?», ha esclamato Francesco al termine di un brano).

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«Con Patrick Faccini- ha spiegato Francesco prima del concerto- ho sempre avuto in comune la passione per il beat. Così un giorno, sapendo che voleva tornare a suonare rock’n’roll e il mio chitarrista Matteo “Mossetta” Mossoni provare la batteria, ho inviato loro un messaggio su WhatsApp proponendogli di rivisitare i successi anni 60 rivisti in versione punk rock. E loro hanno accettato subito con entusiasmo

1 I Fischi P1400467Tranne Faccini che ne I Fischi presidia, come al solito, il basso, Francesco e Mossetta sono, insolitamente, alla chitarra e alla batteria. «Il nome è nato proprio mentre suonavo la chitarra.- ha continuato Francesco- Quando ho detto a Faccini che avrei voluto imparare a fare i fischi con la chitarra, lui mi ha detto: chiamiamoci I Fischi. Esclusa una mia esperienza iniziale e un periodo da chitarrista negli Axis, avrei da sempre voluto suonare in un power trio come questo

Parte del merito dell’interesse suscitato dalla band va, naturalmente, al repertorio rivisitato che è di quelli che tutti hanno nelle orecchie: da “Diana” di Paul Anka a “Bisogna saper perdere” dei Rokes, da “Pomeriggio ore 6” dell’Equipe 84 a “Perdono” di Caterina Caselli. Dalla loro i tre ci hanno messo l’ironico disincanto nell’interpretarli che deriva dall’essere il progetto B di musicisti in tutt’altre faccende affaccendati.

Francesco e Mossetta, in particolare, hanno recentemente registrato, negli studi MeatBeat di Neda, due nuovi singoli dei Francesco-C. Di “Io non sopporto le canzoni tristi”, la canzone di cui, a breve, sarà pubblicato il video realizzato di Christian Tosi, segna il suo ritorno al punk rock dopo la parentesi introspettiva e ambient con Federico Malandrino. «Il testo se la prende con certo cantautorato indie italiano che ha confuso l’emozione con la tristezza. Attualmente, per fare arrivare i messaggi, c’è bisogno di qualcosa di più frivolo

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I “Noir” vincono, a sorpresa, le selezioni valdostane di “Italia Wave”

Neanche il tempo di formarsi che, alla loro prima esibizione pubblica, i “Noir” vincono le selezioni valdostane dell’“Italia Wave Festival” svoltesi il 17 e 18 aprile alla Cittadella dei giovani di Aosta. Un esordio “col botto” per il trio formato dall’astigiano Adriano Redoglia (batteria) e dagli aostani Matteo Mossoni (chitarra) e Luca Moccia  (basso e voce), questi ultimi già insieme nei “Value Price”. «Facciamo un “indie rock” caratterizzato da scarni riff di chitarra – spiega Moccia, autore dei pezzi- con una ritmica “pestata” e ritornelli melodici che ricordano le “aperture” anni Ottanta di “Cure” e “Police”. I testi sono in italiano e parlano delle paranoie giovanili. Per scriverli mi ha aiutato il senso critico sviluppato frequentando il corso C.E.T. di Mogol e, soprattutto, i consigli di Francesco Cieri, con cui ho suonato l’anno scorso.» Ventenni, i tre confermano la linea verde delle selezioni valdostane di “Italia Wave” che l’anno scorso avevano visto l’affermazione degli “MMF”. «Siccome loro si sono sciolti quasi subito- ha ammonito René Cuignon, responsabile regionale delle selezioni- questo premio deve essere uno stimolo affinché i “Noir” durino a lungo. Musicalmente sono puliti, e sono riusciti a mettere le cose giuste dove servivano.» Non è, comunque, stato facile il compito della giuria formata da Cuignon con Raffaele “Neda” D’Anello, Luca Minieri, Paolo Carlotto e Daniele Iacomini. Dei tredici gruppi esibitisi nelle due serate (i “Back to Eternity” non si sono presentati), alla fine a giocarsi la vittoria sono rimasti in tre: gli “El Negro”, i “Concrete Garden” e, appunto, i “Noir”. Il verdetto finale ha favorito le potenzialità di questi ultimi, a scapito degli altri due che, è stato sottolineato dalla giuria, “sono già pronti cosi’”. Nei programmi prossimi dei “Noir” c’è la pubblicazione di un cd che anticiperà il viaggio a Livorno per esibirsi sul palco dell’“Italia Wave Festival” che, tra il 21 e il 25 luglio, vedrà sfilare artisti del calibro di “Editors” e “Underworld”.