JUKEBOX (19)- “Tarkus” di EMERSON,LAKE & PALMER

La storia di Tarkus, gigantesca creatura metà armadillo e metà carro armato, è un un po’ la metafora di quella di Emerson, Lake & Palmer, il trio che, nel 1971, ne narrò le gesta nel secondo, omonimo, album. Mitici entrambi, mentre Tarkus era una perfetta macchina da guerra, gli EL&P furono, tra il 1970 ed il 1979, una gioiosa macchina da musica. Apparentemente immortali, furono entrambi spazzati via dall’imprevista comparsa di miti meno mastodontici: la Manticora per Tarkus, il punkLeggi altro

JUKEBOX (18)- “Burn One Down” di BEN HARPER

Sembra che il merito sia stato di Jimi Hendrix. Sarebbe stato proprio il guitar hero americano, apparsogli in sogno, ad indicare al cantautore Ben Harper (Claremont 28 ottobre 1969) la via musicale da seguire. Il risultato fu il cd “Fight for your mind”, che, nel 1996, lo fece uscire dal circuito alternativo grazie ad una accattivante miscellanea di folk, delta blues, e afro-reggae che rielaborava, attualizzandola, la lezione della musica rurale americana. Che, poi, l’apparizione di Hendrix possa essere statoLeggi altro

Remembering JIMI (HENDRIX) con il fratello LEON ed il clone RANDY HANSEN

«Mi frutterà più da morto che da vivo.» A dirlo a caldo dopo la morte di Jimi Hendrix fu, sembra, Mike Jeffrey, il suo ultimo manager, intuendo come il potenziale commerciale di un mito morto sia superiore a quello di un genio in attività. La retorica che ne sta edulcorando il quarantennale della morte, tende, infatti, a dimenticare che, quando il 18 settembre 1970 morì, il rapporto col grande pubblico del più grande chitarrista elettrico di sempre non era buono.Leggi altro

FABIO TREVES: raining the Blues a Saint-Vincent

Se il maggio 1968 fu una tappa fondamentale per la maturazione politica di un’intera generazione, per l’allora diciottenne Fabio Treves rappresentò molto di più. Il bluesman milanese si emoziona ancora nel ricordare quel 23 maggio, quando, prima del concerto al “Piper” di Milano, strinse le dita magre e affusolate di un giovane chitarrista americano con la carnagione da nativo indiano, capelli cotonati e giacca floreale arancione. «Hi Jimi- gli disse- Fabio is my name. I was born the 27 November,Leggi altro

BRIAN AUGER, testimonial di “Jazz Health” alle terme di Saint-Vincent

Una prova vivente di quanto il jazz mantenga in salute è il tastierista inglese Brian Auger che la sera del 9 agosto si è esibito nel salone delle Terme di Saint-Vincent per la rassegna “Jazz Health”. A settantuno anni, infatti, suona l’organo Hammond con lo stesso entusiamo di quando, nel 1963, lo scoprì sentendo “Back At The Chicken Shack” di Jimmy Smith in un negozio di dischi di Londra. Il suono dell’ Hammond B-3 di Auger attirò subito Long John Baldry,Leggi altro

Il quarto “GUITAR DAY” di Aosta

Per molti ragazzi di oggi “Guitar Hero” è, probabilmente, solo un asettico videogioco musicale di grande successo. Per quelli cresciuti negli anni d’oro del rock erano, invece, il sudore e sangue di un chitarrista capace, con il suo virtuosismo, di infiammare le folle. In questo senso l’artista che ha incarnato meglio il concetto di “eroe della chitarra” è Jimi Hendrix. In seguito il termine è stato sempre più inflazionato, soprattutto nell’ambito di generi come l’hard rock e l’heavy metal, maLeggi altro

BRIAN AUGER e l’Hammond: più che uno strumento, un destino

Erano il 1963 quando il ventiquattrenne Brian Auger fu colpito dal suono di un disco diffuso dalle casse messe all’esterno del suo negozio di dischi di Shepherds Bush, a Londra. Sì, per essere un organo era un organo, ma era suonato in una maniera assolutamente nuova ed eccitante. Quell’ascolto cambiò la sua vita. «Era Jimmy Smith che suonava l’organo Hammond in “Back At The Chicken Shack “.-mi ricordò prima del suo concerto aostano del 10 luglio 2009 inserito nell’Aosta Blues & Soul Festival–Leggi altro