L’energia selvaggia di MARINA REI

Il 16 dicembre scorso, nella giornata dedicata dalla “Cittadella dei Giovani” di Aosta alla rievocazione del quarantennale del festival di Woodstock (in collaborazione con la “Fondazione Arezzo Wave- Italia Wave“), lo spirito libero di quegli anni si è incarnato nella cantautrice romana Marina Rei, che, nel corso del concerto tenuto nell’Auditorium, ha dato un’interpretazione memorabile di “Piece of my heart”, restituendone la stessa selvaggia energia  con la quale nell’agosto 1969 Janis Joplin aveva infiammato la platea. «Mi piace questa cosa dell’energia selvaggia-  ha detto la Rei- perché mi sento nello stesso tempo energica e selvaggia. Adesso non c’è più quello spirito di grande aggregazione collettiva e di fermento giovanile di controtendenza, anche se ce ne sarebbero di cose a cui opporsi. A cominciare dalla musica che è sempre più in mano agli affaristi piuttosto che ai musicisti. Non a caso io da tempo sono passata alle etichette indipendenti, rinunciando consapevolmente ad un certo tipo di benefici che le grandi case discografiche danno in cambio della libertà artistica. Certo questo porta a dover essere più responsabili, ma oggi come oggi è difficile poter creare qualsiasi valore se non cominciamo a prenderci la responsabilità delle nostre vite.» Che non ci sia più lo stesso spirito di Woodstock lo si è visto anche dal fatto che ad assistere al concerto alla “Cittadella” ci fossero solo una trentina di persone, con una preoccupante (ma ormai abituale nei concerti che non si presentano come “evento”) assenza di giovani e musicisti locali. Un vero peccato, visto l’altissimo livello di un’esibizione incentrata sul repertorio del suo ultimo, bellissimo, Cd “Musa”. «Guardo alla Musa da un punto di vista femminile, identificandola nella capacità di essere un riferimento fondamentale, cosa che spesso succede alle donne sia in famiglia che nella società e nell’Arte. Tutto il contrario della visione, attualmente imposta dai media, di una femminilità fatta solo di fisicità che non mi appartiene e non appartiene alla donna.» Uno dei momenti più alti del concerto è stata la devastante esecuzione (con la Rei al canto ed alla batteria)  di “Donna che parla in fretta“, uno dei pezzi chiave del Cd che  termina con la frase “io so come godere”.  «La testo della canzone-  aveva spiegato- è la mia traduzione di “Fast speaking woman” di  una poetessa della beat generation, Ann Waldman, che mi ha colpito per come viene decritto,  a 360 gradi e in modo quanto mai attuale, l’universo femminile.La parte finale l’ho tradotta con “io so come godere” perché mi piaceva l’idea  della necessità femminile di trasmettere e provare piacere senza nessun tipo di vergogna e regola

ARTE (8) Le “voci su tela” raccolte da MASSIMO COTTO nella mostra “In my secret life”

Francesco Renga(Ambra)

"Ambra" di Francesco Renga

Massimo Cotto blogSarà la mostra più musicale mai allestita in Valle d’Aosta. Talmente musicale che in occasione della sua inaugurazione, che si terrà nella Piazza d’Armi del Forte di Bard alle 19 di giovedì 24 settembre, si trasformerà in uno dei più grandi concerti mai ascoltati in Valle grazie alle estemporanee esibizioni di alcuni dei musicisti che espongono loro opere come Francesco Renga, Alberto Fortis,  Danilo Sacco dei Nomadi, Andrea Mirò, Pierluigi Ferrantini dei Velvet e altri. Il tutto si spiega sapendo che il curatore della mostra “In my secret life – Voci su tela dal mondo della musica e dello spettacolo” è Massimo Cotto, uno dei più bravi e famosi giornalisti musicali italiani. Nel corso della sua trentennale carriera ha intervistato tutta la crema della musica popolare internazionale, instaurando con gli artisti un rapporto umano che gli ha permesso di coinvolgerli in varie iniziative. Dalla loro più o meno segreta passione per la pittura ed il disegno è nata la mostra di Bard.«Ho notato- spiega Cotto- che molto spesso c’è un’attrazione fatale fra chi fa musica e chi dipinge: chi sa tenere in mano uno strumento ed un microfono sa, in genere, usare anche pennelli e matite. Ho cominciato nel 1992  quando a Los Angeles  passai gli otto giorni più belli della mia vita con Leonard Cohen e lui mi regalò cinque disegni fatti al computer e  stampati su carta di  riso. Da allora ho collezionato quadri e disegni, in parte comprati  in parte regalatimi . Finché, ad un certo punto, ho deciso di fare qualcosa di organico, e, visto che la mia collezione non bastava,  ho lanciato un appello al quale hanno risposto con entusiasmo in molti. Così è nata questa mostra che non è sicuramente la prima fatta Janis Joplin blogcon quadri e disegni di artisti, ma è la prima che ne riunisce così tanti disegnati da così tante persone: sono, infatti, 87 opere di 67 artisti. In gran parte si tratta di musicisti, ma ci sono, anche, attori come Dario Fo, scrittori come Giorgio Faletti e personaggi televisivi e radiofonici come Vincenzo Mollica, Linus, Platinette e Lillo & Greg Nel lunghissimo elenco dei musicisti spiccano i nomi di Janis Joplin, Vinicio Capossela, Frank Zappa, Paolo Conte, Miles Davis, Jovanotti, Elvis Costello, Tiziano Ferro, Laura Pausini e Leonard Cohen.«Amo più i disegni che i dipinti. – confessa Cotto- Fra i miei preferiti ci sono le due donne stilizzate disegnate da Miles Davis, così magre che sembrano quasi sul punto di rompersi.  Mi ricordo il suo sguardo sempre incazzato come uno a cui avevano rubato le valigie o, più probabilmente, che era consapevole di portarsi dietro il peso della leggenda. La maggior parte dei musicisti sono più a loro agio quando cantano e suonano che quando parlano, ma spesso succede che attraverso la  pittura o il disegno venga fuori il loro aspetto più intimo e segreto. Questo si è riflesso nell’allestimento della mostra, in cui alcune opere si guarderanno quasi dal buco della serratura. Più che una mostra di quadri bellissimi ne è venuta fuori una bellissima mostra di  quadri.» 
"Rock Revolution" di Laura Pausini

"Rock Revolution" di Laura Pausini

La tappa valdostana (a cui hanno collaborato Palmiro Peaquin e Aurora Carrara) è la prima di una serie che nei prossimi due anni porterà la mostra in altre città italiane con il fine di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza. A tale scopo la Presidenza della Regione Valle d’Aosta-che ha prodotto la mostra con l’Assessorato Istruzione e Cultura, l’Associazione Forte di Bard e l’Assessorato Sanità e Politiche Sociali- ha devoluto 5 mila euro a favore dell’Associazione valdostana Paraplegici e dell’ Onlus “Costruire Insieme”. La mostra, ad ingresso libero, sarà ospitata nelle Cantine e nel Deambulatorio dell’Opera Carlo Alberto fino al 22 novembre e potrà essere visitata da martedì a domenica, con orario continuato, dalle 11.00 alle 18.00.

Grace Slick (P81)Carboni Luca (Gaetana)Andy dei Bluvertigo(Senza Titolo)

Miles Davis (Blue world)Frank Zappa (Self Portrai)tLeonard Cohen (Self Portrait)Elvis Costello (Self Portrait)

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