“INSOMNIAC” di THE ROOM: quando l’insonnia diventa flusso di coscienza sonoro

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1 Loris Massera FB  (by Gaetano Lo presti) IMG_1541Per il chitarrista Loris MasseraInsomniac”, il primo album dei suoi The Room, è molto di più di un semplice cd. I 12 brani sono, infatti, il diario di un disturbo, l’insonnia, che lo ha afflitto per anni.

1 RobertaBrochet FB (by Gaetano Lo Presti)  IMG_1542E’ durante le lunghe notti in bianco che sono nati i testi (in inglese) sui quali, negli anni, ha modellato una musica onirica ed inquieta in collaborazione con la compagna Roberta Brochet (canto e chitarra).

Oltre ad avere radici profonde, il progetto viene, infatti, da lontano, concretizzandosi adesso coi The Room, gruppo nato nel 2007 in cui hanno portato la loro esperienza veterani della scena valdostana come Luca Ventrice (tastiere e chitarra), Patrick Faccini (basso) e François “Cianci” Domaine (batteria).

1 Luca FB (by Gaetano Lo presti) IMG_1546La vertiginosa lucidità dell’insonnia è stata, così, trasformata da Massera in una “musica per notti ad occhi aperti” che nel cd raggiunge la visionarietà emozionale attraverso un ininterrotto flusso di coscienza sonoro. La scaletta del cd segue fedelmente la cronistoria della tranquilla notte da paura di un insonne. Dopo la pace della love song “Purple evening sky”, in “Dreamloser” l’inquietudine comincia ad impadronirsi del protagonista. «E’ un po’ come quando i bambini guardano sotto il letto per vedere se c’è il bau bau.- spiega Massera- E, anche se non lo si vede, si percepisce che c’è qualcosa che non va. Non fuori, ma dentro di noi. E’ da lì che si insinua suadente “Lady Insomnia”, ripetendo: “Please, don’t sleep tonight”.»

1 Patrick Faccini FB (by Gaetano Lo presti IMG_1545Ed ecco, allora, che più uno tenta di dormire e più vengono fuori i pensieri che non lo permettono (“Visions at 2 A.M.” e “Visions at 5 A.M.”) e si entra nel limbo della perdita della coscienza del tempo (“(this is) The gap” e “Stilltime”), della caccia ai fantasmi della mente (“Hunting shadows”) e della “Chinese torture” dei pensieri fissi. Finché il mattino arriva come una salvezza (“Morning saves”). «Arrivi alle 5- continua Massera- che, oltre che stanchissimo, ti senti un diverso rispetto a quelli che dormono, per cui hai fretta che arrivi la sveglia per ritornare ad essere “normale”

Un cd al di là dei generi musicali, bellissimo e visionario come certi film di David Lynch (di cui, non a caso, Massera ha inserito campionature di film), che ha un perfetto trailer nel video di “Visions at 2 A.M.” realizzato dal regista Max Monticone nell’ambito del progetto R.I.P. Productions di Patrik Nicotera.

MARCO ZUCCONI e “I disturbi del sonno”

Marco Zucconi

Nonostante si passi un terzo della nostra vita a dormire, del sonno e dei suoi disturbi si sono, a lungo, occupati più gli artisti che gli scienziati. A cominciare da Cervantes che lo definì “mantello che avvolge i pensieri di tutti gli uomini, cibo che soddisfa ogni fame, peso che equilibra le bilance”. Il suo lato oscuro è stato, invece, dipinto da Goya ne “Il sonno della ragione genera mostri”. Non è, quindi, un caso che questo quadro sia stato usato nella locandina della conferenza “Il sonno e i suoi disturbi” che tenuta l’8 febbraio nel Salone del Palazzo Regionale di Aosta, dal professor Marco Zucconi. Responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano e Segretario dell’Associazione Italiana di Medicina del Sonno, il neurologo bolognese è uno dei maggiori esperti mondiali del campo. «Appena laureato- ha raccontato- ho avuto l’onore di lavorare con il professor Elio Lugaresi che è stato il primo, alla fine degli anni Sessanta, a studiare questi problemi e a diffonderne la coscienza.» Perché se il sonno della ragione genera mostri, anche l’insonnia, la narcolessia, le sindromi delle apnee notturne e gli altri suoi disturbi non scherzano. «L’insonnia, che è il più diffuso, può interessare fino al 30-40% della popolazione, se ci si limita agli indicatori notturni come la cattiva qualità del sonno. Riguarda, invece, il 20% se si considera quelle che hanno conseguenze durante il giorno quali stanchezza, irritabilità e tendenza alla depressione. Perché molte delle funzioni vitali sono legate alla buona qualità e durata del sonno notturno, per cui uno studio americano prospetta un’aumentata mortalità per chi dorme meno di sei e più di nove ore. Anche il nostro cervello va incontro a un “resetting” delle esperienze della veglia, trattenendo quelle utili e dimenticando le altre.» I disturbi del sonno hanno, quindi, un impatto sociale rilevante, pur se difficilmente quantificabile.

«L’insonnia- ha continuato Zucconi- influisce sugli stili di vita e le giornate lavorative perse. Un’indagine in Lombardia ed Emilia Romagna ha rilevato che una percentuale tra il 3 e il 23% degli incidenti stradali sarebbero attribuibili alla sonnolenza. In particolare nei giovani, con un picco tra l’una e sette del mattino. Anche per questo motivo sono state da poco introdotte restrizioni per l’idoneità alla patente di soggetti che hanno le apnee con sonnolenza e la narcolessia, che provoca attacchi di sonno in situazioni di monotonia.» Ci sono novità sui farmaci contro l’insonnia? «Stiamo sperimentando un farmaco, diverso dalle classiche benzodiazepine, che avrebbe meno effetti collaterali perché spegne il meccanismo che controlla la veglia piuttosto che regolare quello che controlla il sonno.» Alla conferenza, organizzata dal Lions Club Mont Blanc con l’Assessorato regionale alla Sanità, ha partecipato l’assessore Albert Lanièce. «Nella mia esperienza di medico di base- ha affermato- ho visto che sono problematiche che toccano moltissime persone, per cui si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di aprire in Valle un ambulatorio che se ne occupi