GIANLUCA MOSOLE: un chitarrista fuori dal normale

Al primo impatto Gianluca Mosole incuriosisce per una caratteristica più unica che rara: suona la chitarra da mancino senza girare le corde. Ma, mentre ci si chiede come cazzo faccia, non si tarda a venir coinvolti da uno stile personalissimo, che, pur nel suo funambolismo, conserva una grande comunicativa.

E’ successo anche ad Aosta, il 9 dicembre, in occasione del quintoGuitar Day”, organizzato dall’associazione culturale “Arteintesta”, che ha radunato sul palco del Teatro Giacosa alcuni dei migliori chitarristi italiani. «E’ una cosa istintiva- mi ha spiegato prima del concerto- probabilmente è dovuto al fatto che da piccolo ho iniziato con la tastiera, per cui ho importato la sua impostazione: con la sinistra ad accompagnare e la destra a fare le melodie. Mio padre cercava di correggermi girandomi la chitarra, ma, appena andava via, la rigiravo. Era più forte di me, non riuscivo a suonare normale. Tra l’altro, non sono neanche mancino.» Sei l’unico a suonare la chitarra in questo modo? «No, Gino Vannelli mi ha detto che negli anni Ottanta aveva un chitarrista che suonava come me: Carlos Rios.»

Il nome di Vannelli non ricorre a caso nei discorsi del quarantottenne chitarrista trevigiano. Nel novembre 2007, infatti, il celebre cantante canadese era stato uno dei suoi “friends” in un concerto benefico a Venezia che aveva visto la partecipazione di altri illustri musicisti: da Sheila E. a Peter Erskine. Ma, alle collaborazioni eccellenti, Mosole è abituato, visto nei suoi cd “EartHeart” eTepore” ha suonato gente del calibro di Nanà Vasconcelos, Miroslav Vitous, Airto Moreira e Hiram Bullock. «Con tutti questi grandi è stato come se ci conoscessimo da sempre,- ha continuato Mosole- perché nella musica non serve tanto parlare, basta suonare per intendersi. Vannelli, poi, dopo che ho fatto qualche pezzo con lui, mi ha chiesto di fare una tour mondiale con lui. Purtroppo stavo registrando il cd “No title” , per cui, a malincuore, ho declinato l’invito

I pezzi di “No title” hanno costituito il grosso della scaletta del Giacosa, dove il chitarrista si è esibito con Maurizio Pagnutti (batteria), Paolo Carletto (basso), Alessandro Balestrieri (vocal) e Alberto Carletto (mix e sequencer). «Ho iniziato con la black music- ha raccontato- mi piaceva tutto quello che era funk: da Earth, Wind and Fire a Commodores. Verso i 14 anni mi ha, invece, appassionato gente come George Benson, Larry Carlton e Pat Metheny, che rimangono i miei maestri. Finchè non ho trovato la mia strada.» Strada che lo ha condotto alla fusion pulsante e melodica del progetto ascoltato ad Aosta.

 Visti, però, i quarti di luna, Mosole lavora anche a produzioni pop e colonne sonore di documentari. Soprattutto all’estero, come dimostra il prossimo progetto che lo vedrà comporre le musiche per un reality sul calcio, «Top 11», che avrà location in vari Paesi del mondo, e, sulla carta, un pubblico «monstre» di 360 milioni di persone. «Il talento in Italia non manca, manca il lavoro, per cui i musicisti sono costretti ad emigrare.- ha concluso- La musica che faccio io non ha, purtroppo, mercato in Italia, anche per il forte regresso in corso, dovuto soprattutto alle varie televisioni che hanno puntato tutto sul commercio e poco sulla qualità

 

ROBERTA RASCHELLA’: il “guitar hero” coi tacchi a spillo

Il “Guitar Day”, organizzato dall’associazione culturale “Arteintesta” di Aosta, ha festeggiato i 5 anni di vita con un’edizione altamente spettacolare che il 9 dicembre ha radunato sul palco del Teatro Giacosa  alcuni dei migliori chitarristi italiani.

Ce n’è stato per tutti i gusti: dal blues del piemontese Luigi Tempera (con il trio acustico The Explorer Blues Band) al “fusion project” di Gianluca Mosole, passando per l’energia rock di Roberta Raschellà.

Proprio quest’ultima ha costituito la novità dell’edizione, evidenziando l’affermarsi delle “quote rose” in un campo nettamente dominato dai maschi. «Il “guitar hero” è stata la massima espressione di maschilismo, è ora che questa cosa cambi.- ha affermato, prima del concerto, la venticinquenne musicista piemontese- E sta cambiando, perché quando studiavo al C.P.M. di Milano e all’Accademia Lizard di Torino ero l’unica donna, adesso ho molte allieve.»

Anche il gruppo che l’ha accompagnata era tutto al femminile, formato com’era da Fiamma Cardani (batteria), Daniela Marelli (basso) e Alessia Castelli (chitarra ritmica).«La donna- ha continuato Roberta- sente meno l’esigenza di sfoggiare la tecnica e ha, invece, un approccio più istintivo e con più cuore. Anche se ce ne sono alcune, come Jennifer Batten, collaboratrice di Prince, che tecnicamente ci hanno messo del loro.» Sul palco il gruppo ha snocciolato brani originali di Roberta e cover di Joe Satriani e Andy Timmons, che con Jeff Beck è il suo modello («sono selvaggi, e io sono molto selvaggia»). 

3° “Guitar Day- Festival chitarristico di Aosta”

Luca Addario IMG_2489La nuova, ennesima, associazione culturale valdostana si chiama “Arteintesta”. In realtà in testa al suo fondatore e vice presidente Luca Addario (il presidente è Simone Pellicanò) c’è, più specificatamente, la chitarra. Così come al suo maestro Alessandro Giorgetta, virtuoso dello strumento, che per anni al CCS Cogne ha tenuto corsi di chitarra che hanno avuto Addario tra gli allievi, mentre attualmente è docente dello special-lab di chitarra rock-fusion presso la SFOM di Aosta. Ed è stato sempre Giorgetta a creare e promuovere “Guitar Day- Festival chitarristico di Aosta”, la cui terza edizione si è tenuta sabato 13 giugno al Teatro Giacosa di Aosta. La novità è stata che quest’anno ad organizzarla era, appunto, la neonata associazione “Arteintesta” con la direzione artistica di Addario, la consulenza di Giorgetta ed il contributo dell’amministrazione comunale di Aosta e dell’Assessorato regionale all’Istruzione e Cultura. La classica terna di concerti si è questa volta concentrata in un’unica serata nel corso della quale sul palco del Giacosa si sono alternati alcuni guitar heroes nostrani: da Tony Degruttola e Miky Bianco dei “Two Bald Axis” allo stesso Giorgetta (che si è esibito con Sunnie G, voce protagonista alle Olimpiadi di Torino 2006 e nel corpo di danza dei “Kataklò”). Per finire con Simone Falovo ed i suoi  “Elektradrive”. Al termine tutti sul palco per un’infuocata  jam-session che ha reso omaggio ai grandi guitar-heroes di tutti i tempi.

De Gruttola IMG_2333Miky Bianco IMG_2366Sunnie G Alessandro Giorgetta IMG_2471Elektradrive IMG_2642Paolo Porta IMG_2379Giorgetta IMG_2453