ROMANO MUSSOLINI: con papà Benito, al violino, suonavamo “La vedova allegra”

«Ho iniziato ad ascoltare jazz fin dalla culla. A 5 anni sapevo già riconoscere Armstrong ed Ellington. Era 1932, e in Italia il jazz era una musica d’elite, ma nella mia famiglia, grazie ai dischi comprati da mio fratello Vittorio e mia sorella Edda, si ascoltava continuamente ed era considerata una musica d’arte». Alla faccia dei dettami autarchici dell’Italia fascista, si potrebbe aggiungere. Ma questi piccoli fans della “musica degenerata” afro-americana potevano questo e altro, visto che erano figli diLeggi altro

“Each day is Valentine’s day” con la musica di CHET BAKER

San Valentino è anche musica. Ecco, quindi, il proliferare di compilation di canzoni più o meno sdolcinate che parlano di amori più o meno stucchevoli. Quasi dimenticata e confinata all’ambito jazzistico è, invece, “My Funny Valentine”, la canzone che per anni ne è stata il simbolo. Composta 73 anni anni fa dalla premiata ditta Rodgers-Hart per il musical “Babes in Arms”, è stata interpretata da centinaia di musicisti: da Frank Sinatra a Miles Davis. Quello con cui viene, però, identificataLeggi altro

E’ morto il sassofonista GIANNI BASSO, il “centrocampista” del jazz

«Io e Oscar (Valdambrini:n.d.r.) abbiamo iniziato il jazz moderno in Italia». Gianni Basso me l’aveva detto, con orgoglio, alla fine degli anni Novanta. All’epoca il sassofonista astigiano veniva spesso in Valle d’Aosta, collaborando con l’entusiasmo di un ragazzino con musicisti locali come Cisco Solenne, Donatella Chiabrera e Francesco Tripodi, nel primo Cd del quale aveva fatto degli assoli («Tripodi ha molte carte da giocare.- aveva detto-Io gli ho dato una mano, per avere successo ha però bisogno di molte spinteLeggi altro

Il suono dell’anima di CHET BAKER

All’esterno del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam c’è una targa che recita: «Il trombettista e cantante Chet Baker morì in questo luogo il 13 maggio 1988. Egli vivrà nella sua musica per tutti quelli che vorranno ascoltarla e capirla ». La caduta dal terzo piano di questo squallido alberguccio per drogati fu, infatti, l’ultimo volo dell’angelo dalla tromba d’oro. E, anche, l’ultimo mistero: come avrebbe fatto il  jazzista a cadere da una finestra larga appena 40 centimetri? Si confermava, così, la maledizioneLeggi altro