CD NEWS (11) – ARTCHIPEL ORCHESTRA play SOFT MACHINE (2014)

Se la parola arcipelago evoca bellezze lontane nello spazio, l’orchestra Artchipel (che fonde la parola “archipel”, arcipelago in francese, con il suffisso “Art”) è da tre anni sinonimo di un sogno lontano nel tempo: quello dell’Art Rock della Scuola di Canterbury. A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, questo movimento inglese vagheggiò una musica globale che, partendo dal rock, inglobasse avanguardia ed elettronica, psichedelia e jazz. Una “spendida utopia” che in quegli anni infiammò la fantasia anche del milaneseLeggi altro

Gli equilibri in trasformazione del GERMANO ZENGA Quartet

Riuscire a mantenere l’equlibrio di fronte ai continui e sempre più frenetici cambiamenti è, in fondo, il succo della vita. E’, anche, la filosofia da cui parte il progetto “Changin’ Balance” del quarantunenne sassofonista milanese Germano Zenga ascoltato il 23 febbraio all’Espace Populaire di Aosta per la rassegna Espace Jazz. «All’interno di un gruppo jazz– ha spiegato Zenga- i musicisti devono essere disponibili a mettersi in gioco per incontrarsi e comunicare. E, per riuscirci, bisogna abbassare le barriere che ciLeggi altro

ARTCHIPEL ORCHESTRA e la splendida Utopia dell’Art Rock di Canterbury

Nel mare magnum delle iniziative musicali di quest’estate valdostana si è materializzato, come una splendida utopia, il musicalissimo arcipelago dell’Artchipel Orchestra che la sera del 1° agosto si è esibita al Teatro Romano di Aosta, per “Aosta Classica”. Il nome dell’orchestra fonde, infatti, la parola “archipel”, che in francese vuol dire arcipelago, con il suffisso “Art” che evoca l’Art Rock della Scuola di Canterbury, movimento che, tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta, vagheggiò una “musica totale” che,Leggi altro

Da BREGOVIC ad ACCARDO (passando per DE GREGORI): AOSTA CLASSICA 2012 richiama big di sicuro richiamo

Nonostante il “clima generale di indubbia crisi economica e sociale”, l’assessore regionale valdostano all’Istruzione e Cultura Laurent Vierin continua ad “investire sulla proposta culturale del nostro territorio, nella profonda convinzione che questo atteggiamento sia la chiave di volta per uno sviluppo radicato e duraturo della “valdostanità” qui e nel mondo”. Sono queste le parole che aprono la brochure che presenta l’offerta culturale dell’assessorato per l’estate 2012, una delle sue quattro “Saison” che, ormai, si succedono senza soluzioni di continuità. Momento clouLeggi altro

ARTCHIPEL ORCHESTRA: l’arcipelago sonoro che ruota intorno alla Scuola di Canterbury

Canterbury è città cara ai valdostani perché vi morì il teologo aostano Anselmo di Bec, venerato dalla Chiesa come Sant’Anselmo. E’ carissima, però, anche agli appassionati di rock progressivo perché tra la fine degli anni Sessanta e la metà dei Settanta vi si sviluppo uno dei movimenti più significativi della storia del rock che produsse gruppi come Soft Machine, Caravan, Hatfield and the North ed Henry Cow. Proprio agli arrangiamenti jazz di alcune musiche della Scuola di Canterbury è statoLeggi altro

Quel caffè con STEVE SWALLOW

Il 4 ottobre il musicista americano Steve Swallow ha compiuto 70 anni. Ho avuto la fortuna di ascoltarlo più volte ad Aosta. Indimenticabile la prima, nel 1998, quando suonò alla Biblioteca di Viale Europa con la moglie, Carla Bley, ed Andy Sheppard. Il 16 agosto 2002, in occasione di un suo concerto al Caffè Nazionale con Arrigo Cappelletti e Ferdinando Faraò, l’ho pure intervistato. Ecco quello che ne è venuto fuori. Strano ascoltare Steve Swallow, in una notte di mezzaLeggi altro

FERDINANDO FARAO’ e l’evoluzione della specie (del batterista)

C’è uno stretto legame tra il jazzista Ferdinando Faraò, che si è esibito il 15 maggio con il suo “Actmu 4t” all’Espace Populaire, e l’evoluzionismo di Charles Darwin. Il musicista milanese è, infatti, l’evoluzione della specie dei batteristi: non più semplice accompagnatore quanto, piuttosto, musicista a 360 gradi capace di progettare e guidare progetti di ampio respiro. Uno di questi è, appunto, “Darwinsuite”, il suo ultimo Cd in cui i brani sono legati dal pensiero e dalle parole del naturalistaLeggi altro

Il violoncello di UMBERTO CLERICI incontra il jazz di BEPPE BARBERA

“Splendido solista, con il vigore tipico della sua giovinezza”. “Fa cantare il suo strumento con un suono sempre teso e pulito”. “Induce il pubblico ad un’attenzione magnetica”. Sono solo alcuni degli entusiastici giudizi che hanno accompagnato le esibizioni del violoncellista torinese Umberto Clerici, che, ad appena ventotto anni, è uno degli astri nascenti del firmamento musicale mondiale. Dallo scorso anno Clerici collabora con l’Atelier d’Archi dell’Istituto Musicale Pareggiato della Valle d’Aosta frutto della collaborazione dei docenti delle Scuole di volinoLeggi altro

Le affinità elettive del sassofonista LARRY SCHNEIDER

Stessa data: domenica 24 gennaio 2010. Stesso cognome: Schneider. Stesso rendimento: altissimo. Con in più la particolarità che mentre uno, Wesley, calciatore olandese dell’Inter, usciva, espulso, dal campo di San Siro nel corso dell’acceso derby col Milan, l’altro Larry, sassofonista americano saliva sul palco dell’Espace Populaire di Aosta per un concerto che si è rivelato altrettanto intenso e vincente. Nei rispettivi campi, tra l’altro, i due rivestono lo stesso ruolo: il centrocampista. Anche Larry Schneider si è, infatti, sempre mossoLeggi altro