I Cori Verrès e Sant’Orso si uniscono per cantare “I CANTI DELLA GRANDE GUERRA”

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1 Alpini P1000820E’ stato il primo conflitto seguito sistematicamente dai mass media, ma i migliori ricordi della Grande Guerra rimangono quelli, emotivi, dei racconti di chi la visse sulla propria pelle.

In Italia, in particolare, il modo migliore per capire come i soldati vissero quella che Papa Benedetto XV definì “inutile strage” è sicuramente ascoltare i canti degli Alpini. Lo conferma il coinvolgimento emotivo del pubblico che il 21 maggio, nel corso della quinta serata della 65^ assemblea Regionale di Canto Corale, ha assistito al progetto “I Canti della Grande Guerra”. A proporlo, in occasione del centenario dell’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, sono stato i due migliori cori maschili valdostani: Sant’Orso e Verrès. Una unione storica per un evento storico, che ha visto sul palco del Teatro Splendor di Aosta un’ottantina di coristi diretti da Angelo Filippini e Albert Lanièce.

1 Rollandin P1000738«Sono cantiha spiegato quest’ultimo- che sono nel DNA di cori alpini come il mio, che all’inizio si chiamava Coro Alpino Verreziese e indossava pantaloni e scarponi alla montanara insieme alla caratteristica camicia verde, il colore degli alpini. Ma anche Sant’Orso quando è nato ha attinto a piene mani da questo repertorio, per cui non è stato difficile scegliere canti che fanno ormai parte della cultura popolare.»

Nell’inedito, imponente, impatto sonoro dei due cori maschili si sono, infatti, ascoltati “Senti o mia Nineta”, “Monte Nero”, “Al comando dei nostri ufficiali”, “Monte Pasubio” e “Il testamento del Capitano”. Composti quasi tutti da autori anonimi (solo “Monte Pasubio” è di Bepi De Marzi) che seppero, però, perfettamente esprimere in musica valori universali come l’amore, la solidarietà, la nostalgia e la paura. Al punto da appassionare illustri musicisti colti che li armonizzarono: da Giorgio Federico Ghedini ad Arturo Benedetti Michelangeli, o, come nelle versioni della serata, Pedrotti, Pigarelli e Malatesta.

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Come se non bastasse i canti sono stati legati dalle parole piene di pathos di Roberto Luboz, storico corista di Sant’Orso, ma, soprattutto, appassionato Alpino d.o.c. «Stasera,– ha esordito- il nostro sincero rispetto ed il nostro devoto ricordo vanno agli 8500 soldati valdostani partiti per il fronte e ai 1557 che dal fronte non sono tornati.»

1 Alpini P1000784D’effetto il suo saluto al cappello dell’alpino Giovanni Battista Pollet di Brusson, il primo caduto valdostano della Grande Guerra, morto il 7 giugno 1915 durante un attacco al Monte Nero. E’ stato uno degli Alpini di cui Luboz ha letto passi di lettere o diari.

Un altro, Giuseppe Soudaz di Pont-Saint-Martin, classe 1887, al ritorno alla guerra scrisse: “attaccare di giorno sarebbe stata una pazzia, perché era tutto allo scoperto, ma il Colonnello che comandava disse chiaramente che con la distruzione di un battaglione era diventato Colonnello e con la distruzione di questo voleva diventare Generale. Fu una carneficina: morirono quasi tutti gli uomini del Battaglione di centro, e il Colonnello diventò Generale. Ma alcuni mesi dopo fu ucciso… non certo dagli austriaci. Noi soldati eravamo così tutti per uno e uno per tutti. Che lì era destino: a chi toccava, toccava.»

La 62^ Assemblée régionale de Chant Choral valdostana

Più di mille parole, lo spirito di socializzazione festosa e scambio interculturale che è alla base dell’Assemblée régionale de Chant Choral valdostana è simboleggiato dalla piccola Angelica. Nata in Sri Lanka, ma che i casi della vita hanno portato a La Salle. Nel pomeriggio del 26 maggio si è esibita coi Les Petits Sallereins nel corso della kermesse finale dell’Assemblea, che ha visto sfilare al Teatro Romano di Aosta tutti i cori partecipanti a questa 62^ edizione (con l’eccezione di quelli polifonici) e i 19 gruppi folkloristici valdostani.

Che sia Angelica non è, d’altronde, un caso, visto che questa edizione, svoltasi dal 20 al 26 maggio, è stata caratterizzata da una massiccia presenza di cori della categoria D (cori di giovani), una tendenza che fa ben sperare per il futuro.

«E’ un segnale importante– ha spiegato Lino Blanchodvisto che nel resto d’Italia, ormai,si vedono solo coristi coi capelli bianchi o che i capelli non li hanno più.» Blanchod ha un osservatorio privilegiato sulla rassegna, visto che da 31 anni fa parte della Giuria (attualmente ne è presidente). Oltre a dare suggerimenti sull’esecuzione, la giuria segnala ogni anno i cori più meritevoli, che possono, così, fruire degli aiuti regionali per la partecipazione a manifestazioni al di fuori della Valle o esibirsi alla “Saison Culturelle”, la più importante rassegna di spettacoli regionale (quest’anno sono stati Coro Verrès, Viva Voce e Les Notes Fleuries du Grand Paradis).

Oltre che di note (che il 26 maggio sono state diffuse in tutto il centro storico di Aosta grazie ad un sistema di altoparlanti) l’Assemblée è fatta anche di storie, con musicisti che, come nella vita, vanno e musicisti che ritornano. A tornare a dirigere la Neuventse dopo 22 anni è stato David Mortara. «E’ rimasta sempre nel mio cuore-ha confessato- e martedì sera, quando abbiamo cantato all’Auditorium di Aymavilles, è stato come se non avessi mai smesso

A salutare è, invece, stata Alearda Parisi Pettena che con quarantatre partecipazioni ed ottantuno anni, è il più longevo direttore dell’Assemblée. Ma più che i numeri, per lei parlano le emozioni che ha dato mercoledì ad Aymavilles. Per il repertorio su “La chanson francaise”, per l’interpretazione delle sue Dames de la Ville d’Aoste e per l’aria di addio alla rassegna che si è respirato.«Ho detto alla giuria che non mi vedrà più.- ha confessato- Più che per il canto, questa volta ero preoccupata di non reggere, ma, alla fine, l’applauso è stata una cosa bellissima.»

Morto ACHILLE COMPAGNONI, il primo sul K2

31-07-1954 CompagnoniAlle 5.30 del 13 maggio 2009 è morto all’Ospedale di Aosta il grande alpinista Achille Compagnoni. CoroVerres54conCompagnoniEra nato il 26 settembre 1914 a Santa Caterina Valfurva (Sondrio), ma nel 1934 la carriera militare negli Alpini lo aveva portato in Valle dove risiedeva a Breuil-Cervinia (Valtournenche). Con Lino Lacedelli era stato il primo a raggiungere, il 31 luglio 1954, il K2, la seconda montagna più alta al mondo (vedi foto). Al ritorno a festeggiarlo sotto il Cervino aveva trovato il Coro di Verrès diretto da Pino Cerutti (vedi foto). I funerali si svolgeranno venerdì 15 maggio, alle 14.30, nella chiesa di Breuil-Cervinia.

Vedi articolo su Gazzetta dello Sport.it:

http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Alpinismo/13-05-2009/-morto-compagnoni-50399959171.shtml