40 graNdi all’ombra (4) Grazie a PEPI MORGIA finalmente c’è in cielo “un regista come Dio comanda”

Quando, nel 2009, lo conobbi, di lui mi colpi il contrasto tra un aplomb aristocratico e la disponibilità curiosa verso l’altro. Non a caso il suo amico Fabrizio De Andrè lo chiamava “principe anarco-monarchico” ed il suo nome completo era Gian Luigi Maria Morgia dei conti di Francavilla. Questo, però, lo seppi dopo. Quel 23 ottobre 2009 per me era “solo” Pepi Morgia, regista del tour “De André canta De André” che quella sera Cristiano De Andrè avrebbe portato al Palais Saint-Vincent.

In attesa di intervistare Cristiano, rimasi colpito da uno staff composto da persone che avevano a lungo lavorato col padre: da Bruno Sconocchia, che ne era stato il manager, a Giovanni “Riccio” Colucci, suo storico fonico. Ma, soprattutto, da Pepi Morgia, light designer, regista, scenografo, autore di eventi di fama mondiale, che, mi raccontò, aveva lavorato con Rudolf Nurejev, David Bowie, Genesis, Elton John e per Pavarotti & Friends. «A Saint-Vincent ho lavorato a lungo.-mi disse- Per la Rai ho fatto il regista di programmi come “Le Grolle d’oro” e “Il disco per l’estate”

Il discorso cadde, inevitabilmente, sul suo amico Fabrizio De Andrè, che aveva seguito, come regista, in tutti i suoi spettacoli. A cominciare da quel 18 marzo 1975 in cui aveva esordito in pubblico alla “Bussola” di Viareggio. «A convincerlo ad esordire dal vivo era stato un bell’assegnone.- aveva confidato- Quella sera Fabrizio era letteralmente terrorizzato, per cui si aiutò alzando un po’ il gomito, anche se poi, rotto il ghiaccio non voleva più smettere. Quando si esibiva in pubblico era molto timido per cui si “tirava su” e si creava uno schermo con gli occhiali da sole. Prima che collaboratore ero suo amico, per cui parlavamo a lungo sulle idee per le scenografie che all’inizio erano abbastanza inusuali per i concerti di un cantautoreUna particolarmente riuscita è stata quella del penultimo tour, caratterizzata da un castello di carte di tarocchi genovesi. Fabrizio era un grande giocatore e l’idea mi nacque una volta che gli vidi costruire un castello di carte.»

Le sue scenografie erano talmente piaciute che lo avevano chiamato anche altri amici: da Ornella Vanoni a Gino Paoli, da Claudio Baglioni a Paolo Conte. Nel gennaio 2010, poi, me l’ero ritrovato tra le quinte del Palais Saint-Vincent in quanto regista dell‘anteprima dello spettacolo “Baccini canta Tenco”. In quell’occasione aveva, tra l’altro, voluto che ad aprire il concerto fosse la cantautrice valdostana Naif Herin. «L’ho scoperta nel 2009 quando è stata una delle vincitrici del festival “Musicultura” di cui curo la regia.- mi aveva spiegato- Mi piace perché è originale, ha grinta e una bella presenza. Per cui cerco di coinvolgerla ogni volta che posso.»

Una generosità discreta che ha contraddistinto tutta la vita di Pepi Morgia. Lo ha sottolineata anche Don Andrea Gallo nell’omelia che, il 20 settembre, ha caratterizzato il funerale del regista che se n’era andato la mattina prima, ad appena 61 anni, per problemi al fegato. La cerimonia, svoltasi nella chiesa della Santissima Trinità e San Benedetto di Genova, ha coinvolto, in un clima festoso, tantissimi amici (tra i quali Dori Ghezzi, Francesco Baccini, Alberto Fortis, Vittorio De Scalzi, Irene Fargo e Andy dei Bluvertigo). «Ha diretto grandi spettacoli, ma nessuno sapeva che fosse lui a dirigere i fili- ha detto il celebre “prete di strada” – perché lo faceva per puro amore, verso l’arte e verso gli altriSono sicuro che dopo aver chiarito qualcosina col Padreterno, Dio lo assumerà come regista delle sue luci. Ricordiamocelo quando vedremo un tramonto particolarmente bello, o un’alba con i suoi meravigliosi colori. Diremo che finalmente in cielo c’è un regista come Dio comanda.»            

 

ARTE (9) Al Forte di Bard si è aperta la mostra “IN MY SECRET LIFE”

Alberto Fortis e "Anna"

Alberto Fortis e "Anna"

Danilo Sacco

Danilo Sacco

Se una canzone è un film- pensiamo a quanti brani vivono di suggestioni cinematiche- allora un quadro è qualcosa di più di un fermo immagine, è il trailer di un suono, il punto fermo, la strofa più luminosa, il ritornello più chiaro.” Così scrive il giornalista Massimo Cotto nella prefazione al catalogo della mostra “In my secret life”  inaugurata il 24 settembre, nelle Cantine e nel Deambulatorio dell’Opera Carlo Alberto del Forte di Bard. Forte di questa convinzione da tre lustri ha chiesto ai musicisti che intervistava di fargli uno schizzo o un disegno. Richiesta insolita che ha avuto una risposta entusiastica. A cominciare da Leonard Cohen, Elvis Costello e Frank Zappa. Una tela tira l’altra, Cotto è arrivato a possedere le 87 opere di 64 artisti (musicisti, ma, anche, uomini di spettacolo) esposte a Bard nella prima tappa di una mostra itinerante che nell’arco di due anni mira a raccogliere 100.000 Euro per scopi benefici. Alcuni di questi insospettabili pittori erano presenti all’inaugurazione con entusiasmo da neofiti e grandi attestazioni di gratitudine per Cotto. «Ringrazio Massimo- ha detto Andrea Mirò, autrice di “Mirouge” con il compagno Enrico Ruggeri- perché ci ha dato l’occasione di metterci in gioco in un campo dove abbiamo molte meno certezze, almeno io che non sono una professionista della pittura. In questo modo gli altri vedono delle cose di me che prima non potevano sapere e io scopro delle cose di me che non immaginavo. E’ un’esperienza quasi psicanalitica che ripeterò riempiendo gli amici di quadri da attaccare nei bagni

Chiara Canzian

Chiara Canzian

Sara Martinetto & Giorgio Faletti (by Gaetano Lo Presti) IMG_7136Altra  esordiente è Chiara Canzian, giovane promessa della canzone italiana, la cui opera prima “Aglio” era esposta accanto a “Caccia in palude” del celebre padre Red, cantante e bassista dei “Pooh”: «Mi interessa l’aglio- ha spiegato Chiara-  perchè è come la vita:difficile da rappresentare, solido all’interno, ma con la pellicola esterna leggerissima, quasi trasparente.»  A Giorgio Faletti  ho, invece, chiesto se, grazie al suo concittadino Cotto (sono entrambi di Asti), abbia inaugurato una quarta vita artistica dopo quelle di comico, musicista e scrittore. «Ho cominciato ed anche finito.– si schermisce- Da quando me l’ha chiesto mi diverto a pasticciare coi colori perché sono un bambino, anche se più dentro che fuori. E’ divertente, rilassante e terapeutico, ma da qui a pensare che possa essere una quarta vita non penso proprio. “L’Impresa” è la mia prima opera in assoluto, è una tavola incolore, quasi bianca con in mezzo un quadratino rosso che fa la differenza tra quello che intorno è piatto ed omologato e la persona o cosa che non lo è 

 

Con Cheope

Con Cheope (by Camposaragna)

Ivan Cattaneo - Haiku

Ivan Cattaneo - Haiku

Accanto a questi neofiti di lusso sono in mostra anche quadri di veri e propri “professionisti” della pittura come Paolo Conte, Bernardo Lanzetti, Ivan Cattaneo (che in occasione dell’inaugurazione della mostra ha raccontato due “favole lettroniche“) , Luca Carboni, Andy dei Bluvertigo e Alfredo Rapetti, che con il nome d’arte di Cheope è l’autore delle parole dei grandi successi di Laura Pausini. «Laura mi ha appena mandato un sms di auguri da Los Angeles- mi ha confidato il figlio di Mogol- ed io le ho fatto i complimenti per il suo “Rock revolution” esposto qui. Io nasco pittore ed ho esposto un po’ ovunque, compresa la Biennale di Venezia nel 2007. Anche nei quadri lavoro sulla scrittura, solo che nella canzone uso un linguaggio chiaro ed esplicito mentre il linguaggio dei quadri ha bisogno di un approccio più silenzioso e attento. Non cantando non ho la parte liberatoria del canto, per cui i quadri sono il mio canto libero, tanto per citare papà». La mostra, ad ingresso libero, sarà ospitata aperta fino al 22 novembre e potrà essere visitata da martedì a domenica, con orario continuato, dalle 11.00 alle 18.00.

Gruppo (by Gaetano Lo Presti) IMG_7103

ARTE (8) Le “voci su tela” raccolte da MASSIMO COTTO nella mostra “In my secret life”

Francesco Renga(Ambra)

"Ambra" di Francesco Renga

Massimo Cotto blogSarà la mostra più musicale mai allestita in Valle d’Aosta. Talmente musicale che in occasione della sua inaugurazione, che si terrà nella Piazza d’Armi del Forte di Bard alle 19 di giovedì 24 settembre, si trasformerà in uno dei più grandi concerti mai ascoltati in Valle grazie alle estemporanee esibizioni di alcuni dei musicisti che espongono loro opere come Francesco Renga, Alberto Fortis,  Danilo Sacco dei Nomadi, Andrea Mirò, Pierluigi Ferrantini dei Velvet e altri. Il tutto si spiega sapendo che il curatore della mostra “In my secret life – Voci su tela dal mondo della musica e dello spettacolo” è Massimo Cotto, uno dei più bravi e famosi giornalisti musicali italiani. Nel corso della sua trentennale carriera ha intervistato tutta la crema della musica popolare internazionale, instaurando con gli artisti un rapporto umano che gli ha permesso di coinvolgerli in varie iniziative. Dalla loro più o meno segreta passione per la pittura ed il disegno è nata la mostra di Bard.«Ho notato- spiega Cotto- che molto spesso c’è un’attrazione fatale fra chi fa musica e chi dipinge: chi sa tenere in mano uno strumento ed un microfono sa, in genere, usare anche pennelli e matite. Ho cominciato nel 1992  quando a Los Angeles  passai gli otto giorni più belli della mia vita con Leonard Cohen e lui mi regalò cinque disegni fatti al computer e  stampati su carta di  riso. Da allora ho collezionato quadri e disegni, in parte comprati  in parte regalatimi . Finché, ad un certo punto, ho deciso di fare qualcosa di organico, e, visto che la mia collezione non bastava,  ho lanciato un appello al quale hanno risposto con entusiasmo in molti. Così è nata questa mostra che non è sicuramente la prima fatta Janis Joplin blogcon quadri e disegni di artisti, ma è la prima che ne riunisce così tanti disegnati da così tante persone: sono, infatti, 87 opere di 67 artisti. In gran parte si tratta di musicisti, ma ci sono, anche, attori come Dario Fo, scrittori come Giorgio Faletti e personaggi televisivi e radiofonici come Vincenzo Mollica, Linus, Platinette e Lillo & Greg Nel lunghissimo elenco dei musicisti spiccano i nomi di Janis Joplin, Vinicio Capossela, Frank Zappa, Paolo Conte, Miles Davis, Jovanotti, Elvis Costello, Tiziano Ferro, Laura Pausini e Leonard Cohen.«Amo più i disegni che i dipinti. – confessa Cotto- Fra i miei preferiti ci sono le due donne stilizzate disegnate da Miles Davis, così magre che sembrano quasi sul punto di rompersi.  Mi ricordo il suo sguardo sempre incazzato come uno a cui avevano rubato le valigie o, più probabilmente, che era consapevole di portarsi dietro il peso della leggenda. La maggior parte dei musicisti sono più a loro agio quando cantano e suonano che quando parlano, ma spesso succede che attraverso la  pittura o il disegno venga fuori il loro aspetto più intimo e segreto. Questo si è riflesso nell’allestimento della mostra, in cui alcune opere si guarderanno quasi dal buco della serratura. Più che una mostra di quadri bellissimi ne è venuta fuori una bellissima mostra di  quadri.» 
"Rock Revolution" di Laura Pausini

"Rock Revolution" di Laura Pausini

La tappa valdostana (a cui hanno collaborato Palmiro Peaquin e Aurora Carrara) è la prima di una serie che nei prossimi due anni porterà la mostra in altre città italiane con il fine di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza. A tale scopo la Presidenza della Regione Valle d’Aosta-che ha prodotto la mostra con l’Assessorato Istruzione e Cultura, l’Associazione Forte di Bard e l’Assessorato Sanità e Politiche Sociali- ha devoluto 5 mila euro a favore dell’Associazione valdostana Paraplegici e dell’ Onlus “Costruire Insieme”. La mostra, ad ingresso libero, sarà ospitata nelle Cantine e nel Deambulatorio dell’Opera Carlo Alberto fino al 22 novembre e potrà essere visitata da martedì a domenica, con orario continuato, dalle 11.00 alle 18.00.

Grace Slick (P81)Carboni Luca (Gaetana)Andy dei Bluvertigo(Senza Titolo)

Miles Davis (Blue world)Frank Zappa (Self Portrai)tLeonard Cohen (Self Portrait)Elvis Costello (Self Portrait)

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