L’arpa di ALAN STIVELL è di casa in Valle d’Aosta

STIVELL DSCF0003.jpgSimbolo dell’Irlanda (in ricordo dello strumento di Brian Boru, primo re dell’isola), l’arpa celtica è conosciuta nel mondo come logo della birra Guinness e di Ryanair e per la musica di Alan Stivell. Il settantaquattrenne musicista bretone che il 19 gennaio si è esibito al Teatro Splendor di Aosta, per la Saison Culturelle, è stato, infatti, l’artefice della sua rinascita (non a caso intitolò “Renaissance de l’harpe celtique” un suo album del 1971). Gran parte del merito va al padre, Jord Cochevelou (Stivell è la bretonizzazione di Kozh Stivelloù, ovvero “vecchie fonti”), valente musicista e liutaio, che nel 1953 ricostruì un’arpa celtica, mitico strumento oramai dimenticato da secoli.

harpe-stivell-enfantNelle mani di Alan, lo strumento tornò a nuova vita e già nel 1955, all’età di undici anni, si esibì per la prima volta all’Olympia di Parigi, il tempio della canzone francese. «L’incontro con il suo magico suono fu come un tornado– ha confessato- che scatenò in me una passione irresistibile per tutto quello che era legato al mondo celtico. Una passione al limite del patologico. Credo sarei diventato pazzo se non avessi trovato degli antidoti.» Stivell non si limitò, però, alla riproposizione di antichi motivi, ma cercò una “modernità bretone” che passasse dalla fusione con la musica classica («come Bartok aveva fatto per la musica ungherese e Borodin per quella russa») e con il rock (nel giugno 1968 aprì un concerto dei Moody Blues).

Stivell 1972Finché il 28 febbraio 1972, dopo un concerto all’Olympia, capì di avere sfondato. «Finì l’onta di essere Bretoni. I Bretoni conquistarono Parigi, senza armi, e la musica bretone e, di conseguenza, la Bretagna, divennero di moda.» Sono seguiti 24 album (l’ultimo, “Amzer”, è del 2015), tour internazionali e collaborazioni con artisti come Angelo Branduardi, Kate Bush, Youssou N’Dour, Khaled e Jim Kerr, una nomination ai Grammy Awards ed un Premio Tenco.

Numerose le esibizioni anche in Valle, come quella, suggestiva, del luglio 1982 nella Corte del Melograno del Castello di Issogne, o quella dell’agosto al Castel Savoia di Gressoney. Ad Aosta si è esibito nel luglio 1993 al Teatro Romano e nel luglio 2003 a Piazza Chanoux, nell’ambito della settima edizione di Celtica. Stivell.jpeg«Prima degli anni ’80 non conosceva la Valle dal vivo.– ha ricordato prima del concerto- Siccome, però, sono sempre stato appassionato di minoranze culturali, credo che dalla mia prima adolescenza sapessi che la Val d’Aosta era una minoranza italiana di lingua francese o di quello che, a torto, si chiama franco-provenzale. I primi ricordi che mi tornano in mente sono quelli del team tecnico valdostano di Renato Fumasoli, in cui alle luci c’era Gianluca “raggio di sole” (Girotto:n.d.r.), che in quel periodo mi aveva seguito nel tour italiano. Ricordarlo mi mette di buon umore, ma, anche, un po ‘di malinconia quando penso al numero di decenni che ci separano dall’età della gioventùFumasoli e Stivell 93549320_219095128393535162_n.jpgAllo Splendor Stivell si è esibito con Emmanuel Devorst (chitarre), Konan Mevel (fiati), Jean-Bernard Mondoloni (percussioni) e Pierre Patinec (tastiere). «E’ il gruppo messo insieme solo dalla primavera scorsa per questo tour in cui celebro i 50 anni di carriera. Ad aprile dovrebbe uscire il nuovo album e presto inizierò ad integrare elementi di questo nuovo album.»STIVELL P1080588.jpgNel concerto aostano ha fornito un “assaggio” del mezzo secolo di carriera, dagli inizi all’ultimo album, superando anche inconvenienti tecnici dell’amplificazione. «I pezzi più recenti sono influenzati dai colori che sento, come quelli del 1970 lo erano da quelli di quel tempo. Sto facendo una specie di sintesi tra quello che sono oggi ed i miei inizi.» Che importanza ha nella tua musica l’elettronica? «La uso da quando è stata accessibile, perché prima era riservata alla ricerca nella musica classica contemporanea. Ho integrato nella mia musica quasi tutto ciò che è stato inventato e reso disponibile in termini di forme e media elettronici. Ho una fame insaziabile per l’innovazione ed il mai sentito. La mia passione celtica risale all’età di 10 anni, ma la mia attrazione per la fantascienza ed il futuro ai 7 anni. Ancora prima. Lo dimostra l’ultimo prototipo d’arpa elettroacustica high tech che suono da 5 anni. E con il mio liutaio Tom Marceau stiamo lavorando ad una nuova arpaSTIVELL ok DSCF0079.jpg

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