“Carte Blanche à Fawzy Al-Aiedy et Vincent Boniface” a Etetrad 2017

Fawzy Attachment-1.jpegSe a trascinare il pubblico accorso il 20 agosto a Charvensod è stato il mix di ritmi afrocubani, funk e reggae dei portoghesi Terrakota, il concerto più interessante dell’ultima giornata di Etetrad è stato sicuramente quello del progetto “Carte Blanche à Fawzy Al-Aiedy et Vincent Boniface”, che ha visto l’iracheno (canto o Oud) ed il multistrumentista valdostano alternarsi tra strumenti e tre dei progetti che hanno in comune in Francia. Fawzy 1 Attachment-1.jpegSi è partiti con Noces Bayna che, oltre a Vincent e Fawzy, comprende la francese Catherine Faure, (canto, violino e organetto) ed il percussionista egiziano Adel Shams El Din. «Il nome, per metà in francese e metà in arabo, significa “nozze tra”– ha spiegato Vincent- In questo caso tra l’Occidente e l’Oriente. E’ il progetto per il quale nel 2011 sono stato chiamato a sostituire un musicista incredibile come François Lazarevitch e che mi ha fatto conoscere il mondo musicale di Fawzy.» Nato nel 1950 a Bassora, Al-Aiedy sognava di diventare il primo oboista classico iracheno, così nel 1968 chiese a Sadam Hussein di aiutarlo ad ottenere una borsa di studio per perfezionarsi a Varsavia. Fu, invece, spedito al fronte della guerra tra Irak e Iran. Così, finito il servizio militare, decise di fuggire in Francia, dove dal 1971 vive. Fawzy 3 Attachment-1.jpegDiplomatosi in Conservatorio, per due anni suonò oboe e corno inglese nell’Orchestre des Jeunes de Paris. «Fare carriera in un’orchestra classica non era, però, la mia strada. Il mio duplice bagaglio culturale mi pose, quindi, di fronte ad un bivio: o diventare un musicista tradizionale orientale o restare un musicista classico europeo. Il mio amore per la poesia mi indicò una terza via: quella della creazione, della quale punta di diamante sarebbe stata la dualità tra Oriente e Occidente.» Nel 1976 nacque, così, l’album sulla poesia traditzonale irakena “Silence au Chant du Monde”, e, poi, “Bagdad” e “La Terre” che, nei primi anni Ottanta, ne fecero un precursore della World Music. Fawzy 5 Attachment-1.jpegTra i suoi frutti più recenti ci sono la fusione di musica araba con canzoni tradizionali francesi di Noces -Bayna, l’oriental groove del progetto Radio Bagdad 4.0 (presentato ad Aosta da Vincent, Fawzy, Adel Shams El Din con il bassista Edouard Sero-Guillaume) e le contaminazioni elettroniche degli Ishtar Connection, in cui il percussioista è stato sostituito dall’alchimista di suoni elettronici Gaston.Fawzy 4 Attachment-1.jpeg«In questi progetti- ha spiegato Vincent- ho portato la mia personale lettura delle musiche del mondo attraverso i miei strumenti. Nel primo suono cornamusa e clarinetto e canto con Catherine, negli altri soprattutto l’organetto e ho ritirato fuori la bombarda bretone, che è l’antenato dell’oboe, che non usavo da anni. Da Fawzy ho imparato tantissimo per quanto riguarda il fraseggio e come esprimere i modi, i temperamenti e i quarti di toni, ma la nostra collaborazione mi ha permesso anche di entrare ancor più dentro l’ambiente professionistico francese che già frequentavo coi Toc Toc TocBoniface Vincent Attachment-1.jpeg