“The Human Jukebox” dei camaleontici OBLIVION fa il pienone ad Aosta

1 Oblivion 03082017-DSCF0378.jpgGli Oblivion, che il 3 agosto si sono esibiti per Aosta Classica, in Valle sono quasi di casa. «Togli pure quel “quasi”.- precisa Fabio Vagnarelli, il jolly del gruppo comico musicale-teatrale bolognese- I miei genitori sono venuti qui per il viaggio di nozze e in Valle abbiamo molti amici. Ci siamo esibiti più volte, ma questa è la prima volta in estate, e, francamente, non vedevamo l’ora di arrivarci per trovare un po’ di refrigerio montano visto che  a Roma c’è un caldo inimmaginabile.»1 Oblivion 02082017-P1040581.jpgAl Teatro Romano di Aosta hanno portato il loro “The Human Jukebox”, “la playlist che non hai mai avuto il coraggio di fare, uno Spotify vivente” che nasce dalle richieste che, prima dello spettacolo, gli spettatori sono invitati a scrivere su un foglietto. «Una buona metà dello spettacolo è basato sui nomi dei cantati preferiti dal pubblico che massacriamo con le nostre parodie. La nostra è una finta bravura, perché è vero che abbiamo in repertorio più di 100 pezzi, ma, in ogni caso, è difficile che la gente chieda cantanti che non siano i soliti Vasco, Baglioni, Zucchero, Pino Daniele, De André, Dalla, Ligabue, Celentano1 Oblivion 03082017-DSCF0356Per il resto hanno snocciolato “il meglio del meglio del nostro repertorio. O anche il peggio del peggio del peggio, a seconda di come uno lo vuole vedere.” Da tutti i brani vincitori del Festival di Sanremo in 5 minuti ad una una parodia de Il Volo, dal Festival Zar, con le parodie dei cantanti italiani che hanno avuto fortuna in Russia (Albano e Romina, Pupo, Cutugno, Tozzi, i Ricchi e Poveri) alla finale Storia del Rock concentrata. Rispetto alle altre volte maggiore è stato lo spazio riservato all’improvvisazione che ha raggiunto il culmine nella storia di due spettatori, il commercialista Lorenzo e la sua compagna Marzia, improvvisata su motivi di Vasco Rossi.1 Oblivion 03082017-DSCF0365.jpg«Il concentrare le cose in poco tempo è un nostro marchio di fabbrica. Abbiamo cominciato nel 2009 coi Promessi Sposi in 10 minuti perché era un video nato per essere messo in rete, e all’epoca la durata massima di un filmato su YouTube era 10 minuti. Il successo ci ha fatto capire che poteva essere una formula da cavalcare. Richiede, comunque, molto lavoro, perché per fare quei 10 minuti c’è voluto un mese di scrittura ed un altro mese per arrangiare e concatenare 21 canzoni e trovare battute comiche forti che nello stesso tempo raccontino la storia.»1 Oblivion 03082017-DSCF0371.jpgOltre a Vagnarelli, il gruppo comprende Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni ed il chitarrista Lorenzo Scuda. Artisti conosciutisi all’Accademia di Musical di Bologna, che attingono da esperienze diverse che vanno dal mimo alle esibizioni circensi fino, appunto, al musical dove hanno iniziato le carriere individuali. «Non è facile fare Musical in Italia. Non è che con gli Oblivion facciamo il bagno coi dollari come zio Paperone, però va meglio. E, comunque, facciamo sempre una specie di Musical. Per i nostri spettacoli, e in particolare per questo, ci siamo ispirati ai Forbidden Broadway, un gruppo che fa comicità facendo le parodie dei grandi musical di Broadway e Londra. Visto che in Italia i musical non sono famosi, noi lo facciamo con le canzoni. Altra fonte di ispirazione sono i Monty Python per la comicità surreale e l’aver dissacrato qualsiasi cosa, facendo ridere di cose che non erano considerate comiche. Perché far ridere con Dante, come facciamo noi, non è che sia proprio scontato.»1 Oblivion DSCF0304.jpg1 Oblivion DSCF0316.jpg1 Oblivion DSCF03221 Oblivion DSCF0327.jpg