Il “secondo cuore” di PAOLA TURCI batte ai 1850 metri dell’Alpe Massoquin

20106260_10214111134202166_5797730734845182688_nE quando me ricapita più!” Così Paola Turci ha concluso il suo concerto ai 1850 metri dell’Alpe Massoquin, sopra Champoluc , dove ha aperto la rassegna Musicastelle Outdoor 2017 organizzata dall’Ufficio regionale del Turismo. E, in effetti, oltre a Fernando Pantini (chitarre), Roberto Procaccini (tastiere), Pier Paolo Ranieri (basso e contrabbasso) e Fabrizio Fatepietro (batteria e sequencer) questa volta con leì grande protagonista è stato il paesaggio incontaminato delle vette del gruppo del Monte Rosa che si ammirava alle sue spalle. 20046608_10214111145682453_1757302453522951588_n«Ho fatto concerti immersa nella natura con Paolo Fresu e, su un palco sospeso tra le rocce con il ballerino Giorgio Rossi- aveva ricordato prima del concerto- ma questa è la prima volta in altitudine. All’aperto, almeno, perché altre volte mi avevano dirottato al chiuso per ragioni atmosferiche.» La giornata assolata ha ripagato l’atteggiamento “fiducioso e positivo” che caratterizza il momento fortunato della cinquantaduenne cantautrice romana che coincide con il quinto posto all’ultimo Festival di Sanremo con il brano “Fatti bella per te” e la pubblicazione del dodicesimo album “Il secondo cuore(«per Enzo Avitabile, che ha collaborato al brano ed è molto cattolico, il secondo cuore è la spiritualità. Per me è la musica»). 20031861_10214111140362320_1108733164963682337_n.jpgDietro la sua crescita artistica c’è una maturazione umana che attribuisce al padre, a cui ha dedicato il disco. «Nonostante se ne sia andato tre anni fa, continua ad essere una presenza forte nella mia vita. E’ sempre stato un uomo coraggioso e pieno di determinazione che mi spingeva a rialzarmi dopo ogni caduta. Di fronte alle avversità lui si caricava e mi caricava.» Pubblicato il 31 marzo, “Il secondo cuorecontiene 11 brani in cui la Turci compare nelle vesti di co-autrice (unica eccezione è la cover di “Un’emozione da poco” della Oxa) che, grazie al produttore Luca Chiaravalli, rispecchiano al meglio la nuova vitalità con caratteristiche musicali per lei inedite. «Sia per la vocalità, visto che ho alzato come mai le tonalità ed il volume della voce, che per gli arrangiamenti molto più elettronici e ritmati. Tutto è partito con l’ultima canzone del disco, “Ma dimme te”, nella quale ho usato una vocalità ispirata alla messicana Chavela Vargas, della quale ho sempre cantato “Paloma negra”, che Chiaravalli ha pensato fosse quella giusta per approcciarmi al disco.» Il brano, in romanesco (altra novità), vede la partecipazione dell’attore Marco Giallini, l’ormai celebre vicequestore Rocco Schiavone che è uno degli elementi che lega la Turci alla Valle, insieme alla collaborazione con la cantautrice Naïf Hérin della quale, ha registrato due canzoni (“Tous les jours” e “Goccia”) nel cd “Giorni di rose” del 2010.19990168_10214111135922209_174360541543537454_n.jpgMa si può addirittura affermare che in Valle la sua carriera sia iniziata. «Durante le vacanze natalizie del 1982ha ricordatoscappai di casa perché i miei non volevano facessi la cantante. Avevo 18 anni, e, con l’inseparabile chitarra, mi ritrovai a cantare per un paio di settimane all’Hotel Des Alpes, tra Courmayeur ed Entreves. Per caso mi sentì il giornalista di una testata nazionale che stava facendo un servizio sulle capitali dell’inverno, e mi inserì, con tanto di foto, nell’articolo su Courmayeur. Fu la mia fortuna, perché, quando i miei genitori mi videro sul giornale, si ricredettero sulle mie capacità musicali.»

Si ringrazia Roger BERTHOD per le foto19884199_10214111140602326_3588632676382205195_n.jpg