L’imprevedibile TRICKY apre la Saison Culturelle ad Aosta

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Lui si è stupito che il pubblico aostano sia rimasto seduto per tutto il concerto. E il pubblico si è stupito che, sul palco del Teatro Splendor, fosse solo con un batterista (Luke Harris) ed un chitarrista (Paul Noels), con il basso e la voce registrati su una base. Passato, però, “l’effetto karaoke”, come l’ha chiamato Alberto Neri, il concerto di Adrian Thaws, in arte Tricky, non ha deluso i circa 250 spettatori accorsi per vedere il live di uno dei padri del Trip Hop, che il 9 novembre ha inaugurato, ad Aosta, la Saison Culturelle 2016-2017.

Tricky 693637452157_n.jpgNato a Bristol, a metà degli anni Ottanta era, infatti, entrato nei Fresh 4, un gruppo rap nato come filiazione del collettivo di dj The Wild Bunch. Da quella band, nel 1987, nacquero i Massive Attack, del cui collettivo Adrian ha fatto parte per i primi due album (“Blue Lines” e “Protection”, è suo il rap paranoico dell’hit “Karmacoma”) contribuendo non poco alla costruzione del cosiddetto Bristol Sound. La fredda accoglienza della band alla sua “Aftermath”, registrata con l’adolescente Martina Topley-Bird, lo portò a pubblicarla nel 1993 su vinile, iniziando una carriera solista per cui scelse lo pseudonimo di Tricky Kid (ragazzo complicato).

tricky-9-25-50Il brano è presente nel suo cd d’esordio, “Maxinquaye”, che, prodotto dai Massive Attack e pubblicato nel 1995 dalla Island, lo portò al successo mondiale, con brani simbolo come “Hell is ‘Round the Corner”. Musicalmente rappresentò l’affermazione del cosiddetto “trip hop”, un hip hop rallentato, incupito e aperto alle più svariate contaminazioni, mentre i testi rappati con voce bassa e spesso doppiati da una sensuale voce femminile, si distinsero per essere complicati come il soprannome scelto. Anche perché nell’album, dedicato alla madre suicida (Maxinquaye era il suo nomignolo), Tricky usò la musica per esplorare le differenti, spesso contraddittorie facce della sua personalità («Quando faccio un album posso essere tutto quello che voglio.- ha detto.- E’ fantastica la possibilità di essere tante differenti cose.»). E’ seguita una carriera costellata da 12 album ed innumerevoli collaborazioni (tra gli altri Neneh Cherry, Björk, Elvis Costello, PJ Harvey, Alanis Morissette, Red Hot Chili Peppers). Sempre all’inquieta ricerca di qualcosa di nuovo, consapevole che «la musica è facile, basta essere onesti con se stessi1-tricky-attachment-2

1-tricky-6-attachment-1A parte gli storici “Overcome”(da “Maxinquaye”), Vent (da “Pre Millenium tension”) e “You don’t wanna” (il pezzo in cui campionò “Sweet Dreams” degli Eurythmics), ad Aosta Tricky ha pescato da album pubblicati negli ultimi tre anni: “False Idols” del 2013 (“Parenthesis” e “Valentine”), “Adrian Thaws” del 2014 (“Palestine Girl” e “Sun down”) e, soprattutto, il recente “Skilled Mechanics” (I’m not going, Hero, Diving away, Here my dear, We begin e la conclusiva “Here my dear”). Queste ultime in versioni molto più estese e pulsanti rispetto a quelle contenute nell’album, nel quale solo due tracce eccedono i tre minuti imponendo frequenti cambi di atmosfere. Imprevedibilità e mutevolezza che l’artista ha spiegato nella copertina dell’album “Adrian Thaws” del 2014: «L’ho chiamato così per dire che non mi si conosce realmente. Tante persone hanno cercato di incasellarmi ed io, invece, ad ogni album mi sposto.» Il concerto di Aosta è il primo di un tour italiano che proseguirà il 10 al Leoncavallo di Milano, l’11 al Teatro Viper di Firenze ed il 12 al New Age Club di Roncade.

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