“Stasera Casa Mika” al Teatro Romano di Aosta

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Era già venuto in Valle, nell’estate 2015, per il casting di X Factor sulla Skyway Monte Bianco, ma evidentemente ci ha preso gusto, ed il 12 ottobre Michael Holbrook Penniman Jr, meglio conosciuto come MIKA, ci è tornato. Questa volta per registrare al Teatro Romano di Aosta uno video che farà da sigla ad una delle puntate di “Stasera Casa Mika”, il nuovo one man show in quattro puntate che andrà in onda su Rai2 a partire da martedì 8 novembre. E, in un certo qual modo, una situazione casalinga l’ha voluta riprodurre, visto che si è portato dietro la mamma, la sorella, il nipotino Bobo ed un grande letto in cui si è, infilato con un bel pigiamino celeste con cuoricini multicolori. A rendere la situazione un po’ meno intima hanno, però, pensato le 350 fans prestatesi ad animare il pigiama party scatenatosi quando sui ruderi romani si sono diffuse le note di “I will survive”.

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Arrivate un po’ da tutta Italia (Sara, per venire da Cassino, si era fatta dieci ore di treno), di tutte le età (dai 16 ai sessanta suonati) e estrazioni sociali (dalla bancaria alla commessa), erano accomunate dalla sfrenata passione per il cantautore libanese. «Voglio mandare un messaggio a tutti i ragazzi che, anche con zero gradi,sono arrivati vestiti in pigiama: questa follia è stupenda, non è una cosa banale.– aveva detto il cantautore nel pomeriggio- A volte fa bene avere un po’ di follia. Per un artista, poi, è un motore. Io sono fortunato perché lavoro in un ambiente dove tutto può diventare un motore. Anche le cose più negative.» Cosa non farebbero, del resto, le fans per un’artista che, come hanno ripetuto ad Aosta, “quando canta ti fa entrare nel suo mondo colorato”. E che, per di più, quando, alla fine, le ha salutate si è scusato con loro per il disturbo.

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Dopo che per anni loro hanno fatto follie per andare a vedere i suoi spettacoli, nel corso di “Stasera Casa Mika” sarà lui ad andarle a trovare a domicilio, scoprendo, nel contempo, le bellezze naturali ed artistiche di cui l’Italia è piena. E’ stato, per esempio, già avvistato a fare il tassista a Bologna, Roma, Napoli e Catania. Nelle location più suggestive di tre città (oltre Aosta, Bergamo e Rimini) ambienterà, poi, la sigla delle puntate. «Vogliamo un racconto credibile,- ha precisato ad Aostaper cui non abbiamo scelto Roma o Milano, ma abbiamo voluto fare un viaggio dal nord al sud, per scoprire tutte le diverse sfaccettature dell’Italia. Se sono affascinato da questo paese è anche perché mi ci ritrovo. L’ Italia è una sorta di autostrada che collega il nord con il sud, riflettendo un pò la mia vita, visto che arrivo dall’Europa del Nord ma ho anche una parte libanese. Mi piacciono, poi, i luoghi di passaggio. Penso che tutti i più bei libri nel mondo siano basati su posti di passaggio, dove c’e’ la confluenza di diverse cose. Uno di questi è la Valle d’Aosta che è uno snodo di traffico europeo, in cui, culturalmente, c’è un pò di tutto: dall’aspetto francese a quello italiano a quello tedesco. Attraverso il Gran San Bernardo sono passato tante volte da queste parti. Il Teatro Romano di Aosta, poi, è stato uno dei primi teatri che ho visto. Avevo cinque anni quando lo visitai con mia madre.»

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La follia dei pigiama party in giro per l’Italia si rifletterà nello show televisivo. «“Stasera Casa Mika” metterà insieme tante cose,- preannuncia- dal surreale all’assurdo, trasformandosi in una provocazione bella e dolce. L’assurdo ed il surreale, però, funzionano solo quando dietro c’è un’alta qualità. In questo caso c’è la regia di Piero Messina, che nel 2014 ha fatto un film con Juliette Binoche, ci sono i vestiti di Valentino Couture, c’è il letto disegnato dagli olandesi dello Studio Job, tra i più famosi designer del mondo, e costruito dagli Ocagiuliva di San Giovanni in Persiceto. Sarà tutto molto curato e non banale, un lavoro molto serio che, col sorriso sulle labbra, cercherà di aprire una porta. Come si fa con la musica.»

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Una filosofia che si ricollega ai grandi show televisivi degli anni Cinquanta e Sessanta condotti da protagonisti del calibro di Patrick Carpentier in Francia, Frank Sinatra in America e Mina in Italia. «In quel periodo confluirono nell’intrattenimento popolare autori molto preparati, musicisti molto bravi e poi l’arte e la moda, creando un mix tra intellettuale e il pop. E’ un progetto nato in un altro paese che ho deciso di portare in Italia per vedere se c’era la possibilità di ricreare questa filosofia, attualizzandola.»

Si ringrazia l’amministrazione regionale della Valle d’Aosta per alcune foto della serata e l’intervista fatta all’ANSA VdA

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