CHAMOISic 2016 in 10 foto ed un video

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Altra musica in alta quota”. E’ lo slogan di CHAMOISic che sintetizza al meglio la caratteristica di un festival che da sette anni inserisce musica contemporanea, elettronica e improvvisativa nell’incomparabile contesto naturalistico dei 1815 metri d’altezza di Chamois. Il merito va all’Associazione Insieme a Chamois, che lo organizza con la direzione artistica del trombettista torinese GIORGIO LI CALZI. «L’obiettivo di CHAMOISic– spiega quest’ultimo- è quello di promuovere la cultura nel rispetto del territorio che ci ospita. Il pubblico è cresciuto con noi ed è parte integrante delle nostre scelte. Ricordo, in particolare, un signore che, durante un concerto particolarmente sperimentale, mi disse: “Bello. Ma tutto qui? Dateci qualcosa che osi ancora di più”.» Li Calzi ha tenuto conto del consiglio, visto che per il 2016 ha messo insieme un’edizione che, tra il 5 ed il 7 agosto, è stata dominata dalla musica elettronica “proiettata anni luce avanti” .1 Leafcutter John blog IMG_5001

LEAFCUTTER JOHN SUONA LA LUCE– Con la luce John Burton, alias LEAFCUTTER JOHN, suona. Il 6 agosto il musicista e sperimentatore elettronico di Norwich è, infatti, arrivato nel salone dell’Hotel Maison Cly con una “tavoletta” di plastica trasparente contenente alcuni sensori che, stimolati da una serie di luci da lui azionate, producevano segnali MIDI. Questi, modulati, in un computer, da software di sua invenzione, hanno dato vita ad una performance musicale che non ha lasciato indifferente il folto pubblico ammassatosi nella sala. In un senso o nell’altro, perché la filosofia di CHAMOISic è proprio quella di fare musica che stimoli il pubblico a spingersi un po’ più in là, scoprendo così quanto può andare lontano.

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LEGEND ACROSS THE BORDER– Ad esplorare il sessantasettenne chitarrista inglese FRED FRITH ha iniziato nel fatidico 1968, fondando il gruppo di avant-progressive rock Henry Cow che coniugava lo sperimentalismo musicale con l’impegno politico (non a caso formarono il movimento Rock in Opposition, punto di riferimento della musica indipendente europea). Da allora ha continuato a farlo con gente come Robert Wyatt, Brian Eno e John Zorn, ma, anche, da solo, come si è visto il 5 agosto nella piazzetta di Chamois. Al termine l’abbraccio con l’organizzatrice LAURA STROCCHI ha espresso al meglio lo spirito di CHAMOISic, dove l’altra musica, anche quella più ostica, è sempre accolta a braccia aperte.

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MUSICA ESCLUSIVA– Altra caratteristica di CHAMOISic è di cercare di avere esclusive italiane. Oltre a Leafcutter John, quest’anno ha potuto contare su quelle dei Denseland e del quartetto del chitarrista norvegese Eivind Aarset . I DENSELAND sono un gruppo di musica elettronica che, secondo Li Calzi, “rappresenta il futuro remoto della musica”. Il merito va all’esplosivo mix tra la coppia ritmica minimale formata dai tedeschi Hannes Strobl e Hanno Leichtmann e lo sperimentalismo vocale dell’americano David Moss. Forte di un’estensione di quattro ottave e mezzo ed un’infinita varietà di suoni, canta “come Jim Carrey che fa un’imitazione di Ella Fitzgerald mentre viene mangiato da una creatura di Alien”. Il cinquantacinquenne EIVIND AARSET è, invece, un visionario alchimista della chitarra, che si muove tra jazz, avanguardia, noise e musica ambient. Un guitar anti hero, attento più al suono ed all’organizzazione della musica che ai virtuosismi, che il 7 agosto, con Thomas Tofte (basso) e la doppia batteria di Wetle Holte e Erland Dahlen, ha dato allo spettatore Carlo Francesco Conti “la sensazione che gli indiani chiamano advaita, la piena, completa, unica armonia del cosmo”.

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MUSICA PER TUTTI GUSTI– Per gli ascoltatori meno avventurosi Li Calzi ha, comunque, programmato godibilissimi concerti mainstream. Dagli inaugurali Manomanouche, il 29 luglio al Centro Congressi di Valtournenche, al duo formato dal cantautore torinese Carlo Pestelli e dal fisarmonicista Gianni Coscia esibitisi il 5 agosto al Rifugio Ermitage. Per non parlare delle jam session serali, in vari locali di Chamois, con i bravissimi Eva Slongo (violino), Sandro Gibellini (chitarra), Mauro Battisti (contrabbasso) e Riccardo Ruggieri (batteria).

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ESPANSIONEOltre a Valtournenche, CHAMOISic si è esteso per la prima volta ad altri due Comuni della Valle del Cervino: La Magdeleine e Antey-Saint-André. Dalla prima località, il primo agosto, è partita la passeggiata sonora “Acqua come suono” di Eniac (al secolo Fabio Battistetti) & Conciorto (Gian Luigi Carlone e Biagio Bagini). Nella biblioteca di Antey-Saint-André dal 2 al 4 agosto si è, invece, tenuta la masterclass della violinista svizzera Eva Slongo. Dopo un’assidua presenza tra il pubblico, Fabio Battistetti è inoltre entrato, con Silvia Guerra, nello staff organizzativo della rassegna, a dimostrazione della profonda osmosi con gli spettatori, tra cui abbondano i personaggi.

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I VALDOSTANI– Uno dei concerti più suggestivi è stato quello che, sulle rive del Lago di Lod, ha visto il violoncellista aostano STEFANO BLANC accompagnare, eseguendo le Suites di Bach, le evoluzioni della ballerina ALESSIA PINTO. Sono stati gli ultimi, per il momento, rappresentanti del folto drappello di artisti valdostani che in questi anni si sono esibiti a Chamois. Alcuni erano anche tra il pubblico: da Vincent Boniface al chitarrista Gilbert Imperial che ha portato la figlia di pochi mesi ad assistere al concerto di Fred Frith. Perché, parafrasando Winston Churchill, si può dire che “non c’e’, per nessuna comunita’, investimento migliore che mettere della musica dentro ai bambini”.

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