Il ConciOrto di Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone all’Espace Populaire di Aosta

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Dai dipinti ghiribizzosi di Giuseppe Arcimboldi all’austriaca Vegetable Orchestra i prodotti ortofrutticoli hanno sempre stimolato la fantasia degli artisti. Mai nessuno li aveva, però, coinvolti in prima persona (sic) come Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone che ne hanno fatto gli assoluti protagonisti di ConciOrto, lo spettacolo/concerto di canzoni e letture incentrate sull’orto che il 16 gennaio hanno portato all’Espace Populaire.

«L’orto– spiegano- è il luogo dove la parola è come un seme. Che, poi, getta foglioline che sono note. Che, poi, diventano piante in forma di canzone. Qui crescono canzoni pop, rock e moderne che raccontano i vissuti di melanzane, peperoni e zucchine, e parlano degli stati d’animo dell’orticoltore, oltre a raccontare le storie di orti di personaggi famosi.»

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Tutto è nato dalla scoperta che Carlone ha fatto dell’Ototo, l’interfaccia basata sulla scheda elettronica Arduino, messa a punto nel 2005 ad Ivrea (il nome deriva da quello di un bar della città frequentato da alcuni fondatori del progetto), che permette di trasformare oggetti di uso quotidiano in una tastiera midi. Nel caso specifico di suonare peperoni, melanzane, cavolfiori, cetrioli e zucchine. Oltre a trasformarsi in “pianofOrto”, gli ortaggi sono anche l’oggetto delle nove canzoni e dei quattro racconti dal taglio tra l’ironico ed il surreale contenuti nel cd che i due “ortisti” (orticultori musicisti) hanno autoprodotto.

Si passa dal minimalismo del dramma esistenziale di “O melanzana” (“la vita in frigo è dura se hai la pelle scura”) all’epica aspirazione al pomodoro “Cuore di bue”, dal vegfunk di “Indecisione nell’Orto (al momento della Semina)” al rap noir “Il Gatto e i Peperoni” (“è sparito il gatto…forse l’ha preso un matto oppure han fatto un patto che non toccasse più i miei peperoni”) .

Siccome, poi, il messaggio del progetto è “coltiva il tuo orto, ma guarda anche quello degli altri”, nei quattro racconti Bagini immagina come potrebbero essere gli orti di alcuni personaggi famosi: da David Byrne a Paul McCartney, da Damon Albarn a Francois Truffaut.

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Nato l’estate scorsa, il progetto sta destando grande interesse, ed è stato rappresentato in occasioni particolari come il ritorno a Cremona di un quadro dell’Arcimboldo esposto all’Expo come pure nel reparto ortofrutta di una Coop.

Decisivo per la sua riuscita è la bravura e l’esperienza dei due autori. Il vercellese Gianluigi Carlone, da 35 anni nella Banda Osiris e con un diploma in perito agrario alle spalle, ha il tocco giusto su zucchine, peperoni e tuberi, oltre che fiato per suonare sax e flauto. Biagio Bagini, novarese, è, invece, chitarrista (con esperienze con gli Amando Blù e gli Electric & Domestic) e autore radiofonico e per ragazzi molto attento, essendolo lui stesso, al mondo vegetariano.