20 anni dell’album “The Bends” dei Radiohead festeggiati dagli Out of Blue al Bizarre di Aosta

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1 Radiohead H1oJ1sme09ao1_1280Fino al 25 marzo 1995 i Radiohead erano una delle tante band indie di belle speranze. Con alle spalle un hit, “Creep”, che aveva fatto apprezzare la voce ed il talento compositivo del leader, Thom Yorke, e creato molte aspettative per il nuovo album.

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Il titolo,The Bends”, fu profetico, perché in quel 1995 il disco permise loro di emergere nell’affollata scena britpop ad una velocità simile a quella che nei sub provoca l’embolia gassosa, facendo assumere al malcapitato la goffa posizione detta “the bends” (le curve).

Con le vendite arrivarono anche gli attestati di stima della critica e di colleghi come i R.E.M. (Michael Stipe affermò: «i Radiohead sono così bravi che mi fanno paura») . Misero, soprattutto, a punto un sound che influenzò fortemente le pop band venute in seguito. Senza il particolarissimo modo di cantare di Yorke (ispirato da Jeff Buckley) non sarebbero, per esempio, esistiti Coldplay, Keane e James Blunt.

2015-12-11 23.52.15.jpgLa band inglese è stata un modello anche per i valdostani Davide Tosello (voce e chitarra), Gianluca Carere (chitarra), Luca Consonni (basso) e Alessandro De Checchi (batteria). Non a caso gli Out of blue, questa il nome della band che formano, l’11 dicembre hanno ricordato il ventennale della pubblicazione di “The Bends” suonandolo integralmente al Bizzare di Saint-Christophe (AO). «In “The Bends” non c’è una canzone brutta.- hanno spiegato Carere e Consonni- Come in tutta la loro carriera, furono innovativi, conservando, però, una orecchiabilità che fece sì che ben cinque sue canzoni entrassero nella top 30 inglese.»

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Una coraggiosa e meritoria iniziativa, quella degli Out of Blue, realizzata con rigore e perizia da un gruppo di musicisti valdostani che, pur facendo cover, da anni portano avanti una temeraria opera di alfabetizzazione musicale suonando “pezzi che piacciono a noi e non quelli che vuole il pubblico”. Nell’occasione si sono fatti aiutare dal batterista Stefano Angelini (che l’idea del concerto ha avuto), dalla bravissima cantante Elisabetta Padrin e da Daniele Iacomini, che ha suonato il sax baritono in “The National Anthem”.

Completata la scaletta di “The Bends”, gli Out of Blue hanno infatti interpretato una canzone per (quasi) ogni album dei Radiohead: da quello d’esordio, “Pablo Honey” del 1992 (“You”) a “OK Computer” (“No Surprises”), da “Kid A” (“National Anthem”) ad “Amnesiac” (“Knives out”) e “Hail to the Thief” (“2+2=5”). Per finire con “In Rainbows” (“Jigsaw falling into place”), che, nel 2007, sperimentò il download gratuito delle tracce per il quale il consumatore poteva liberamente decidere il prezzo, secondo il sistema del “pay what you want”.

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