A CLAUDIO SCIMONE il secondo PREMIO SANT’ANSELMO degli Amici del Tour de Villa di Gressan

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Nel 1 Scimone 2 phontosettembre 1970 molti big della musica internazionale si ritrovarono sotto un grande tendone, ad Asiago, per la serata finale del Festivalbar.

A cominciare da quelli premiati per essere stati, quell’estate, i più gettonati nei jukebox italiani: Lucio Battisti tra i Big, gli Aphrodites’s Childs tra i complessi e i Solisti Veneti per la categoria Oro Classica.

Le 350.000 “gettonature” dimostrarono la grande popolarità acquisita al di fuori dell’ambito classico da un gruppo che, dal 1959 ad oggi, ha inanellato più di 5500 concerti, suonando più di 80 paesi e dando nuova linfa alla musica del Barocco veneziano.644_solisti_venenti6

Storico direttore dei Solisti è il padovano Claudio Scimone, classe 1934, che nel pomeriggio del 16 aprile ha ritirato, al Castello Tour de Villa di Gressan, il Premio Anselmo d’Aosta. Dando, così, ulteriore prestigio al palmarès di un premio, organizzato dagli Amici del Tour de Villa, la cui prima edizione, il 15 luglio dello scorso anno, è stata vinta dal Maestro Riccardo Muti.

«Prima si eseguivano gli scheletri dei compositori veneti,- ha spiegato Scimone- noi abbiamo cominciato a rivitalizzarli con carne e sangue, ammodernandoli giudiziosamente ed infondendo loro gioia. Perché la musica, anche nelle sue espressioni più drammatiche, deve essere un elemento di sublimazione dell’essere umano, aiutandolo a ritrovare i lati migliori di sé stesso. La gioia dell’esecuzione si ottiene proprio se l’ascoltatore, al termine del concerto, si sente simpatico a sé stesso.»

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L1 Arruga-Donadelli blog IMG_9974‘aver “dato gioia nell’arte” è, non a caso, la motivazione con la quale gli è stato assegnato il premio da una giuria presieduta da Lorenzo Arruga, noto musicologo e padrone di casa (il castello di Gressan è della famiglia Arruga), che lo ha accolto accompagnando al piano il soprano aostano Arianna Donadelli in brani di Mozart e Haendel. «Ci siamo conosciuti in occasione del primo grande successo milanese dei Solisti,- ha ricordato Scimone- quando, al Teatro Lirico abbiamo fatto una serie di 4 concerti a prezzo popolare, patrocinati da Giorgio Strehler, che ebbero un afflusso tale che Via Larga fu bloccata. Molti grandi musicisti italiani hanno avuto da Arruga consigli preziosissimi e gli devono molto per la loro formazione artistica. Lo considero uno dei miei Maestri.»

1 Scimone ok 2015-04-17 11.32.13L’attività di Scimone non si è, però, limitata al Barocco veneziano e ai Solisti Veneti. Ha, infatti, diretto le più grandi orchestre ed i migliori solisti mondiali, vincendo il Grammy Award nel 1980, curando la riscoperta di capolavori dimenticati e “lanciando” nuove composizioni. Soprattutto di autori veneti, come Bepi De Marzi e Pino Donaggio, che, in epoche diverse, hanno fatto parte dei Solisti.

1 Donadelli blog ntoIn Valle era venuto solo una volta, il 20 marzo 1982, per un concerto dei Solisti in Cattedrale che era stato aperto da un’applauditissima esecuzione di “Montagnes Valdôtaines”. «Ho un ricordo stupendo di quella serata.- ha concluso- Ma sono legato anche al vostro Sant’Anselmo, a cui è intitolato il premio, perché i suoi “Monologion ed il “Proslogion” sono stati i testi d’obbligo dei miei esami di Filosofia al liceo. La sua affermazione che è “presunzione non mettere per prima cosa la fede, ma è negligenza non fare successivamente appello alla ragione” vale anche per la musica. Per prima cosa dobbiamo seguire il nostro istinto, ma dobbiamo, poi, dargli anche un fondamento razionale. Per cui vorrei dedicare un pezzetto di questo premio al mio insegnante di Filosofia del liceo Andrea Mario Moschetti, che, oltre ad essere anche un musicista, era un uomo passionale, che, emozionandoci, ha saputo legarci indissolubilmente alla Filosofia.»

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