CD NEWS (17)- “Quantum” di EMIE R ROUSSEL Trio (2015)

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1423567249_frontViene dal Québec, la provincia del Canada che, per i suoi storici rapporti con la Francia, è considerata il maggior punto di incontro tra la cultura europea e quella americana.

Inevitabilmente, quindi, anche nella musica della giovane pianista Emie Rioux-Roussel sono presenti due anime: quella più lirica e classicheggiante, che caratterizzava il cd “Temps Inégal” con cui esordì nel 2010, e quella piena di groove che innerva il recente “Quantum”. In mezzo c’è stato “Transit” (del 2013), votato miglior disco dell’anno al Prix Opus 2013-2014, in cui ha messo a punto l’interplay con Nicolas Bédard (contrabbasso) e Dominic Cloutier (batteria), la sua “seconda famiglia” con cui si è esibita il 10 marzo all’Espace Populaire di Aosta.

1 Emie 2 phontoEra la tappa iniziale del tour europeo che, oltre all’Italia, toccherà Francia ed Estonia, facendo seguito a quello che, nel 2014, li portò in Australia e in Nuova-Zelanda. Se si aggiunge che l’artista di Montreal (ma residente a Rimouski) è stata votata rivelazione 2014-2015 di Radio-Canada Jazz, si può capire come sia in rampa di lancio per divenire uno dei fiori all’occhiello di un paese che vanta jazzisti del calibro di Oscar Peterson, Maynard Ferguson e Gil Evans.

1 Emie 4Il cd “Quantum”, suonato per intero ad Aosta, è sicuramente un buon biglietto da visita. Difficile, per esempio, resistere all’energia di “De loin et de pres”, “Ipomee”, “U-Turn” o della stessa title track. Alternandosi tra piano e tastiere elettriche, la Roussel sa creare un sound che sa catturare anche gli ascoltatori più giovani e digiuni di jazz, e a cui non sono sicuramente estranee le esperienze di gruppi come The Bad Plus ed E.S.T. Trio.

«Penso che dovremmo democratizzare il jazz- ha spiegato, infatti, Emie- facendolo conoscere e mostrando che non è musica di élite. Anche perché il jazz attuale è influenzato da molti tipi di musica: classica, pop, rock e R&B. Per cui, invece di rimanere prigionieri di un’epoca, dobbiamo cercare di fare musica che rifletta i tempi che stiamo vivendo.»

Anche i pezzi più riflessivi, come l’iniziale “Snooze”, “Les deux saisons” o “Funambole”, hanno, poi, sviluppi in cui la sezione ritmica è molto ben presente, interagendo con estrema libertà con Emie. «Nei concerti la musica ci porta spesso in luoghi imprevedibili e sono convinta che non dobbiamo controllarci ma, piuttosto, lasciarci andare. Deve essere la musica a decidere.»

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1 Barbera 2015-03-11 00.12.23