“METON?MIA” autoritratto di gruppo di una generazione

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1 metonimia 2 phontoOgni generazione ha un evento fotografico in cui si mette in mostra.

In Valle qualcuno ricorda, per esempio,Volti in Biancacon le fotografie di art director, designer, grafici, artisti, pubblicitari, professionisti e “quasi casalinghe” valdostane dell’epoca (era il 1993). Realizzate da Davide Camisasca, furono trattate dal grafico Arnaldo Tranti con un programma di computer grafica, stampate con la tecnica dell’offset ed affisse sui muri di Aosta, in modo da ribaltare il modo di fruire l’opera, in quanto era quest’ultima che andava incontro al suo pubblico ed al suo destino.

1 metonimia 8 phontoGenerazionale (con qualche eccezione) è anche “Meton?mia” la mostra inaugurata il 6 marzo nella sala dell’Hôtel des États di Aosta.

Tutto è nato nella primavera dello scorso anno quando i fotografi Samuel Giudice e Fabrizio Falcomatà, con l’aiuto di Nico Barbieri, organizzarono un one day event fotografico nei locali del loro studio StopDown di Pollein. Con un annuncio su Facebook, invitarono chiunque avesse voluto a recarvisi il 14 maggio per essere ritratto sperimentando tecniche creative di illuminazione mobile a led. A sorpresa, la quarantina di persone che aderirono trovarono ad attenderle anche delle matite con le quale vennero invitate a disegnarsi sul volto, al brucio, un simbolo che esprimesse una propria idea o sentimento. Traslando, così, sull’immagine la figura retorica della metonimia (“che consiste nella sostituzione di un termine con un altro che ha con il primo una relazione di vicinanza”).

1 metonimia 3 phonto46 di quei ritratti, in bianco e nero, si possono adesso ammirare nella saletta espositiva di Piazza Chanoux fino al 24 maggio. Uno “straordinario autoritratto di gruppo”, come l’ha definito la dirigente della Struttura Attività Espositive Daria Jorioz, in cui a predominare è la generazione precaria che “crea reti ed è affamata di meritocrazia” a cui appartengono gli stessi Giudice e Falcomatà.

1 metonimia 4 phontoA definirla così fu proprio quest’ultimo nella mia pagina Facebook nel corso di una polemica, nata dopo la presentazione dell‘ultima Saison Culturelle, sul mancato ascolto che l’amministrazione regionale aveva per anni dimostrato verso i giovani. “Le proposte ci sono state,- aggiunse su FB Falcomatà, rivolgendosi all’Assessore all’Istruzione e Cultura Emily Rini- ma troppo spesso accantonate e dimenticate per agevolarne altre solo per “conoscenza” e questo lo sappiamo TUTTI. I giovani artisti del sottobosco valdostano sono cresciuti e sono competenti e competitivi, più di quanto possiate immaginare. Sarebbe ora di dargli ascolto.» Anche grazie a quel dibattito l’ascolto c’è, poi, stato. Uno dei suoi frutti è proprio “Meton?mia”, che, come scrive la Rini nella prefazione del catalogo, “vuole essere un segnale dell’attenzione delle istituzioni regionali.”

1 metonimia 6 phontoIn Metonimiacommenta nel catalogo David Catani- le emozioni primarie emergono dall’universo simbolico dei segni…Utilizzare il proprio corpo alla stregua di una tela per scopi comunicativi ha radici ataviche, e Metonimia, in un qualche modo, trae energia e senso dalle usanze di popolazioni antiche e lontane che per mezzo di forme e colori codificati erano in grado di produrre grandi narrazioni collettive afferenti a cerimoniali e riti. Oggi, nella nostra parte di mondo occidentale e individualistica, tutto ciò continua a manifestarsi seppur con modalità differenti, a testimonianza del fatto che la natura umana necessita di piani alternativi al verbale per esternare il proprio universo interiore.

Tutti gli scatti, sia delle opere esposte che in ristampe su vario formato, ed il merchandising creato appositamente sarà messo in vendita e i proventi andranno all’Associazione valdostana autismo. Oltre che nel catalogo curato da Nicola Napoli, gli scatti sono visibili anche sul sito http://www.metonimiaportraits.com.

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