APPUNTI DI VIAGGIO (16): La mia Budapest (gennaio 2015)

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Come per capire il livello di un ristorante o di un caffè è utile visitarne i bagni, così per capire BUDAPEST, nata nel 1873 dall’unificazione delle presistenti Buda e Pest separate dal Danubionon si puó non partire dai suoi bagni… termali.

Con 130 fonti di acque più o meno terapeutiche e più o meno calde (si arriva ai 76° delle terme Széchenyi ) non c’è che l’imbarazzo della scelta. E’ lì che, inevitabilmente, si entra in più stretto contatto (specie nei periodi meno turistici) coi budapesti, che, oltre a rilassarvisi, vi svolgono vita sociale.

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1 Scacchi -200_433864aLi ho visti, per esempio, socializzare giocando a scacchi nella grande piscina con acqua calda all’aperto delle Terme Széchenyi, le più vecchie di Pest, che con le loro 19 piscine (di cui 15 interne) sono una delle più grandi spa europee.

Le più famose sono le maestose Terme Gellért, costruite, in stile liberty, tra il 1912 ed il 1918. I più antichi, invece, sono i bagni Kiraly, che risalgono al 1565, e sono un raro esempio di architettura ottomana in città (non vi possono entrare i bambini al di sotto dei 14 anni).

1 BUDAPEST 2015-01-02 12.43.07Altro posto dove rilassarsi sono proprio i caffè.

Tra quelli che ho provato, da non perdere il Café New York, in Nagykörút (Il Grande Corso), che, per il suo sontuoso stile eclettico-neo rinascimentale, è da molti considerato il caffè più bello del mondo. All’inizio del Novecento ritrovo di letterati e giornalisti, oggi è affollatissimo di turisti che, più che per mangiare gli squisiti dolci, si aggirano nei saloni fotografando a manetta.

Più austero, in stile Gründerzeit, è, invece, il Café Gerbeaud in Vörösmarty tér, celebre soprattutto per il gelato.

1 BUDAPEST 2015-01-02 20.25.32Molto buona è anche la Strudel House (in ungherese Első Pesti Rétesház Café & Restaurant), in via Oktober 6, che conserva l’antica tradizione ungherese nella preparazione degli strudel.

Tra i ristoranti consiglierei, invece, l’ottimo rapporto qualità/prezzo dell’Hungarikon Bistró, vicino al Palazzo del Parlamento.

Lì ho ascoltato Ferenc Racz, bravo suonatore di cimbalom o salterio ungherese, strumento dal caratteristico suono languoroso. Nei ristoranti di Budapest è, infatti, abituale trovare orchestrine pseudo tzigane con un repertorio per turisti.

Imperdibile per chi ama la movida notturna l’esperienza sensoriale del Szimpla Kert, costantemente votato tra i dieci migliori pub del mondo, che è un enorme open-air, dalle atmosfere post atomiche, sorto, come molti altri dopo, tra le rovine lasciate dai disastrosi combattimenti per il possesso della città che, tra il 26 dicembre 1944  ed il 13 febbraio 1945, opposero l’Armata Rossa e le truppe naziste ed i collaborazionisti crocifrecciati.

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La vicina GOZSDZU UDVAR (galleria Gozsdu), che collega il 13 di via Kiraly con il 16 di via Dob (a poche centinaia di metri da piazza Deak Ferenc), pullula di pub e ristoranti per tutti i gusti e tutte le tasche che attirano moltissimi giovani.

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1 BUDAPEST 2015-01-03 18.09.09Per gli appassionati di musica molto interessante è il Museo Franz Liszt, in Vorosmarty utca 35, in cui il celebre pianista visse per qualche tempo. Aperto nel 1986, nel centenario della morte di Franz Liszt, nelle tre sale espone vari oggetti, documenti e mobili a lui appartenuti, alcuni quadri e busti che lo effigiano, un organo e due pianoforti su cui suonò e compose.

Liszt, Wagner ed altri musicisti si esibirono nella bella Vigadò Concert Hall, inaugurata, nell’omonima piazza, nel 1865. Attualmente ospita l’Hungarian State Folk Ensemble, che dal 1951 è il custode del repertorio di balli e canti tradizionali.

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Di fronte al Vigadò, seduta sul un’inferriata che protegge le rotaie del tram che corre lungo la sponda del Danubio c’è la celebre e fotografatissima scultura Kiskiralylany, di Marton Laszlo, che sembra di un elfo o un fanciullo ma in realtà è choamata la Piccola Principessa.

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Tornando a Az Andrássy, quasi di fronte al Museo Liszt, al numero 60 c’è un edificio che adesso è un polo di attrazione turistica consigliato da Tripadvisor, ma che dal 1944 al 1989 fu la sede delle feroci polizie crocifrecciata nazista, prima, e, dal 1945, comunista.

1 BUDAPEST 2015-01-03 14.57.26Finche non cadde la Cortina di ferro (rappresentata nella scultura fatta di catene che si trova davanti l’ingresso) fu la Casa del Terrore, perfetta macchina per annullare la volontà di resistenza alla dittatura di un popolo.

Nelle celle sotterranee c’è anche un patibolo che incuriosisce i turisti ma che, in realtà, non ha mai funzionato perché di esecuzioni normali nella Casa del Terrore non ce ne furono. I prigionieri morivano per le percosse o torture o venivano spinti al suicidio. Migliaia di vittime le cui tracce sono state accuratamente cancellate da continue ristrutturazioni ed il cui ricordo è stato proibito per decenni.

1 budapest 2015-01-03 15.41.03-1Alla fine di Andrássy ùt, vicino al parco municipale Városliget,c’è Piazza degli Eroi dominata dal Monumento del Millenario con le statue dei capi delle sette tribù che hanno fondato l’Ungheria nel IX secolo e altre statue, rappresentate in piedi, della storia ungherese.

Beato, comunque, il popolo che non ha bisogno di un Piazzale degli Eroi. Anche perché a molti, come da foto, finisce per non interessare.

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I principi magiari furono guidati verso la Pannonia, che sarebbe divenuta la culla dell’Ungheria, dal mitico Turul, una specie di falco pellegrino la cui statua spalanca le ali sul cancello del Palazzo Reale.

Quest’ultimo, chiamato anche Castello, domina l’omonima collina, detta Várhegy in ungherese, ed è il risultato della parziale ricostruzione di antichi splendori  distrutti dai combattimenti della Seconda Guerra Mondiale ed i saccheggi avvenuti durante il regime comunista. Davanti alla sua facciata c’è una grande statua equestre dedicata al Principe Eugenio di Savoia, capo dell’esercito asburgico vittorioso, nel 1697, sugli Ottomani nella Battaglia di Zenta.

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1 Budapest 2015-01-04 11.00.27-2Sulla collina del Castello si può arrivare a piedi (il dislivello è di appena 95 metri) o attraverso la storica funicolare, la Budavari Siklo, che parte davanti al Ponte delle Catene e arriva  tra il Palazzo Reale e Palazzo Sandor, che è l’ufficio del Presidente dell’Ungheria (i militari che vi montano di guardia sono fotografatissimi dai turisti).

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A conservarsi integra, grazie alla resa dei tedeschi, è stata la parte civile della collina del Castello, dove spiccano per interesse alcune delle case più antiche di Buda, e le spettacolari Chiesa di San Mattia ed il Bastione dei Pescatori.

La Chiesa di San Mattia ha più di 700 anni di storia durante i quali è stata scenario di numerose incoronazioni e di due matrimoni reali. Notevolissimo la copertura del tetto dell’edificio realizzato in coloratissime piastrelle di ceramica Zsolnay.

Le stelle piastrelle di ceramica Zsolnay, molto colorate e resistenti, che ricoprono il tetto del Museo d’Arte Applicata che si trova a Pest, in Üllői út (ut sta per via, mentre ter è piazza), e fu aperto nel 1896 dall’imperatore Francesco Giuseppe per le celebrazioni del Millennio dello stato ungherese.

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Tornando al Castello di Buda, il Bastione dei Pescatori è, invece, un belvedere che si affaccia sul Danubio e su Pest. Costruito, tra il 1895 e il 1902, è caratterizzato da sette torri di avvistamento a forma di tenda che simboleggiano le sette tribù ungheresi che conquistarono quella che sarebbe poi divenuta regno d’Ungheria.

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1 Budapest 2015-01-02 16.14.08Sotto la collina del Castello di Buda sorge il Ponte delle catene, il più vecchio (fu inaugurato nel 1849) e noto dei dieci che, attraversando il Danubio, unendo Buda a Pest.

Ad entrambi gli ingressi ci sono le statue di due leoni senza lingua.Si racconta che la mancanza della lingua sia dovuta ad un errore dello scultore, che, quando fu scoperto, si gettó nel Danubio.

Sulla riva del Danubio, tra il Ponte delle Catene ed il Parlamento,ci sono 60 paia di scarpe d’epoca in ferro. Con questa opera lo scultore Pauer Gyula ha voluto ricordare come le milizie naziste crocifrecciate facevano sparire gli ebrei. Non c’era bisogno di fosse comuni, si faceva loro togliere le scarpe e, legati a gruppi di tre, si sparava a quello centrale che trascinava gli altri due a fondo del Danubio. In primo piano nella foto le scarpine di un bambino, Perché nessuno fu risparmiato.

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1 Budapest 2015-01-05 11.48.14-2All’inizio del XX secolo gli ebrei rappresentavano un quarto della popolazione della città. Lo testimonia la Nagy Zsinagoga, la più grande d’Europa e la terza del mondo. Poi sono arrivati la Grande Guerra, le milizie crocifrecciate naziste, quelle comuniste…

Proseguendo, sulla parte di Pest, si arriva al celebre edificio in stile neo gotico che è sede del Parlamento. Coi suoi 268 metri di lunghezza,123 di larghezza e 96 metri d’altezza è secondo solo al Palazzo di Westminster inglese Nella sala centrale che sta sotto la cupola a pianta ad esadecagono sono custoditi la corona e lo scettro dei Re d’Ungheria. Lo spettacolare specchiarsi del Parlamento sul Danubio, che si trovava proprio di fronte al mio hotel, diventa magico quando la sera si illumina (fino a mezzanotte, perché poi viene spento e si fa buio… Pest).

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1 Budapest 2015-01-04 23.33.59Dopo aver comprato la Budapest Card ed essersi abituati ai nomi ungheresi (non ci sono traduzioni in inglese), è abbastanza comodo muoversi nella città coi mezzi pubblici. Tra questi spicca la bella e funzionale metropolitana.

La sua linea M1 è la più antica d’Europa. Inaugurata nel 1896 da Francesco Giuseppe, partiva proprio da questa stazione di piazza Vörösmarty. Nel 2002 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità.

In metropolitana si può raggiungere anche l’immenso mercato coperto di Pest, uno dei più grandi d’Europa, che si trova all’altezza del Ponte della Libertà. Inaugurato nel 1897, nei suoi tre piani offre una grande varietà di bancarelle.

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1 Budapest 2015-01-04 19.24.03Scendendo, invece, alla stazione Corvin negye della linea metropolitana n. 3, si arriva facilmente alla mitica via Pàl (Pàl Utcai in ungherese) del celebre romanzo “I ragazzi della via Pàl” di Molnar.

E’, però, al numero 11 della vicina Via Prater, dove i protagonisti andavano a scuola, che Nemecsek e gli altri componenti della “Società dello Stucco” sono ricordati da un gruppo di statue.

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