Quei pazzi temerari dei BLACK NARROWS che vanno in bicirisciò da Aosta a Torino

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1 OK Black Narrows alla partenza Aosta-Torino IMG_1880

1 Cuigno-Benedet 2014-10-04 08.38.43Non è stato per niente un viaggio in carrozza quello che, il 4 ottobre, ha portato René Cuignon e Luca “Piotta” Benedet da Aosta a Torino.

Il risciò (in giapponese “jinrikisha” significa “carrozza a trazione umana”) con cui hanno coperto i 128,17 km che separano l’aostana Piazza Arco di Augusto e la torinese Piazza Vittorio Emanuele, si è, infatti, trasformato in uno di quegli strumenti di tortura di cui gli asiatici sono maestri.

Partiti intorno alle 9 da Aosta, sono arrivati ad Ivrea alle 14 “devastati” da una fatica a prova di “Vicks tripla azione e rosario”.

Miracoloso è stato, a questo punto, il pasto consumato in compagnia della quarantina di altri partecipanti alla terza edizione della Aosta-Torino, “catastrofe” organizzata, con cadenza biennale, dai Black Narrows, gruppo di amici valdostani che ha riscoperto il potere socializzante della bicicletta.

1 ok Christophe Viett e Marco Montarello IMG_1855Accanto a quelli partiti con le classiche biciclette, c’erano anche i folli avventuratisi, con spirito goliardico, a bordo di BiBici, Grazielle, biciclette a scatto fisso e altri tipi di velocipedi. Tra questi il bicirisciò che Cuignon e Benedet hanno comprato sul web, scoprendo che era uno di quelli che fino ad una ventina d’anni prima si affittavano ad Aosta.

Oltre che dal Fiat Doblò ramazza guidato da Giovanna La Pegna (che garantiva rifornimenti a base di acqua e banane), l’impresa è stata seguita in diretta da centinaia di amici grazie ai post messi su Facebook dai protagonisti e da chi li ha incrociati.

1 ok Andrea Bettega e Roland Barmasse IMG_1862“Ci mettono meno che col treno”, ha commentato Renato Angelucci, riferendosi alla disastrosa situazione della linea Aosta-Torino che a Fabio Glarey ha fatto scrivere che l’impresa rappresentava “il futuro dei trasporti in Valle”. La “Born to be wild” postata da Erik Vial è stata, invece, l’ideale colonna sonora di un’impresa che per I due in risciò ha rischiato più volte di “finire a puttane”.

Ecco perchè la foto simbolo della giornata è stata quella di Marco Frasca in cui si vede la maschera di fatica di Cuignon e Benedet illuminarsi, per un momento, di un sorriso mentre incrociano “una cronometrista di colore” che esercita in mutande sul ciglio di una provinciale piemontese.

Alla fine, dopo 10 ore di pedalata, sono, comunque, riusciti a raggiungere Piazza Vittorio dove li ha accolti una vera e propria ovazione da stadio, che ha ripagati i due della fatica da Guinness dei primati ma non li ha farà assolutamente recedere dal fermo proposito di non riprovarci più. “Almeno per il 2014. Ahahahahha”, ha aggiunto su FB Cuignon.

Si ringraziano per le due bellissime foto sottostanti MARCO FRASCA e ALESSANDRO BARRA

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1 Alessandro Barra 684184111_9027203496805532096_n

1 ok Andrea Bettega IMG_1872

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1 ok Giovanna La Pegna servizio ramazza Aosta Torino IMG_1858

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