L’ORAGE “manda in aria” il pubblico del concertone del 1° maggio a Roma

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1 ok L'Orage Schermata 2014-05-01 alle 15.43.13 1 copyPer chi, il 1° maggio 2014, l’ha seguita in diretta televisiva, l’immagine più significativa dell’esibizione de L’Orage al concertone di Roma è stata la panoramica aerea su Piazza San Giovanni.

Al pari di quella in cui, con il bassista Steo Trieste di spalle, si è visto il mare di folla davanti al palco, ha reso bene l’idea delle dimensioni del “bagno di folla” nel quale si sono esibiti,

1 ok L'Orage Schermata 2014-05-01 alle 15.42.07 copyUn vero e proprio esame di maturità, capace di far tremare le gambe a musicisti ben più collaudati, che il gruppo valdostano ha superato di slancio, tirando alla morte in due dei suoi pezzi più collaudati dal vivo: “Satura” e “Mi manda in aria” (lanciato da Alberto Visconti con un significativo: “Falli ballare, Memo”, rivolto al chitarrista Memo Crestani).

Riuscendo a superare l’emozione, le banalità dei presentatori (c’è chi li ha chiamati “Orange”, e chi ha ironizzato che erano “il vero motivo per cui Ingroia non è andato ad Aosta”) ed il sudario di conformismo musicale dei gruppi musicali che li hanno preceduti (e seguiti).

1 Ok L'Orage Schermata 2014-05-01 alle 15.39.08Tutti impegnati a cercare di colpire l’attenzione nei pochi minuti a loro disposizione più con trovate sceniche (c’è chi è arrivato a vestirsi da gallo, vichingo o direttore di banda) che con idee musicali.

Non a caso, il giorno prima, il loro amico Federico Sirianni, sulla pagina Facebook de L’Orage, aveva scritto: “comunque se non tirate fuori il pisello alla fine dell’esibizione non diventerete mai un gruppo indie alla moda.”

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Pur soffrendo la costrizione di un minutaggio che a loro serve a malapena a scaldarsi, il gruppo ha mostrato la validità di una musica dalla spiccata personalità, che riesce a comunicare spontaneità ed energia pur nascondendo raffinatezze e tanto tanto lavoro.

E’ stato un ulteriore piccolo passo per la carriera di un gruppo in continua ascesa, ma, soprattutto, un grande passo per la musica valdostana che per la prima volta si è affacciata alla più grande vetrina italiana di musica rock. «E’ un traguardo che consolida la nostra posizione,- ha spiegato il team leader Alberto Viscontima conferma anche che la scena valdostana è ormai di livello nazionale. Non ce le cantiamo e suoniamo più solo per noi, ma possiamo ambire ad un pubblico più vasto

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