I FASTI raccontano i tempi nefasti della gente di periferia

1 I Fasti (by Gaetano Lo Presti)  IMG_4696

fastiIn tempi decisamente nefasti, suona esotico e controcorrente il nome, I Fasti, del quintetto torinese che il 21 marzo si è esibito all‘Espace Populaire di Aosta per il settimo appuntamento della rassegna Espace Indie Friday.

«Nel nome– ha spiegato prima del concerto il leader Rocco Brancuccic’è ironia sul mondo in cui viviamo, ma, anche, la speranza di ricostruire situazioni umane vivibili e riprendersi in mano il mondo senza aspettare che qualcuno ci risolva i problemi.»

1 Rocco IMG_4697Spiegazione che lascia intuire l’ impegno sociale che traspare nelle canzoni di un gruppo che, oltre che sulla voce di Brancucci, conta su un’organico atipico, che attualmente comprende Federico Bosi e Roberto Bagaini (basso e computer) e Eros Giuggia e Andrea Granato alle chitarre (quest’ultimo, infortunato ad una mano, non ha suonato ad Aosta).

I quattro dischi pubblicati sono, infatti, pieni di composizioni che puntano dritte allo stomaco attraverso sonorità elettroniche graffianti ed evocative, ma, anche, testi, molto diretti, che parlano di sociale e vita quotidiana.

Pezzi come “Hanno umiliato l’amore”, che parla di nuovi barbari che “hanno stuprato la vita e umiliato l’amore”, o “Cadono piogge”, che esprime insofferenza per “ribelli virtuali e cani da guardia estremamente reali”. O, ancora, “Cagnolini di gesso” sulla dittatura delle banche che “il denaro te lo rubano perché toccarlo è anti igienico”)

1 I Fasti P1300183«Siamo gente della periferia di Torino– ha continuato Brancucci- e molti di noi, lavorando come operatori sociali, vivono in prima persona il disastro che è diventata questa città, per cui, inevitabilmente, raccontiamo le periferie con un linguaggio molto diretto.»

1 Fasti (by gaetano lo presti P1300235Inseriti in atmosfere sonore ipnotiche, i testi sono enfatizzati dal recitar cantando di Rocco, che, inevitabilmente, rimanda a gruppi come Offlaga Disco Pax e Massimo Volume.

«Somiglianze che nei concerti si riducono,- precisa- perché la nostra attitudine punk fa sì che dal vivo ci sia molto più suono ad avvolgere il racconto. Non sono un cantante, per cui sul finire della precedente esperienza coi Seminole, durata 12 anni, nell’ultimo disco, “Non tutti i vermi diventano farfalle”, sperimentammo questo tipo di musica parlata. Ci piacque, e, con l’aggiunta di un secondo bassista, nel 2008 ha portato alla nascita de I Fasti.»