La “lovers band” dei suoi storici Musici porta il verbo di Francesco Guccini ad Aosta

1 Gucci (by gaetano lo presti IMG_4457guccini_ut_Q ok.pngCi pensava da un po’, ma è stato dopo la pubblicazione, nel novembre 2012, dell’album “L’ultima Thule” che Francesco Guccini ha annunciato che non avrebbe più inciso nuovi album né, soprattutto, fatto concerti. «Lascio perché sono stanco– ha spiegato– mi manca la forza, la voglia e il desiderio di fare canzoni. È nobile ritirarsi quando il successo è ancora alto, senza aspettare il declino. Canterò solo per gli amici e continuerò a scrivere libri.»

Chi non era stanco ed aveva ancora voglia erano, invece, i suoi storici Musici, come Guccini li chiama. E’ a loro, in particolare al pianista Vince Tempera ed il chitarrista Juan Carlos «Flaco» Biondini, che è venuta l’idea di una “lovers band” che portasse avanti “il verbo gucciniano”.

1 Gucci (by gaetano lo presti) IMG_4459E’ nato, così il progetto “L’Ultima Thule” che ha esordito il 23 giugno 2013, allo Sferisterio di Macerata, per “Musicultura”, ed, ottenuta l’approvazione del cantautore, ha preso a girare l’Italia. La sera del 7 febbraio è approdato ad Aosta, dove sul palco del Teatro Splendor si è esibita una superband formata da Tempera, Biondini, Antonio Marangolo (sax), Pierluigi Mingotti (basso), Oscar del Barba (tastiere) e Ivano Zanotti (batteria).

1 Gucci (by gaetano lo presti) IMG_4463Con, alla voce (tranne in due pezzi cantati da Biondini), Danilo Sacco nell’ingrato compito di dover sostituire Guccini. Ruolo che il cantante astigiano, che dal 2004 è monaco laico buddista con il nome di Kakuen, si può dire abbia nel karma. Prima di Guccini, nel 1993, aveva, infatti, sostituito lo storico cantante Augusto Daolio dei Nomadi. «Non so se è il karma– ha ribattuto Sacco- in ogni caso è un piacere, perché il repertorio che vado a cantare è fantastico, per cui è una bellissima avventura. La prima canzone che ho imparato a suonare con la chitarra è stata “Per fare un uomo” di Francesco, per cui karmico è questo cerchio che si completa, perché, dopo essere partito da Guccini, sono andato nei Nomadi per adesso tornare a Guccini

1 Gucci (by gaetano lo presti) IMG_4458Un compito da far tremare i polsi, ma che all’esordio, a Macerata, gli è valso parole lusinghiere da parte dell’omaggiato. «Non è facile abituarsi ad ascoltare le proprie canzoni interpretate da altri,- commentò, infatti, Guccinieppure mi è piaciuto davvero ascoltare Danilo Sacco e I Musici. Danilo ha una voce potente, davvero molto bella. E poi non ho scoperto solo un grande artista, ma, anche, una bella persona: un bravo ragazzo insomma. Sono felice che sia lui ad interpretare la mia musica

Imprimatur di cui Danilo va, inevitabilmente, fiero. «Francesco è stato molto gentile e mi ha subito fatto sentire a mio agio.- ricorda- Ma anche le reazioni dei fans sono state meravigliose, perché hanno subito capito che io non volevo imitare qualcuno di inimitabile, bensì cantare pezzi che sarebbe un peccato non ascoltare più da un palco, soprattutto in un momento come questo in cui c’è carenza di poesia e grande musica

1 Gucci (by gaetano lo presti)  IMG_4461La scaletta del concerto di Aosta è stata, quindi, un piccolo “bignami” della produzione gucciniana spaziando dagli inizi a “L’Ultima Thule”, con molto spazio per pezzi che sono nell’immaginario collettivo: da “Il vecchio e il bambino” a “Cyrano”, da “L’avvelenata” a “Vorrei”. Un concerto musicalmente impeccabile, ma che, inevitabilmente, ha dovuto fare i conti con il tanto di non musicale che c’era nelle esibizioni di un grande affabulatore come Guccini: dalle gag ai racconti, dal botta e risposta con il pubblico al suo immenso carisma. «E’ impossibile essere al livello di Francesco quando racconta delle sue cose e nel rapporto che ha con il suo pubblico. – ha ammesso Danilo- Non è neanche facile interpretare le sue canzoni, ma ho cercato di farlo identificandomi coi protagonisti di canzoni che mi sono sempre sembrate sprazzi di grande cinema

Uno sforzo premiato dagli spettatori dello Splendor con lunghi applausi, con la pecca, però, del ricorso continuo di Sacco ai testi posti sul leggio, anche quando, negli inni più celebri, questi venivano cantati a memoria da tutta la platea. Una carenza da correggere per non esporre, ulteriormente, il fianco alle critiche dei gucciniani più integralisti che trovano l’operazione discutibile. Concetto sintetizzato su Facebook dal commento di uno di loro secondo il quale il progetto sarebbe “solo un’ombra e tu, Francesco, il sole.”

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SCALETTA del concerto del 07/02/2014

1) Canzone di notte n. 4

2) Autogrill
3) Lettera
4) Incontro (canta Biondini)
5) Vorrei
6) Lassù in collina
7) Vedi cara
8) La locomotiva
9) Per quando è tardi
10) Il vecchio e il bambino (canta  Biondini)
11) L’ultima volta
12) L’ultima Thule
13) Don Chisciotte
14) Noi non ci saremo
15) Eskimo
16) Cyrano
17) Dio è morto
18) L’avvelenata