JUKEBOX(29)- “Inno alla gioia” di LUDWIG VAN BEETHOVEN

Beethoven_la-sua-musica-dettata-dalla-sordità

roll_over_beethovenGiornalista: «Cosa pensate di Beethoven?» Ringo Starr: «Lo adoro. Specialmente le sue poesie.» Quando, nel 1969, il batterista dei Beatles diede questa risposta scherzava, anche perchè “Because”, una delle canzoni del disco “Abbey Road” che stavano presentando, secondo John Lennon era stata ispirata dagli accordi, suonati al contrario, dell’adagio della sonata per piano “Chiaro di Luna” di Ludwig van Beethoven (Bonn 16 dicembre 1770– Vienna 26 marzo 1827). Non solo, agli inizi della carriera i Beatles avevano inciso una cover di “Roll Over Beethoven” di Chuck Berry.

Per nemesi storica, nel 2005, le 9 sinfonie del genio tedesco, messe in download gratuito dalla BBC, ebbero 1 milione 400 mila download in 2 settimane superando il duetto di Paul McCartney e Bono al Live 8.

beethoven_ritmo_jovanotti-249x300Sono solo alcuni esempi della popolarità che la musica di Beethoven continua a riscuotere, checché ne dica Giovanni Allevi che quest’estate ha dichiarato (con conseguenti furiose polemiche) che, osservando la noia di un bambino che ascoltava la Nona Sinfonia, aveva capito “che in Beethoven manca il ritmo.”

Curioso che abbia preso ad esempio proprio quella Nona Sinfonia che vanta gli irresistibili ritmi incalzanti dello “Scherzo” ed un ultimo movimento con il celebre, coinvolgente, “Inno alla Gioia” su testo di Friedrich Schiller.

Basti vedere in questo video cosa succede agli abitanti di Sabadell, vicino Barcellona, quando, nel 2011 assistettero entusiasti (bambini compresi) a questo “flash mob sinfonico” organizzato dal Banco Sabadell nella piazza della cittadina catalana per celebrare i suoi 130 anni. Un evento che è stato la perfetta realizzazione di quel sentimento di fratellanza universale che si respira nel testo di Schiller modificato dallo stesso Beethoven. Si tratta di una delle opere più note di tutta la musica classica (dal 1972 è, tra l’altro, inno europeo), che però, incredibilmente, il compositore, non convinto dalla prima esecuzione viennese del 1824, pensò di sostituire con un altro movimento puramente strumentale.

ODE ALLA GIOIA

« O amici, non questi suoni!

ma intoniamone altri

più piacevoli, e più gioiosi.

Gioia! Gioia!

Gioia, bella scintilla divina,

figlia di Elisio,

noi entriamo ebbri e frementi,

celeste, nel tuo tempio.

Il tuo fascino riunisce

ciò che la moda separò

ogni uomo s’affratella

dove la tua ala soave freme.

L’uomo a cui la sorte benevola,
concesse il dono di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, – chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c’è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
vanno i buoni e i malvagi
sul sentiero suo di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.
Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!

“Gioia” si chiama la forte molla
che sta nella natura eterna.
Gioia, gioia aziona le ruote
nel grande meccanismo del mondo.
Essa attrae fuori i fiori dalle gemme,
gli astri dal firmamento,
conduce le stelle nello spazio,
che il canocchiale dell’osservatore non vede. »