JUKEBOX (20)- “Casta Diva” di Vincenzo Bellini e Maria Callas

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callasl5Sarà perché visse solo 34 anni, e, conseguentemente, la sua produzione non fu copiosa. Sarà perché il suo stile, che non indulgeva nella spettacolari del canto fiorito, non entrò mai a fondo nei gusti del grande pubblico italiano, quello più provinciale e tradizionalista. O sarà, infine, perché si trovava già da due anni a Parigi quando, nel 1835, morì.

Certo è che, tra i grandi compositori lirici italiani, Vincenzo Bellini (nato a Catania il 3 novembre 1801) è quello meno conosciuto.

Con un’eccezione: laNorma”, che però, guarda caso, al suo debutto alla Scala di Milano, il 26 dicembre 1831, fu un clamoroso fiasco. Per di più oggi l’opera è più famosa che rappresentata perché Norma è uno dei ruoli più temuti dai soprani per la difficoltà nel renderne la sfaccettata personalità e vocalità (che spazia dal lirismo più puro ad una sconvolgente drammaticità) .

CallasAnche perché l’asticella è stata alzata dalla divina Maria Callas che la interpretò 89 volte tra il 1948 e il maggio 1965, quando, in seguito a problemi vocali manifestatisi durante una sua interpretazione parigina, decise di chiudere la carriera.

«C’era un poco di “Norma” nella Callas ha detto la giornalista greca Helen Vlachos- Nell’opera (ambientata nelle Gallie, all’epoca della dominazione romana:n.d.r.) la grande sacerdotessa gallica è lacerata dall’impossibilità di conciliare l’amore per un uomo mortale (il proconsole romano Pollione) con la sua vita da Dea.» Conflitto (tra sacralità dell’Arte e vita sentimentale) che contrappuntò, condizionandola, tutta la carriera della diva Callas, scatenando, tra l’altro, le “sediziose voci” di cui si parla nel recitativo che nell’opera precede “Casta Diva”.

Lire_5000_(Vincenzo_Bellini)Pezzo più noto dell’opera, quest’ultima è una preghiera che, nel primo atto, Norma eleva alla luna, durante una cerimonia religiosa, chiedendole di spargere “in terra quella pace che regnar fai tu nei ciel” (come tale è stata considerata un’antesignana delle canzoni pacifiste).

Coinvolto dal fascino esotico del mondo ancestrale descritto nel libretto da Felice Romani, dai panorami del lago di Como dove all’epoca viveva e, perché no?, dall’amore clandestino per Giuditta Turina, Bellini scrisse una delle più belle melodie della storia della musica.

Oltre all’amore viscerale del pubblico di tutto il mondo, il brano ha conquistato innumerevoli attestati di stima di colleghi del calibro di Liszt, Wagner, Verdi e Chopin. Quest’ultimo, oltre ad esserne ammiratore, fu, negli anni parigini, amico di Bellini, e curò una versione pianistica di “Casta Diva” che evidenzia il riflesso che l’articolata melodia belliniana ha avuto sul suo pianismo.

In questo raro video in cui canta “Casta Diva” la Callas sfoggia la ben nota bravura (il Do6 dell’aria fu la nota più alta da lei raggiunta in carriera), un pathos interpretativo smisurato, ma, anche, un carisma che, con un semplice cenno della mano, le permette di rimettere in carreggiata l’approssimativo coro parigino dopo un attacco problematico (ai 3.08 minuti).

CASTA DIVA

Casta Diva che inargenti

Queste sacre antiche piante,


A noi volgi il bel sembiante


Senza nube e senza vel.

Tempra tu de’ cori ardenti,


Tempra ancor lo zelo audace,


Spargi in terra quella pace


Che regnar tu fai nel ciel.

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