JUKEBOX (4)- RHAPSODY IN BLUE di George Gershwin

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George+Gershwin+Nathaniel+Shilkret++Paul+Whiteman++gershwinCome se non bastasse l’impianto di ventilazione rotto, il 12 febbraio 1924 il pubblico della Aelion Hall di New York dovette sorbirsi anche il lunghissimo programma scelto dal direttore d’orchestra Paul Whiteman per il suo “Experiment in Modern Music”. Gran parte degli spettatori era, del resto, venuta per ascoltare la penultima composizione in programma: Rhapsody in Blue“, il nuovo “concerto jazz” che segnava il debutto in campo sinfonico del giovane George Gershwin (era nato a New York il 26 settembre 1898).  Tra questi c’erano musicisti del calibro di Igor Stravinsky e Sergej Rachmaninoff,  curiosi di sentire cosa avrebbe combinato quel ventiseienne talentuoso compositore di canzoni con forme più estese ed impegnative.

Poster_of_Rhapsody_in_Blue_(film)Dopo l’esecuzione di 24 pezzi di autori vari, proprio quando il pubblico  stava per perdere la pazienza, la sua attenzione fu risvegliata dal caratteristico glissato di “Rhapsody in Blue” che, improvvisato durante le prove dal clarinettista di Whiteman, Ross Gorman, venne mantenuto da Gershwin nella stesura definitiva dell’opera, divenendone il marchio di fabbrica.

Un inizio insolito, come, del resto, si rivelarono gli sfavillanti colori dell’ orchestrazione dell’arrangiatore Ferde Grofé che rivestì i cinque bellissimi temi esposti dallo stesso Gershwin, solista al piano. Il tutto formava un vero e proprio “caleidoscopio musicale dell’America”, in cui l’autore aveva fuso, con personalità,  jazz, blues, canzone e musica contemporanea. Fu il primo dei tanti trionfi di un brano che, oltre ad essere tra i più eseguiti dalle orchestre di tutto il mondo,  è entrato nella colonna sonora di film come “Fantasia 2000” e “Manhattan”.

Fra i tanti riconoscimenti, il più gradito a Gershwin fu l’apprezzamento del suo idolo: Maurice Ravel. Quando, infatti, il 7 marzo 1928 il compositore francese, in tournée negli Stati Uniti, festeggiò il suo cinquantatreesimo compleanno a casa della cantante Eva Gauthier, fra gli invitati c’era anche Gershwin. Allorché, però, questi, facendosi coraggio, gli chiese se poteva impartirgli delle lezioni di contrappunto e composizione, Ravel rifiutò.  “Perché vuole essere un Ravel di secondo livello- si giustificò– quando può essere un Gershwin di primo livello

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