SIMONE CRISTICCHI canta per gli “studentessi universitari” della Valle d’Aosta

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1 Cristicchi fotoL’Università della Valle d’Aosta non avrebbe potuto scegliere ospite più adatto di Simone Cristicchi per concludere, il 20 settembre, la sua “Giornata delle professioni”. Tra i successi del cantautore romano, esibitosi al Cinema Théâtre de la Ville di Aosta, c’è, infatti, anche “Studentessa universitaria”. Una ragazza che, nella canzone, oltre a sentire che “dentro c’è una bella novità, che a primavera nascerà”, la sera si ritrova a pensare al suo futuro.

Al futuro degli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori ha pensato, invece, l’ateneo valdostano con il progetto “Orientamento e tutorato dell’Università della Valle d’Aosta”, che durante tutto il giorno ha illustrato quali potenziali sbocchi professionali possano riservare i suoi corsi di laurea.

1 Cristicchi 1 fotoSbocchi a cui, al De La Ville, ha accennato anche Cristicchi dopo aver cantato “Studentessa universitaria”: «Spero che la vostra vita sia un pò meglio di quella della protagonista della mia canzone. – ha detto- Ho scritto anche un secondo capitolo, “Laureata precaria”, che è meglio per voi che non canti, e ne sto preparando un terzo che si intitolerà “Pensionata incendiaria A confermare una comunicativa che anche ad Aosta ha caratterizzato questo “scapestrato artista”, a cui l’etichetta di cantautore sta sempre più stretta.

La sua inquieta curiosità lo, infatti, ha spinto a sperimentare negli ultimi quattro anni un teatro civile in cui ha trasformato in monologhi e canzoni temi come il disagio mentale (con il cd e DVD “Dall’altra parte del cancello”), l’avventura militare italiana in Russia durante la seconda Guerra Mondiale (con lo spettacolo teatrale “Li Romani In Russia”) e le storie dei minatori dell’appennino toscano.

1 Cristicchi IMG_3372Anche il suo ultimo cd, “Album di famiglia”, ha come punte di diamante due storie scottanti come “Laura”, ispirata alle vicende dell’attrice Laura Antonelli, e “Magazzino 18“. Quest’ultima sarà la canzone guida dello spettacolo che il 22 ottobre debutterà al Rossetti di Trieste che ha dedicato al dramma dei 300.000 italiani che, nel secondo dopoguerra, dovettero velocemente lasciare l’Istria per evitare la pulizia etnica del regime comunista jugoslavo di Tito. La sistemazione “provvisoria” in campi profughi rese necessario ammassare le masserizie che avevano portato con sé proprio nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste.

«Ho intitolato il cd “Album di famiglia”– ha spiegato Cristicchi- perché l’ho registrato nella tranquillità di casa mia, ma, soprattutto, perché l’ascolto delle sue canzoni è un pò come sfogliare l’album di foto di famiglia, con storie di una varia umanità che, sballottata dagli uragani del destino, deve affrontare bruschi cambiamenti emotivi

1 Cristicchi 2 fotoSul palco del De La Ville, ben assecondato da una formazione che comprendeva Riccardo Corso (chitarra, bouzouki e banjo), Riccardo Ciaramellari (piano e fisarmonica) e Giuseppe Tortora (violoncello), Cristicchi ha sciorinato gran parte del suo repertorio, alternando il registro poetico a quello scanzonato, che lo ha visto pure protagonista di siparietti cabarettistici in cui ironizzato su alcune delle tante contraddizioni della nostra società e parodiato colleghi come Paola e Chiara, Zero Assoluto, Las Ketchup, Negramaro e, soprattutto, Gigi D’Alessio (coverizzato in “Non dirgli mai”) e, per par condicio, “Ana” Tatangelo.

Il suo sarcasmo non ha risparmiato neanche le dimissioni di Benedetto XVI parodiato sulle note di “Povera Patria” di Battiato. “Povero Papa, tradito pure dai suoi maggiordomi, dalle ossa riesumate di De Pedis. Io ancora me lo chiedo insieme a tanti: che fine ha fatto Emanuela Orlandi? In Vaticano quanto soffitti d’oro nei saloni. Pagate l’IMU e nun rompete li coglioni. Ci fossero più case e meno chiese, la gente non arriva a fine mese. Alleluja, alleluja. No, non cambierà, e chi glielo fa fà? Come scusare i preti pedofili e i loro protettori, che fanno spese dentro gli oratori. Quanti segreti sotto quella gonna, ci credo che, poi, piange la Madonna.” 

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