L’ELOGIO DEL MULO VALDOSTANO di Daniele Gorret

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Per quanto io salga e io discenda queste valli,

più non ritrovo la forma ispida-cordiale

la marcia forte-certa del mulo valdostano

..Docili perfetti carichi o di sassi o d’uomini o provviste

passavate: nipoti dei nipoti dei nipoti

dei muli che vinsero la guerra (il Grappa

il Pasubio l’Adamello): guerra o pace

per voi uguale sempre sforzo sacrificio.

Gorret 45

Pure, ogni volta, c’era un punto fermo

oltre il quale- soldato o contadino- il mulo non andava:

questo punto chiamalo, se vuoi: Umana Hybris,

chiamalo Eccesso, chiamalo Angheria.

Il mulo, rigoroso, lo sapeva

e sul punto, preciso, s’arrestava.

Forse rivolta oppure resistenza?

O forse invece lo stupore

che l’uomo sordocieco non sentisse?

Ora io, antichi muli, di voi vorrei avere

il vostro saper-fermarsi, sapere-dire-basta:

una volta impegnata la pazienza,

consumata con gioia la fatica,

puntare inesorabile il mio no:

Giustizia su Limite fondata,

maestri di Giusto i muli della mia infanzia.

(da “Ballata dei tredici mesi” di Daniele Gorret, Garzanti 2003)

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