Le “stazioni lunari” di GINEVRA DI MARCO ai 1820 metri di CHAMOISic

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1 Ginevra (by Gaetano Lo Presti) IMG_2624Il lago, in questo caso quello di Lod, sopra Chamois (dove era inizialmente previsto), sarebbe stata la cornice più giusta per il concerto di una cantante che si chiama Ginevra (facili, infatti, i richiami al lago di Ginevra, a Lancillotto del Lago et similia).

E’, comunque, andata molto bene anche ai 1820 metri della piazzetta di Chamois (dove per l’incertezza del tempo è stato spostato), che si è rivelata un’ambientazione perfetta per l’ennesima tappa delle “stazioni lunari” della cantante fiorentina Ginevra Di Marco che il 4 agosto ha concluso la rassegna CHAMOISic.

1 Ginevra (by gaetano lo presti) IMG_2620“Stazioni lunari” è il nome dato a una specie di format musicale itinerante, ideato dal marito Francesco Magnelli, che i due portano in giro da più di dieci anni, ospitando di volta in volta sul palco musicisti di diversa estrazione.

A Chamois con Ginevra c’era, in realtà, solo il suo gruppo, che oltre ad Andrea Salvadori (chitarre, tzouras) e Andrea Ragazzo (batteria), comprende, naturalmente, il Magnelli: carismatico protagonista di qualche decennio di storia musicale italiana grazie alle militanze in gruppi come Litfiba, CCCP e CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti).

Proprio nei CSI era iniziata, nel 1993, la carriera della quarantatreenne cantante, che ha, poi, seguito il marito nei PGR ed in altre avventure musicali, affiancandogli un’attività solistica. 

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Quest’ultima, a partire da cd come “Stazioni lunari prende terra a Puerto Libre” e “Donna Ginevra”, si è rivolta sempre più verso la ricerca di canti al margine della Storia e della Geografia, quelli di un mondo profondo e dimenticato che affiora nei canti popolari toscani e del Sud Italia come in quelli dei Balcani, del Cile di Violetta Parra, di Cuba, della Bretagna.

1 Magnelli (by Gaetano lo presti) P1120511«Attraverso queste canzoni– ha spiegato Ginevra- cerco di far conoscere, rivitalizzandolo, quel che  è esistito prima di noi, in modo che le persone possano avere l’opportunità di ascoltare qualcosa che altrimenti, nella maggior parte dei casi, andrebbe persa. Magari facendosi domande, cercando, curiosando, pensando. Se una canzone riesce a fare questo io sono già più che contenta.» Il tutto fatto con un approccio istintuale, di cuore ed anima, che anche a Chamois ha coinvolto il pubblico, trasformando il concerto in una festa.

C’è stato spazio anche per una canzone dei CCCP , la celebre “Amandoti” ripresa dalla Nannini, e due dei CSI, “Brace” e “Del mondo”, quest’ultima dedicata a Margherita Hack, con cui tra il 2011 e il 2012, la Di Marco aveva portato in giro per l’Italia lo spettacolo “L’anima della terra (vista dalle stelle)”). Due gioielli profetici, come spesso succedeva al gruppo completato dal “nucleo emiliano” formato da Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni.

E’ stato un tempo il mondo giovane e forte,- recita, per esempio, il testo di “Del mondo”- odorante di sangue fertile, rigoglioso di lotte, moltitudini, splendeva pretendeva molto… Il nostro mondo è adesso debole e vecchio, puzza il sangue versato è infetto…”

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