Le storie di SIMONE CRISTICCHI sotto il Castello di Verrés

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1 CRisticchi 6_2127624900_nE’ iniziata il 5 luglio, nel parco del Castello di Verrès, la rassegna “Musicastelle Outdoor”, che per il secondo anno proporrà concerti acustici, a ingresso libero, in location valdostane di grande fascino con alcuni protagonisti della musica pop italiana.

1 Castello 42_412035082_nUn castello pieno di storia, come quello di Verrès, è stato la cornice perfetta per le tante storie del suo primo protagonista, il cantautore romano Simone Cristicchi, che si è esibito nel prato antistante con Riccardo Corso (chitarra, bouzouki e banjo) e Riccardo Ciaramellari (piano e fisarmonica). «In Valle sono stato da piccolo in colonia.- ha confidato, prima del concerto, Cristicchi- E, siccome la montagna mi piace, mi sono ripromesso di ritornarci in vacanza quest’estate, magari nei luoghi dove è stato girato “Tutta colpa del Paradiso”, che è uno dei miei film preferiti. Poi, non si sa mai, magari da quelle baite potrei tirar fuori qualche storia

SimoneCristicchi_Album di famiglaA contraddistinguere Cristicchi è, infatti, una vena di “giornalismo musicale” che già in passato ha trasformato in canzoni temi come il disagio mentale (con il cd e DVD “Dall’altra parte del cancello”), l’avventura militare italiana in Russia durante la seconda Guerra Mondiale (con lo spettacolo teatrale “Li Romani In Russia”) e le storie dei minatori dell’appennino toscano. Anche il suo ultimo cd, “Album di famiglia”, ha come “punte di diamante”, come le definisce, due storie “scottanti” come “Laura”, ispirata alle vicende dell’attrice Laura Antonelli, e “Magazzino 18“, che tratta dell’esodo forzato dall’Istria, avvenuto nel secondo dopoguerra, di 300.000 italiani.

«L’ho chiamato “Album di famiglia” – ha spiegato – perché l’ho registrato nella tranquillità di casa mia, ma, soprattutto, perché l’ascolto delle sue canzoni è un pò come sfogliare l’album di foto di famiglia, con storie di una varia umanità che spesso, sballottata dagli uragani del destino, deve affrontare bruschi cambiamenti emotivi.»

1 Magazzino-18-MasserizieE’ quello che sicuramente è successo alle migliaia di profughi italiani che, nel secondo dopoguerra, dovettero precipitosamente lasciare l’Istria per evitare la pulizia etnica del regime comunista jugoslavo di Tito. La sistemazione “provvisoria” in campi profughi rese necessario ammassare le masserizie che avevano portato con sé nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. «Dovrebbe diventare un museo, perché già entrandoci, alla vista di questo “cimitero degli oggetti” composto da duemila metri cubi di masserizie, si respira qualcosa di sacro. Dopo che l’ho visitato, ho cercato i profughi sopravvissuti, ho parlato con loro ed è nato uno spettacolo teatrale che debutterà il 22 ottobre al Rossetti di Trieste. ”Laura”, invece, è un monito contro la crudeltà delle “gogne mediatiche” e dell’oblio che ha colpito una delle donne più belle del mondo. E’ stato un testo difficile da scrivere, che, però, ha reso la Antonelli, almeno per un momento, felice. Me l’ha detto quando l’ho conosciuta qualche settimana fa ed è nato un embrione di amicizia. Quella che è possibile con una donna molto diffidente, che in questo momento si rivolge più alla religione che agli uomini

1 Cristicchi 8793363_681673698_nArgomenti belli tosti che la zampillante vena melodica di Cristicchi ha saputo trasformare in canzoni appetibili per un pubblico molto eterogeneo. «Probabilmente è l’età che avanza che mi sta portando ad essere più buono dal punto di vista musicale. Ho, infatti, abbandonato quasi completamente il rap e la musica elettronica e sono ritornato un po’ alle radici della canzone d’autore. Mi ritrovo, così, con un pubblico molto eterogeneo, di famiglia anch’esso, che va dalle persone più grandi di me, che sono riuscito a fare affezionare attraverso gli spettacoli teatrali, ai bambini che sanno a memoria alcuni miei brani tipo “La prima volta che sono morto” o “Mi manchi”

Un rapporto che pure a Verrès si è dimostrato molto forte, anche grazie all’altra sua faccia, quella scanzonata ed ironica, che lo ha visto prendere in giro cantautori come Gigi D’Alessio (coverizzato in “Non dirgli mai”) e cantanti come Paola e Chiara, Zero Assoluto e le spagnole Las Ketchup, (quelle di “Aserejè”) evocati durante l’esecuzione di “Vorrei cantare come Biagio Antonacci”.

1 Endrigo imageIstriano era, infine, anche Sergio Endrigo, che Cristicchi ha ricordato cantando “Io che amo solo te”. «Sto tornando a ritroso verso maestri come Endrigo.- ha concluso- E’ un grande con cui ho avuto l’onore di cantare nel mio disco d’esordio, in quella che, credo, sia stata l’ultima canzone da lui registrata. Quest’estate gli dedicherò due eventi con un’orchestra sinfonica e la partecipazione della figlia Claudia. La cosa bella è che i giovani orchestrali dell’orchestra ne apprezzano le doti di grande melodista e gli spettatori più giovani hanno mostrato di conoscerlo ed apprezzarlo.»

Si ringrazia Roger Berthod per le foto del concerto di Verrès

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