Il progetto “Cinecittà” di IRENE GRANDI all’Aosta Sound Fest di Aosta

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1 Irene Grandi 323A2445Attivi da oltre 65 anni e con oltre 3000 film prodotti, gli studi romani di Cinecittá incarnano appieno il mito del cinema made in Italy. É, quindi, naturale che “Cinecittà” sia diventato il titolo del progetto che il 29 giugno debuttato allo stadio Puchoz per l’Aosta Sound Fest. La serata ha, infatti, avuto come filo conduttore i temi e le canzoni tratte dalle colonne sonore di alcuni tra i film più celebri che hanno segnato la storia del cinema.

Ad eseguirli la quarantatreenne cantante fiorentina Irene Grandi che per la prima volta si è confrontata con gli arrangiamenti e la bravura solistica di quattro tra i più famosi musicisti jazz italiani: Stefano “Cocco” Cantini (sassofono), Rita Marcotulli (pianoforte), Alfredo Golino (batteria) e Ares Tavolazzi (contrabbasso).

1 Irene Grandi 323A2434«É un progetto nato da un’idea di Stefano,.- ha spiegato la Grandi- Abbiamo scelto di reinterpretare alcune delle canzoni da film che ci sono più piaciute, e che, in alcuni casi, sono diventate più famose del film in cui erano contenute. É, per esempio, il caso di “More”, del grande Riz Ortolani, che é diventato un classico del jazz anche se contenuta in un film sconosciuto come “Mondo cane”, ma, anche, di “Quando”, di Pino Daniele, che era in un film di Troisi che non ha avuto grande fortuna.» Di italiano si sono potuti ascoltare anche, in versione strumentale, temi di Morricone e Nino Rota, mentre tra i film stranieri spiccavano le versioni jazzate di “Un americano a Parigi”, “Blade Runner” e “Agente 007- Missione Goldfinger”.

323A2500«I pezzi in cui canto sono canzoni contaminate con il jazz, senza tanti gorgheggi particolari. Più che altro abbiamo preparato un canovaccio sul quale, di sera in sera, cambierà il terreno su cui mi muoverò. E’ una sfida, ma, anche, qualcosa di molto stimolante che ho deciso di affrontare dopo il disco registrato lo scorso inverno con Stefano Bollani.»

Giusto dieci anni fa eri venuta a cantare al Palais Sant-Vincent, e in quell’occasione indossavi una maglietta con la scritta «rock in my passion», é ancora così? «Il pugno allo stomaco del rock mi da sempre grandi emozioni,- ha confessato- ma quest’estate mi piaceva differenziare, perché non trovo giusto che un’artista si fossilizzi in un solo genere, e l’avere progetti diversi é stimolante. Non volendo, però, dimenticare la mia storia, e, forte di queste nuove esperienze, ho creato un nuovo gruppo che rivisiterà le mie canzoni in una chiave un pò più rock-blues

323A2454È nato, così, il progetto parallelo “Come non mi hai visto mai”, che prende il nome dall’ultimo inedito di Irene, scritto da Cistina Donà con il musicista fiorentino Saverio Lanza che del progetto é il direttore musicale. Pezzo che é l’ennesimo esempio dell’opera di valorizzazione che la Grandi sta facendo coi giovani autori, da Paolo Benvegnú a Francesco Bianconi dei Baustelle. «Ritengo sia rock anche lo scoprire musicisti e canzoni nuove, che, senza una cantante comunicativa come me, potrebbero arrivare più difficilmente al pubblico.» Tra questi nuovi compositori recentemente é comparsa anche la stessa Grandi, autrice, tra l’altro, di “Paura non ho”, brano contenuto nell’ultimo album di Tiziano Ferro. «Negli ultimi due anni ho un po rallentato la produzione di album proprio perché mi sono impegnata a suonare la chitarra e a vedere cosa poteva venire fuori da me. Spero ci siamo anche mie idee nel nuovo album che penso di pubblicare l’anno prossimo. Magari perfezionate con qualche altro autore con cui interfacciarmi, perché io vivo la musica come dialogo più che come monologo.»

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