I dieci anni di vita degli IUBAL KOLLETTIVO MUSICALE

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1 Iubal (by Gaetano Lo Presti) IMG_1948Secondo Jeremy Irons tutti abbiamo le nostre macchine del tempo. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni. Altre, invece, ci fanno andare indietro e si chiamano ricordi. I valdostani Iubal Kollettivo Musicale sanno come usarle entrambe, e lo hanno dimostrato nel corso del concerto che il primo maggio, all’Espace Populaire di Aosta, ha ricordato i 10 anni di vita di un gruppo nato da un sogno.

1 Iubal (by Gaetano Lo Presti) IMG_1944Nella loro canzone manifesto, “I.K.M.(Iubal Kollettivo Musicale)”, anni fa cantavano infatti: “abbiamo deciso di lottare, abbiamo deciso di cantare contro la guerra, l’ingiustizia, lo sfrenato capitale. Con la speranza che qualcosa possa cambiare”. Alle belle parole il gruppo ha fatto seguire i fatti, dimostrando una grande capacità di “trasformare i sogni in suoni”, grazie ad un motore creativo come il cantautore Alberto Zanin ed a una gioiosa macchina di musica che attualmente comprende anche Andrea Minieri (basso), Luca Debernardi (flauto), Matteo Cosentino (batteria, percussioni), Umberto Debernardi (clarinetti) e Carlo Alberto Lupo. Età media 24 anni, perché, grazie al turnover, il gruppo in questi anni si è svecchiato.

1 Iubal (by Gatano Lo Presti) IMG_1951Ma durante gli ultimi due bis sul palco dell’Espace si sono materializzati anche gli Iubal “emeriti”, che hanno condiviso per un tratto più o meno lungo dell’avventura del gruppo, come Luca Carrel (fisarmonica), Ivana Debernardi (violino), Giovanni Bruschino (chitarra). Senza contare che al mixer c’era Luca “Ilf” Minieri, che, oltre ad essere il loro fonico di fiducia, è il titolare dello studio dove hanno registrato i loro due cd, Parte da qui” ed ¡Indignados! – La piazza è nostra”.

1 Iubal (by Gaetano Lo presti) IMG_1946Lavori pieni di belle canzoni, nelle quali una grande varietà di climi sonori ha saputo sottolineare i testi più intimisti ed esaltare quelli “indignados” verso la diffusa aria di resa alla “merda lanciata dall’alto” ed una vita con “una cifra sulla schiena che è il codice del tuo padrone. Una rabbia, la loro, che negli anni si è fatta più gioiosa. «Da giovani facevamo canzoni di denuncia di pancia, mentre adesso il nostro messaggio è diventato più positivo.-spiega Luca Debernardi- Il mondo che va a rotoli invita ad avere uno spirito negativo, invece noi abbiamo capito che l’unico strumento per arrivare ad un mondo diverso è ritrovarsi insieme e parlare, col sorriso sulla faccia, di cosa si possa fare per cambiarlo

Filosofia che, negli anni, ha riscosso successo anche fuori dai confini della Valle, come dimostra la loro partecipazione, nel 2008, alla Notte della Taranta a Melpignano e quella, lo scorso 27 aprile, alla Festa Antifascista di Pisogne. Spirito che ha trasformato l’Espace in un’autentica bolgia festosa grazie ad un pubblico numerosissimo ed entusiasta, che ha regalato agli Iubal la realizzazione di un sogno: trasformare, per una sera, l’Espace in una piazza. Più o meno grande, ma sicuramente, come sottolinea il sottotitolo del loro “¡Indignados!”, NOSTRA.

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