Il tuffo al cuore di GIGLIOLA CINQUETTI ad Aosta

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1 Cinquetti (by Gaetano Lo Presti) IMG_1821Tu chiamalo amore”, canterebbe Gigliola. Cos’altro può, infatti, avere spinto il cinquantanovenne giapponese Ryuji Inoue, a venire appositamente da New York per assistere, la sera del 27 marzo, al concerto di Gigliola Cinquetti al Teatro Giacosa di Aosta? 6321 chilometri di viaggio, con la disastrata tratta finale Milano-Aosta capace da sola di scoraggiare il fan più sfegatato. Un amore a prima vista, il suo, scoppiato nel 1964, quando Ryuji ascoltò “Yumemiru omoi”, la versione giapponese di “Non ho l’età” che fece della Cinquetti una star nel paese del Sol Levante. Al punto che durante le Olimpiadi di Tokio di quell’anno i tassisti per capire se i clienti fossero italiani, chiedevano: “Non ho l’età?”

1 Gigliola Cinquetti con Ryuji Inoue (by Gaetano Lo presti) P1040289Anche Ryuji quel po’ di italiano che sa lo ha imparato ascoltando le canzoni di Gigliola. “Quelli eran giorni”, ripeteva, per esempio, nell’atrio del Giacosa, mentre, terminato il concerto, aspettava che la “voce d’angelo”, come la definisce, uscisse dai camerini per incontrarla per la prima volta. Quei giorni che la cantante veronese, durante lo spettacolo che ha segnato il ritorno sulle scene, dopo 15 anni, ha definito “dell’orgoglio e pregiudizio”. Orgoglio per il successo conseguito in tutto il mondo e, dall’altra parte, i pregiudizi sulla commercialità del repertorio che, in Italia, hanno accompagnato la sua carriera.

Gigliola Cinquetti Non ho l'eta + 1A volte a ragione, come nel caso di “Giuseppe in Pensylvania” e “Gira l’amore” (“caro Bebè tu non lo sai chi non ha soldi non naviga mai”), solo accennati dal gruppo che l’accompagnava. Più spesso ingiusti, come hanno dimostrato le molte canzoni d’autore che Gigliola ha saputo valorizzare, ma, anche, gli accostamenti, meno azzardati di quanto si possa pensare, tra “Knockin’ on heaven’s door” e “Alle porte del sole”, o della beatlesiana “Yesterday” con “Non ho l’età”. «Avevo anch’io questi pregiudizi– aveva confessato- prima del concerto- per cui dovettero insistere perché interpretassi “Non ho l’età” a Sanremo. Non mi entusiasmava affatto e all’epoca avevo l’aspirazione a cantare le canzoni d’autore. Solo in seguito ho capito che tutte le canzoni che toccano la gente sono canzoni d’autore

1 Cinquetti (by Gaetano Lo presti) IMG_2358Anche perché, negli anni Novanta, i progetti con cantautori del calibro di Mimmo Locasciulli e Giorgio Faletti hanno avuto scarsi risultati di vendita. Anche per questo per 15 anni ha accantonato la musica, dedicandosi a giornalismo, radio, televisione e, soprattutto, famiglia. «Con questo spettacolo torno alla musica con un altro spirito.- ha spiegato- La carriera mi aveva proiettata per anni in una dimensione di viaggio perenne, appesantendomi di responsabilità verso gli altri e verso me stessa, per cui per un certo periodo ha prevalso un’esigenza di libertà, oltre che di attenzione alla mia famiglia. Adesso sono in grado di sentirmi libera anche attraverso il lavoro. E, facendo le cose per il piacere di farle, il contatto col pubblico è ritornato ad essere una festa.»

1 Gigliola(by Gaetano Lo Presti)  IMG_2359Determinante per la sua decisione è stato il pianista Valter Sivilotti, che ha arrangiato i suoi successi per archi e coro, ed il marito, Luciano Teodori che ha studiato un filo conduttore che ha reso plausibile perfino l’esecuzione della “Marsigliese” («la canzone più bella che conosca», ha detto Gigliola). D’altronde, come recitava il titolo della serata, “tuffo al cuore” doveva essere e così, alla fine, per molti è stato, grazie alla confermata capacità della cantante di emozionare ed emozionarsi con una scaletta di canzoni ed una voce capaci di sfidare il tempo. «Da Biancaneve ho imparato che, a volte, bisogna imparare ad arrendersi.- ha detto durante il concerto, parlando della sua cocker- Io, per esempio, mi sto arrendendo a diventare grande. Nel senso di adulta, perché essere grandi è un’altra cosa.»

Per Ryuji Inoue, invece, grande in tutti i sensi Gigliola lo è da 49 anni. E grande, anzi immensa, è stata l’emozione di quando lei l’ha, finalmente, salutato. In giapponese, viste le sette tournée in Giappone che ha alle spalle. A conferma della sua dimensione di artista internazionale che durante il concerto l’ha fatta cantare anche in inglese (oltre ai Beatles, “Lady Jane” dei Rolling Stones e “The winner takes it all” degli Abba) , spagnolo (“Volare” e “Dio come ti amo”) e francese (“L’ames de poetes” di Trenet).

1 Cinquetti FB  _image«In questo concerto ho voluto cantare in diverse lingue perché viviamo nell’era della globalizzazione, dimensione in cui il successo mi ha proiettata fin da ragazzina. “The winner takes it all” degli Abba ricorda, ironicamente, che nel 1974, all’Eurovision Song Contest di Londra, arrivai seconda, dietro la loro “Waterloo”, con “” che è, poi, diventata uno dei miei più grandi successi internazionali.» La canzone fu, anche, al centro di un caso politico, perché la Rai rimandò la messa in onda dell’Eurofestival a dopo il 12 maggio 1974, giorno del referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio, perché i vertici dell’azienda temevano che il titolo della canzone, “Sì”, potesse influenzare il voto degli italiani. Non è mancato neanche un omaggio alla Valle d’Aosta con la conclusiva “Montagnes valdôtaines” cantata a cappella. «L’ho imparata dai miei amici veneti che, come molti appassionati di montagna, la cantavano spesso nei rifugi. Ho sempre avuto la passione per la montagna e, anche se non la conosco bene, la Valle mi attira perché fuori dai passaggi turistici obbligati