Gli equilibri in trasformazione del GERMANO ZENGA Quartet

1 Zenga (by Gaetano Lo Presti BW IMG_1796

1 Zenga (by Gaetano lo presti) IMG_1793Riuscire a mantenere l’equlibrio di fronte ai continui e sempre più frenetici cambiamenti è, in fondo, il succo della vita. E’, anche, la filosofia da cui parte il progetto “Changin’ Balance” del quarantunenne sassofonista milanese Germano Zenga ascoltato il 23 febbraio all’Espace Populaire di Aosta per la rassegna Espace Jazz. «All’interno di un gruppo jazz– ha spiegato Zenga- i musicisti devono essere disponibili a mettersi in gioco per incontrarsi e comunicare. E, per riuscirci, bisogna abbassare le barriere che ci creiamo, a cominciare dall’orgoglio. In questo progetto ho, poi, raggiunto un equilibrio tra tutte le esperienze musicali attraversate nel corso della mia carriera: dal jazz tradizionale al free più spinto

1 Faraò (by Gaetano Lo Presti) BW IMG_1792Alcune di queste le ha vissute con grandi nomi, come i trombettisti Kenny Wheeler ed Enrico Rava, o nella big band di Enrico Intra. Ma, anche, con gli altri membri del quartetto con cui ha suonato all’Espace: il pianista Niccolò Cattaneo, il contrabbassista Tito Mangialajo Rantzer ed il batterista Ferdinando Faraò.

Insieme al pianista aostano Beppe Barbera, fa, in particolare, parte dell’ Artchipel Orchestra diretta da Faraò. Con questa il 1° agosto scorso si è esibito al Teatro Romano, nell’ambito di “Aosta Classica”, e, soprattutto, ha vinto l’annuale referendum Top Jazz della rivista “Musica Jazz” come migliore formazione italiana dell’anno. Ma vanta anche collaborazioni con la Schema Records di Luciano Cantone per dare una spruzzata jazz a produzioni di cantanti come Mario Biondi e la brasiliana Rosalia De Souza e con il cantante Paolo Belli. «Ho scritto canzoni ed arrangiamenti per i suoi ultimi dischi. – racconta Zenga- Belli non fa solo “Ballando con le stelle”, ma nei suoi dischi con la big band mette anche una componente swing e jazz

1 Cattaneo (by Gaetano Lo presti)  IMG_1801Tranne “Punjab” di Joe Hendersone la bellissima “Neanche” di Cattaneo, tutti i brani che si sono ascoltati all’Espace erano di Zenga e confluiranno nel secondo cd a suo nome che ha registrato il 16 marzo. «Il primo, “Tide of dreams” del 2007, era molto piaciuto a Paolo Fresu che aveva selezionato il mio quartetto per il concorso “Porsche Live – Giovani e Jazz”. La mia musica si può definire contemporary jazz, in cui si fondono influenze newyorkesi, tipo Joe Lovano o Seamus Blake, con quello che arriva dal jazz europeo. Nei miei brani a volte si improvvisa all’interno di una struttura, ma, spesso, ci avventuriamo in finestre aperte senza tema ed improvvisazione sul giro

Non potrebbe essere diversamente visti i modelli a cui si ispira: Albert Ayler e Joe Henderson. «Henderson è stato un esploratore immenso, sia a livello compositivo che improvvisativo, dove non aveva i clichè di Charlie Parker. Di Ayler, invece, non dimenticherò mai il suono che mi colpì da bambino quando ascoltai il suo “Ghosts”. Al di là di quello che all’epoca mi sembrò un gran baccano, in cui tutto era stato sradicato, ricordo ancora la melodia e quel suono unico che mi sono rimasti in testa