Musica di alto livello ai 2309 metri de La Baraka di Pila con VITTORIO DE SCALZI e ARMANDO CORSI

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1 De SCalzi (by Gaetano Lo Presti) IMG_1736«Mi hanno detto: la sera del 14 marzo copriti bene.» A confessarlo, qualche giorno fa, è stato il sessantatreenne Vittorio De Scalzi, fondatore dei New Trolls e personaggio di spicco della musica italiana. Il consiglio era d’obbligo, visto che quella sera si sarebbe esibito al Bar-Ristorante di Pila (AO) La Baraka, che si trova ai 2.309 metri dell’arrivo della seggiovia Chamolé.

1 Corsi (by Gaetano Lo Presti) IMG_1738Come se non bastasse, con lui ha suonato Armando Corsi, uno dei più grandi chitarristi italiani. Uno che, oltre ad essere stato storico collaboratore di Ivano Fossati, ha duettato da pari a pari con Paco De Lucia. Uno che, e questo pochi lo ricordano, in un tour ha suonato anche coi New Trolls.

Invitati dal loro concittadino Freddy Pierallini (che La Baraka gestisce), i due genovesi hanno tenuto un bellissimo concerto, che, fin dal titolo, “Il suonatore Jones”, indirizzava verso un altro celebre genovese a cui i due sono molto legati. «Il concerto è un percorso nelle mie collaborazioni– aveva spiegato, infatti, De Scalzi prima del concerto- in particolare quella con Fabrizio De Andrè con cui ho fatto due dischi: “Senza orario senza bandiera”, che, nel 1968, è stato il primo disco dei New Trolls, ed il suo “Non al denaro, non all’amore” in cui ho suonato la chitarra e collaborato alla stesura degli arrangiamenti per chitarra.»

E’ bastato, infatti, sentire le sue versioni acustiche di “La collina”, “Un chimico” o “Un giudice” per capire da dove venissero le suggestive introduzioni o i gustosi intermezzi croce e delizia di generazioni di apprendisti chitarristi. Per non parlare di quando ha cantato “Signore io sono Irish” contenuta nel primo disco dei New Trolls nel quale De Scalzi ha composto (con altri) la musica di tutte le canzoni, rivestendo i testi che De Andrè adattò partendo dalle poesie del poeta Riccardo Mannerini.

1 De Scalzi (by Gaetano Lo presti) IMG_1734Com’era comporre una canzone con Faber? «In quel disco nacque prima la musica, la cantavo in una specie di gramelot inglese a cui poi Fabrizio sostituì testi come “Signore io sono Irish”. Lo conoscevo fin da ragazzo perché andavamo entrambi ai bagni Lido di Genova, e in cabina gli facevo sentire le mie follie con una chitarra a pile con altoparlante incorporato. Era un poeta con una gran bella voce che amava la musica. E, anche, un “posapiano”, visto che quando gareggiavamo a chi cantava “Bocca di rosa” più veloce vincevo sempre io.» Come mai non eri con gli altri New Trolls quando, nel 1975, lo accompagnarono nel primo tour dal vivo? «Io e Nico Di Palo ci siamo rifiutati perché la nostra musica di quel periodo era troppo lontana dalla sua, eravamo tropo hard per lui. E quando, dopo poco tempo, lo incontrai mi disse: Vittorio avevi ragione.»

1 De Scalzi(Gaetano Lo presti)  IMG_1737Ma De Scalzi ha ricordi legati anche ad altri miti come i Rolling Stones, a cui, nel 1967, i New Trolls aprirono i concerti italiani, e Stevie Wonder. «Gli Stones avevano una grande presenza sul palco che coi New Trolls abbiamo cercato di imitare. A suonare erano, invece, molto caciaroni. Wonder quando, nel 1969, partecipò al Festival di Sanremo veniva tutte le sere nel locale dove ci esibivamo per delle jam sessions che duravano tutta la notte

1 De Scalzi (by gaetano lo presti) IMG_1733Il grosso dei ricordi di De Scalzi è, naturalmente, legato ai ”New Trolls”, fondati nel 1966, al cui repertorio ha contribuito in maniera determinante con canzoni come “Una miniera” e “Quella carezza della sera”. Con il loro nucleo storico, che, per questioni legali, adesso si chiama La leggenda New Trolls,ha appena pubblicato il “Concerto Grosso n°3” ed è attualmente in tour con il progetto Prog Night con Le Orme.

Non si contano, poi, le canzoni scritte per altri interpreti. Soprattutto donne come Ornella Vanoni, Anna Oxa e Mina, ma, anche, “Lettera da Amsterdam”, la sua canzone più cantata perchè è diventata l’inno dell’adorata Sampdoria. Compositore raffinato, ma, nello stesso tempo, molto comunicativo, De Scalzi continua, infine, a pubblicare cd solistici pieni di gioiellini. E’ stato così per “Gli occhi del mondo”, un omaggio al poeta Riccardo Mannerini, e “Mandilli”, un disco in genovese che prosegue l’opera di ricerca nella tradizione di cui De Scalzi è stato uno dei precursori (è sua la celebre “Come te bella Zena”). Sarà sicuramente così anche per il prossimo cd di cui a “La Baraka” ha dato qualche gustosa anticipazione. Tra le canzoni più suggestive c’è, sicuramente, “Le onde del sonno”, pezzo nel quale ha musicato un testo inedito dell’amico Fabrizio De Andrè. “Vengono le onde del sonno al ritmo del sospiro, al ritmo della birra respiro. E io mi lascio sommergere e affogo quasi dolcemente. E mi lascio sommergere dal brivido che da la coscienza di una sconosciuta esperienza. Acustica, lisergica, ieratica.”