Il cannibale musicale ENZO AVITABILE al Palais Saint-Vincent

1 Avitabile (by Gaetano Lo Presti) IMG_14311 Avitabile (by Gaetano lo presti)  IMG_1432Il regista statunitense Jonathan Demme è affascinato dai cannibali. Così, dopo avere fatto del dottor Hannibal “the Cannibal” Lecter il protagonista del suo celebre film “Il silenzio degli innocenti”, lo scorso anno ha presentato al Festival di Venezia il documentario “Music Life” dedicato al sassofonista e cantautore napoletano Enzo Avitabile (1 marzo 1955), che il 26 gennaio è stato protagonista al Palais Saint-Vincent di un concerto della Saison Culturelle. Anche il cinquantasettenne napoletano, infatti, è, musicalmente, un “cannibale”. Lo dimostra una ultratrentennale carriera partita con gli studi classici (è diplomato in flauto al Conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli) ed in cui è passato dal funk al jazz, dalla dance alla world music. «Ho sempre fame di musica– ha confermato prima del concerto- non la smetterei mai di suonare, ma, anche, di imparare. Perché sono importanti il talento e la passione, ma non può esserci crescita se non c’è lo studio.»

1 Bottari (by Gaetano lo presti) IMG_1435E lo dice con il contagioso entusiasmo che ha travolto e coinvolto nelle sue avventure grandissimi musicisti: da James Brown a Tina Turner, da Pino Daniele a Mory Kantè da Richie Havens a Khaled. E’ stato, in particolare, l’unico bianco ad aver affiancato sul palco “Mister Dynamite” James Brown in una serie di concerti europei. «Mi ricordo quando nel suo camerino, a Pordenone, mi consigliò di fare sempre musica che fosse mia. Per, poi, concludere: ricordati, comunque, che io sono stato il più veloce di tutti, più veloce di me c’è solo Dio

1 Avitabile IMG_1436Enzo ha seguito il consiglio, distillando dalle innumerevoli esperienze in tutto il mondo una personalissima essenza musicale che nel documentario di Demme e nel suo ultimo cd “Black Tartantella” gli permette di essere sempre a suo agio pur duettando con musicisti variegati come Pino Daniele, David Crosby, Eliades Ochoa, Francesco Guccini, Raiz, Daby Touré e Franco Battiato.

1 Daby (by Gaetano Lo presti) IMG_1440Arte dell’incontro riproposta anche sul palco del Palais Saint-Vincent dove Avitabile si è esibito con il chitarrista e polistrumentista malinese Daby Touré, il cantante napoletano Raiz (già 99 Posse e Almamegretta) e i Bottari di Portico, uno straordinario combo di percussionisti di botti, tini e falci nati da un’antico rituale per scacciare gli spiriti maligni che, a Portico, si perpetua durante la festa di Sant’Antonio Abate.

1 Raiz (by Gaetano lo presti) IMG_1439«Vi assicuro che assisterete a qualcosa che non avete mai visto né sentito», aveva preannunciato. Ed è stato di parola, galvanizzando gli spettatori al grido di “guagliò, messaggiammo ‘o ritmo e abballammo ‘o messaggio.” Nonostante l’abituale freddezza dei valdostani e le esitazioni degli abbonati più attempati, perchè, ha spiegato Enzo, «il ritmo non è una pratica pensionabile.»

Avitabile, del resto, il pubblico valdostano lo conosceva già. «Sono felice di tornare, perché, a novembre, la proiezione di “Enzo Avitabile Music Life” al Festival FrontDoc mi sembra sia stato un momento di grande comunicazione. E, poi, ricordo un concerto in un locale aostano che si chiamava “Liberatutti”. Era 1997 che per me corrispondeva ad un periodo di transizione, anche se, in realtà, musicalmente per me è sempre un periodo di transumanza

1 Avitabile FB foto