Il Capodanno di GIGI D’ALESSIO ad Aosta

1Gigi (by Gaetano Lo Presti)  FB IMG_1209 copy1 Gigi (by Gaetano lo presti) FB IMG_1216Per capire il fenomeno Gigi D’Alessio bisognava vedere, la mattina del 31 dicembre, gli occhi lucidi dell’aostana Maria Barbalace, quando, nel Salone Ducale del Municipio di Aosta, il cantautore napoletano le ha dedicato, al piano, la sua “Non dirgli mai”. Oppure l’accoglienza riservatagli dall'”Associazione Campani Valle d’Aosta”, con tanto di sciarpa e maglietta personalizzata («i napoletani sò come i Gremlins, sò dappertutto», ha osservato Gigi). Bisognava vedere, soprattutto, la disponibilità con cui il cantautore napoletano si è prestato nell’occasione a foto, firme, scambi di battute, interviste.

1 gigi (by Gaetano Lo Presti) FB IMG_1204La stessa generosità dimostrata la sera, in una Piazza Chanoux strapiena, in occasione del concerto di Capodanno nel corso del quale si è collegato con “L’anno che verrà”, la trasmissione di Rai 1 che ha festeggiato il nuovo anno da Courmayeur. «Ad Aosta è la prima volta, ma a Saint-Vincent è da venti anni che canto.- ha spiegato Gigi- È suggestivo cantare in un posto meraviglioso come la Valle, in cui mi sembra chi ci sia un popolo pulito che ha voglia divertirsi.»

1 gigi FB 7A5B8576Un’atmosfera idilliaca lontana dalle polemiche scatenate nei giorni precedenti sul web per i costi della serata. O dalle 1230 adesioni alla pagina Facebook “Aboliamo Gigi D’Alessio da questo mondo”. O, ancora, dalle perenni stroncature dei critici, com’è successo anche all’ultimo Festival di Sanremo con la giuria di qualità. «Mi devi spiegare la qualità di ‘sta giuria.– ha ribattuto- I miei giudici sò quelli che in 20 anni di carriera mi hanno comprato 20 milioni di dischi, quelli che riempiono gli stadi dove faccio i concerti, quelli che mi vedono in televisione e si alza lo share. Sono loro i miei padroni. Loro mi danno da mangiare ed io, a mia volta, do da mangiare a migliaia di persone che lavorano per me e con me. Senza essere di peso allo Stato e pagando un sacco di tasse. Altro che critiche, dovrebbero darmi una medaglia a me! Il problema è che Gigi d’Alessio o lo si ama o lo si odia, e, di solito, chi mi odia non mi conosce.»

1 Gigi (by Gaetano Lo presti) FB IMG_1215In effetti, se si va a guardare il suo curriculum, si nota come il fenomeno D’Alessio abbia coinvolto anche artisti lontani anni luce dalla sua estetica. Ecco, quindi, i duetti con Liza Minelli, Manhattan Transfer, Paul Anka e Lucio Dalla («mi stimava molto, Lucio», ha puntualizzato). O il suo recente coinvolgimento nella compilation “…io ci sono”, omaggio ad un cantautore impegnato come Giorgio Gaber (guarda caso morto giusto il Capodanno di dieci anni fa). «Mi sono sentito perfettamente a mio agio ad interpretare la sua “Ora che non sono più innamorato”.- commenta- Perché paradossalmente Gaber era più vicino a me che a molti altri. Tutti lo vogliono ricordare come uno scienziato co ‘a puzza sotto ‘o naso, ma era più vicino alla gente di quanto si possa immaginare. Perché la cultura popolare nasce dal popolo e non da chi vuol fare il fighetto ascoltando solo un certo tipo di musica.»

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