La mostra «Les disques vinyles en VdA» alla Biblioteca Regionale di Aosta

Sarà per un ritorno alla fisicità della musica evaporatasi con il formato digitale. Oppure per la ricerca di un ascolto più «caldo» e attento. O, più semplicemente, per nostaglia. Il risultato è, in ogni caso, un ritorno di fiamma per il disco in vinile che va ben oltre la cerchia dei fanatici audiofili. Una «vinilmania» che in Valle d’Aosta si è manifestata con il successo di manifestazioni come il mercatino del vinile, organizzato lo scorso 21 ottobre alla Cittadella dei Giovani, e della mostra «Les disques vinyles en VdA» tenuta quest’estate alla Maison de Mosse di Avise dall’Association Valdôtaine Archives Sonores. Mostra che l’AVAS,in collaborazione con l’Assessorato regionale all’Istruzione, sta riproponendo fino al 5 gennaio 2013 nei locali della Fonoteca della Biblioteca Regionale di Aosta.

Vi si possono ammirare 160 dischi (donati o prestati all’AVAS) prodotti o realizzati in Valle o che siano di valdostani o musicisti che abbiano avuto legami con la Valle, i cui formati variano dal 7″ (quelli più piccoli, singoli generalmente a 45 giri) al 10″ (i vecchi dischi a 78 giri) e 12″ (i classici LP a 33 giri).

Si parte con una decina di 78 giri fatti registrare nel 1952 dall’allora assessore regionale all’Istruzione, Aimé Berthet, ad alcuni cori valdostani, per passare ai dischi di protagonisti della scena musicale valdostana come Nadir Vietti, Pino Cerruti e Guido Sportelli.

Agli anni Sessanta risalgono, invece, chicche come i «campioni non in vendita » di alcune corali locali registrati dalla RAI che hanno la particolarità di essere incisi con la spirale che va dall’interno verso l’esterno. O, ancora, il 45 giri del Choeur Valdôtain de Genève registrato nel 1965 in occasione dell’apertura del Traforo del Monte Bianco.

La maggior parte dei pezzi esposti riguarda, però, la musica pop: dai primi 45 giri degli Ergastolani, il gruppo di Claudio Bal che con la Bal Musik creò la prima etichetta valdostana, ai dischi di Ezio Magliano, Guido Lamberti (che negli anni Sessanta ebbe notorietà nazionale come Ugolino) e dell’etichetta Ambrokal (8 LP pubblicati dal 1983 al 1988 da artisti come Maura Susanna, Trouveur Valdotèn e Luis De Jyaryot, ma, anche, la prima compilation rock valdostana “AO 00001”).

La fetta più importante riguarda l’etichetta «Blu Bus» dei Kina, che da soli o con altri gruppi, sono protagonisti di ben 26 titoli (tra 12″, 10” e 7″).

Tra i quasi introvabili, da segnalare i 45 giri incisi negli anni 60 e 70 dagli aostani Tonino Sofi, Marcella Pol e Romolo Ferri (nome d’arte di Albino Mammoliti che, con il brano Vorrei, vinse la Gondola d’Argento di Venezia nel 1971). Tra i prodotti, per così dire, nazionali spicca la versione di «Montagnes valdôtaines» di Gigliola Cinquetti e «Valdostana» incisa nel 1961 da Marta Tomelli e Carlo Pierangeli e poi ripresa da tanti fisarmonicisti.

Agli anni ’60 risalgono anche il documentario sonoro di Roberto Leydi, “Tuttitalia”, che contiene un brano sulla Valle d’Aosta, e le canzoni di Mario Pogliotti, che fu uno degli animatori a Torino a fine anni ‘50 del gruppo Cantacronache. Oltre ad ammirare le copertine, in Fonoteca c’è una postazione audio dove ascoltare i brani digitalizzati.