UOCHI TOKI: i giocolieri della parola che aprono finestre sull’immaginario

1 uochi toki (by Gaetano Lo Presti) IMG_0615

Gli Uochi Toki, che il 26 ottobre si sono esibiti all’Espace Populaire di Aosta per la rassegna “Espace Indie Friday”, sono qualcosa di più di un gruppo musicale. Per la loro capacità di giocare con le parole qualcuno è, infatti, arrivato a definirli maghi. Se, d’altronde, la magia trasforma la realtà, loro, che padroneggiano la parola come pochi, padroneggiano anche la realtà che le parole definiscono, raccontano e, quindi, modificano. O, almeno, ci provano affidandosi a testi scritti e “rappati” da Matteo “Napo” Palma, su basi di elettronica sporca ed immaginifica di Riccardo “Rico” Gamondi. «Cerco di usare le parole in maniera un po’ diversa, e, girandoci attorno, vedo che finiscono per raccogliere anche altri significati.– ha spiegato Napo- La differenza coi normali rapper sta nel tipo di metrica. Loro, in genere, ne utilizzano una sola basata sul 4/4, io, invece, la vario, al punto che per alcuni sembra che non ne segua una e che il testo sia totalmente indipendente dalle basi. Ma l’importante è che, alla fine, più che le metriche ad impressionare siano le tematiche dei pezzi

E’ un obiettivo che da dieci anni i Uochi Toki centrano immancabilmente. Nei loro sette album (l’ultimo, “Idioti”, è di quest’anno) e nei concerti che li hanno fatti diventare un vero e proprio gruppo di culto come ha dimostrato la massiccia affluenza all’Espace. «La società attuale-ha continuato Napo- è in continuo mutamento, per cui farne una fotografia tralascia sempre qualcosa ed è presto superata. Invece di aggrapparci alla realtà cerchiamo, quindi, di precorrerla rifugiandoci nell’irreale o nel surreale. E’ un discorso ampio che tratto maggiormente coi fumetti.» Il trentunenne Napo è, infatti, un bravissimo disegnatore che con lo pseudonimo di Lapis Niger lo scorso anno ha ha pubblicato “Piano immaginario vol.1”, più che un libro a fumetti una “finestra sull’immaginario”. Talento che ha messo ampiamente in mostra anche all’Espace, dove, nei momenti in cui protagonista è stata l’elettronica di Rico, grazie ad una penna ottica ha disegnato sullo schermo quello che gli passava per la testa. «Il prossimo disco– ha annunciato- lo faremo uscire solo su vinile per cercare di tutelarci dall’ascolto distratto, mentre si sta guardando internet o altro. Sarà anche un modo per pungolare l’ascoltatore pigro che, ormai, vede ogni variazione ed imprevisto come un ostacolo insormontabile. L’impressione che abbiamo è che il grosso del pubblico sia così, ma saremmo contenti di essere sconfessati, perché a volte sbagliarsi è piacevole.»