Il rock “crudo” degli ASINO al primo minitour di WOODU?

Non è un’Italia fatta per i giovani, quella del terzo millennio. Non lo è come diritto allo studio, tantomeno come prospettive di lavoro, non lo è come possibilità di estrinsecare la propria creatività. Fuori dai circuiti “indie” è, per esempio, molto difficile ascoltare la musica alternativa, quella che costituisce un laboratorio di sperimentazione per nuovi stili. Vuole invertire questa tendenza il collettivo torinese Woodu? formato da giovani creativi (musicisti, fotografi, web designer, artisti) che non vogliono “far la muffa, tantomeno fare le pulci”, ma, piuttosto, “piantare un seme e proporre un’offerta a una domanda che non trova risposta”. Di Woodu? (gioco di parole che nasce dalla contrazione di “Who do (chi fa)?”) fanno parte sei band. Fra queste i Maniaxx che il 3 ottobre si sono esibiti all’Espace Populaire di Aosta nell’ambito del primo minitour di Woodu?

Con loro hanno suonato gli Asino, un duo, “ignorante e testardo” come l’animale a cui si rifanno, formato dal ventiquattrenne Orsomaria Arrighi (chitarra valigia e voce ragliata) e dal ventiduenne Giacomo Ferrari (batteria e cori ragliati). I due vengono da Massa (Carrara) ma il loro rock, non è proprio di massa per la violenza selvaggia e grezza di musiche (che tanto devono al grunge ed al noise rock degli anni Novanta) e per l’impegno sociale dei testi che parlano di un mondo in cui fucili ti guardano sorridenti, nonne vendono l’anima al diavolo e un’infame “asinosauro” mangia gli uomini di buona volontà.

«L’impegno– spiega Orso che è l’autore dei testi- nasce dalle cose che osserviamo da vicino nella nostra piccola realtà: dal mio coetaneo che in un negozio si lamenta che non trova lavoro al senegalese di “Lui era contentissimo”. Ci sfoghiamo, in un modo molto ironico, al limite del no sense, di ciò che non ci piace

Sette di queste canzoni sono confluite in un cd, non a caso intitolato “Crudo”, pubblicato quest’anno e recensito in modo lusinghiero da riviste del settore come “Blowup”. “Se anche voi non eravate un granchè a scuola-scrivono- e avete sempre preferito questo simpatico e testardo equino al ben più blasonato cavallo. Se nel presepe mettete solo asinelli al posto delle pecorelle. Se anche voi preferite il latte di Equus asinus quello della vostra mamma, non vi resta che inseguirli.