RENATO BORGHETTI: l’organetto del Gaucho de la Pampa entusiasma ad ETETRAD

La popolarità di cui Renato Borghetti gode si misura anche con il fatto che in Brasile c’è, addirittura, un’azienda che produce parrucche “alla Borghetti”. Parte del fascino sul pubblico di questo quarantanovenne organettista di Porto Alegre, che il 24 agosto si è esibito a Fènis per Etétrad, deriva, infatti, dall’inconfondibile look caratterizzato dallo “chapéu de palha”, perennemente calato sulla testa, da cui spuntano lunghi capelli che, sembra, lo aiutino a nascondere la timidezza. Per non parlare dei “bombachas”, i tipici pantaloni da gaucho che ricordano come Borghetti suoni la musica del Rio Grande do Sul, regione del sud del Brasile dove è nato, che è fortemente influenzata dai ritmi latini dei vicini Uruguay, Paraguay e Argentina.

«Il Brasile è un paese molto grande e musicale,- ha spiegato prima del concerto- con tante culture, ognuna della quale ha un suo modo di cantare, suonare e ballare. Ci sono tre componenti principali che si mescolano in proporzioni diverse a seconda della zona: quella degli indios che originariamente lo abitavano, quella dei portoghesi che l’hanno colonizzato e quella degli schiavi negri che questi hanno importato dall’Africa. Dalle mie parti, al confine con l’Argentina, ci sono, poi, molte influenze spagnole.»

Ma tra le influenze della sua musica c’è, inevitabilmente, anche quella italiana. «Mio nonno è di Goito, in provincia di Mantova.– ha raccontato- Sono stati gli italiani a portare il mio strumento a Rio Grande do Sul, ed ancora oggi le fisarmoniche realizzate dai discendenti sono le migliori

Con la sua “gaita ponto”, un particolare organetto diatonico, ha collaborato con artisti del calibro di Stephane Grapelli, Ron Carter e Hermeto Pascoal ed è stato il primo musicista brasiliano a ricevere un Disco d’Oro per un cd strumentale e due nomination al Grammy Latino. «I fisarmocisti brasiliani hanno un modo diverso, più brasileiro e ritmico, di approcciarsi alla fisarmonica.- ha spiegato- Ce ne sono sempre stati di bravissimi: da Sivuca a Dominguinhos, da Luis Gonzaga a Pascoal. Nel resto del modo ammiro, invece, gente come il vostro Riccardo Testi, o lo spagnolo Kepa Junkera, l’irlandese Mairtin O’ Connor ed i portoghesi Danças Ocultas

Bravissimi si sono dimostrati anche i due musicisti che lo hanno accompagnato a Fénis, Pedrinho Figueiredo (flauto e sax) e Victor Peixoto (tastiere), che hanno contribuito non poco al successo di un concerto che segnava la fine del tour europeo che ha accompagnato il lancio del suo ultimo cd: “Andanças Live in Bruxelas“.