Il Factory Tour di FRANCESCO DE GREGORI tocca il Teatro Romano di Aosta

Eccolo qua. Anzi, per meglio dire, rieccolo qua. Per la quarta volta negli ultimi cinque anni, infatti, Francesco De Gregori si è esibito in quella Valle dove nel 1973 la sua carriera era iniziata, rischiando, nello stesso tempo, di finire con l’ultimo posto di “Alice” al “Disco per l’Estate” di Saint-Vincent.

Il 5 agosto ha, così, chiuso, al Teatro Romano di Aosta, il programma della rassegna “Aosta Classica” con la quinta tappa del suo “Factory Tour 2012”, che, partito il 5 luglio da Tortona, andrà avanti fino a settembre, con un concerto in continua evoluzione.

«L‘abbiamo chiamato “Factory Tour”– ha spiegato- perché è l’estate in cui stiamo fabbricando qualcosa tutti insieme.» Si riferisce al cd di inediti che sta registrando, e di cui i suoi musicisti raccontano meraviglie: «Ci sono almeno tre canzoni molto belle che diventeranno dei classici», si è lasciato sfuggire Paolo Giovenchi. Se ne è avuta un’anticipazione con il video, nella sezione “Dock of the Bay” del suo sito, nel quale, durante le prove a San Marino, canta “Sulla strada”, l’inedito cantato anche ad Aosta.

Vi compare circondato dall’affiatata e duttile band che lo accompagna in questo tour formata da Stefano Parenti (batteria), Guido Guglielminetti (basso), Paolo Giovenchi e Lucio Bardi (chitarre), Elena Cirillo (violino e voce), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino) e Alessandro Arianti (fisarmonica e “pianola”, come qualche giornalista, erroneamente, ha scritto al posto di “tastiere”).

Al Teatro Romano il concerto è stata aperto da “Finestre rotte”, che è pure il titolo del documentario di Stefano Pistolini su un suo tour estivo che sarà presentato alla prossima Mostra del Cinema di Venezia. E’ seguito un mix di cavalli di battaglia arrangiati in modo più o meno bizzarro («non me la ricordo più, l’abbiamo provata in così tanti modi», ha detto prima di attaccare “Compagni di viaggio”) e pezzi poco frequentati come “Ti leggo nel pensiero”, “Un guanto”, “Il cuoco di Salò” e “Buffalo Bill” che ha concluso la scaletta insieme all’omaggio a Lucio Dalla, la cui “Come è profondo il mare” ha aperto e chiuso l’esecuzione di “Santa Lucia”.

Mozzafiato la sequenza dei bis con “Pezzi di vetro”, da solo alla chitarra, “Rimmel” in versione reggae con tanto di ukulele, “La donna cannone” e “Buonanotte fiorellino” introdotto da una sirena dei cartoni animati e “Rainy Day Women”, di quel Dylan che tanto ha ispirato questa come altre sue composizioni.

E’ disseminando sapientemente  nella scaletta questi suoi evergreen che De Gregori riesce a far passare, a mò di “specchietto per le allodole”, le canzoni molto crude della sua produzione più recente. Come “Vai in Africa Celestino” (suonata al rallenty), che riflette un mondo che va in pezzi. O “Tempo reale” in cui canta di un “paese di uomini tutti d’un pezzo, che tutti hanno un prezzo e niente c’ha valore”. Raccontandovi la deriva degli ultimi trenta anni, De Gregori ha finito , così, per diventare per molti italiani uno specchio, che, oltre, che a guardarsi “dentro”, permette, a chi lo voglia, di guardarsi anche “dietro”, visto che i nemici più insidiosi colpiscono alle spalle. Perché, come ripete in “La passeggiata”, chi “conosce canzoni, conosce la strada”.

SCALETTA

1. Finestre rotte

2. Viva l’Italia

3. Bambini venite parvulos

4. Il cuoco di Salò

5. Il panorama di Betlemme

6. Generale

7. Titanic

8. Atlantide

  1. Un guanto

10. Bellamore

11. Compagni di viaggio

12. Sempre e per sempre

13. La storia

14. Vai in Africa, Celestino!

15. Tempo reale

16. Ti leggo nel pensiero

17. Sulla strada

18. Santa Lucia – Com’é profondo il mare

19. Bufalo Bill

BIS

  1. Pezzi di vetro
  2. Rimmel
  3. La donna cannone
  4. Buonanotte fiorellino