ESPERANZA SPALDING risplende al Forte di Bard

Le stelle hanno una loro evoluzione che, curiosamente, si è riprodotta, in senso opposto, nel programma della rassegna “Musicastelle in Blue”, organizzata quest’estate a Bard dal “Blue Note” di Milano con l’assessorato regionale al Turismo. Si è, infatti, iniziato il 13 luglio con la stella più anziana, il sassofonista Wayne Shorter (che nell’immensa discografia ha anche un cd intitolato “Supernova”) e si è finito con l’astro nascente Esmeralda Spalding, che il 21 luglio si è esibita nella Piazza d’Armi del Forte di Bard.

Nonostante la giovane età, la ventisettenne contrabbassista, cantante e compositrice statunitense vanta un curriculum da Guinness dei primati. E’, per esempio, la prima jazzista ad aver vinto, lo scorso anno, il Grammy Award nella categoria “Best New Artist”, divenendo uno dei nomi più ricercati su Google per capire chi fosse questa semisconosciuta che aveva battuto l’idolo pop Justin Bieber scatenando l’ira delle sue fan (hanno ricoperto la sua pagina Wikipedia di tanti e tali insulti che è stata bloccata).

Chi la conosceva già bene era il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che l’ha invitata più volte alla Casa Bianca e, nel dicembre 2009, l’ha scelta per suonare nel concerto alla Oslo City Hall che aveva celebrato il suo Premio Nobel.

Tutti d’accordo anche i critici che la giudicano una che ha svecchiato l’ambiente facendo entrare il jazz negli iPod dei ragazzini e rendendo di nuovo sexy una musica che da troppo tempo non lo era più. Perché, anche se lei cerca di sminuire, Esperanza è anche una bella ragazza che nei concerti si presenta vestita elegantemente indossando scarpe con tacco 12. Fa del resto di necessità virtù visto che, anche così, arriva a stento a uno e sessantacinque, stabilendo col contrabbasso un rapporto del tipo “il gigante e la bambina”. «So di essere minuta,- ha confessato- e che l’immagine di me alle prese con uno strumento così grande accende fantasie. La mia relazione con lo strumento è fisica, con lui il mio corpo si sente perfettamente a suo agio

Sulla sua bravura (anche al basso elettrico e quando canta) garantiscono colleghi del calibro di Pat Metheny, Joe Lovano, Stanley Clarke e lo stesso Wayne Shorter, che, in occasione, del concerto a Bard ha detto: «Esperanza non ha paura di rischiare, è assolutamente cosciente di quello che fa e, soprattutto, è sempre dentro la musica.» Le sue origine meticce (ha sangue spagnolo, indiano, afro-americano e gallese) si riflettono in una musica che fonde l’anima jazz con altri generi: dal nu-soul al pop, dalla prediletta musica brasiliana all’hip-hop .

Il tour che ha toccato Bard, fa seguito alla pubblicazione dell’album “Radio Music Society” in cui la Spalding ha cercato di rendere fruibile il jazz nelle normale programmazione radio dandogli una veste da pop song e affiancando a proprie composizioni covers di artisti come Stevie Wonder e Shorter. E sono state le sue canzoni a dominare la scaletta, mentre a rendere anche visivamente il concetto guida del cd c’era, sul palco, la scenografia di una grande radio dietro la quale ha suonato una robusta sezione di fiati, cuore pulsante di un ottimo  gruppo.

SCALETTA DEL CONCERTO DI BARD

Us

Crowned and kissed

Hold on me

Can’t help it

Smile like that

Cinnamon tree

Black gold

vague suspicion

Endangered species

Radio song

BIS: Throw it away