Ai valdostani L’ORAGE fa bene “Giugno”

A L’Orage fa bene giugno. La sera del 17 giugno, infatti, il gruppo valdostano ha calato uno storico “triplete” nella finalissima della XXIII edizione di Musicultura, presentata da Fabrizio Frizzi allo Sferisterio di Macerata. La loro “Queste ferite sono verdi” si è aggiudicata il premio per la migliore musica, la targa della critica e, soprattutto, la vittoria assoluta con consegna dell’assegnone da 20.000 Euro dell’Ubi Banca Popolare di Ancona.

Ma “(Fa bene) Giugno” è anche il singolo che sta trainando il loro nuovo cd “La bella estate” presentato la sera del 23 giugno al Molodiciotto di Torino. Della canzone ha realizzato un bellissimo videoclip il regista Marco Ponti, uno che, prima de L’Orage, ha lavorato ai videoclip di musicisti come Vasco Rossi, Jovanotti e Ligabue. E che nei titoli di coda del film “Santa Maradona” si è fatto aiutare dai Subsonica.

«La musica– spiega Ponti- esercita una grande fascinazione su di me, perché la sento come un giusto completamento dell’immagine. La musica de L’Orage mi ha colpito per la sua rivisitazione delle radici folk in maniera talmente moderna che la definisco la musica del futuro. Hanno, poi, facce e corpi che cinematograficamente funzionano. È anche un bel casino perché sono tanti, ma questo stimola la ricerca

Nel videoclip il gruppo deve andare a fare un concerto in un posto lontano ed, essendo in grave ritardo, prende una mongolfiera, inseguendo una ragazza («che forse è un ricordo, forse un sogno», precisa Ponti) che troverà nel posto dove c’è la gente che li aspetta per sentirli suonare. Quest’ultima scena è stata girata il 22 aprile al “Magazzino sul Po“, ai Murazzi di Torino, con la partecipazione di un centinaio di comparse, molte delle quali provenienti dalla Valle, e della protagonista del clip, la fascinosa Alice Crepaldi.

«E’ stato un vero spasso– racconta Alberto Visconti, team leader de L’Orage- Ci siamo divertiti come matti, nonostante abbiamo dovuto ripetere “(Fa bene) Giugno”, in playback, quindici volte. La gente è stata al gioco, ed ha reagito come se si trattasse di un vero concerto, saltando e ballando con sempre maggior entusiasmo. Senza contare l’amico Bob che è sceso dalla Valgrisenche con un mega generatore per dare corrente elettrica o Marco che ha portato e montato un impianto luci più grosso di quello di “Étetrad”.» E alla fine è stata, inevitabilmente, festa con un improvvisato concerto “unplugged”. «Il filo conduttore del videoclip – conclude Ponti- è la musica de L’Orage che dà emozioni, che, per quanto mi riguarda, sono di gioia, divertimento e festa. Cosa, oggi come oggi, molto rara. La sfida enorme è riuscire a restituire questa magia, e, addirittura, amplificarla per interessare chi non li conosce.»