L’antipop d’autore dei LoMé

E stato altamente simbolico che il 10 giugno i LoMé abbiano presentato il cd live “Prigionieri delle Scimmie” con, sul palco dell’Espace Populaire di Aosta, da una parte l’immagine Miles Davis e dall’altra quella di Frank Zappa. In fondo la stessa libertà espressiva dei due geni si respira anche nel cd, prodotto da L’Eubage, che è la sintesi di 15 ore di registrazioni di concerti che il gruppo biellese ha fatto, nel 2010, nel celebre music club milanese “Le Scimmie”. Il risultato è una perfetta fotografia della loro spontaneità esecutiva, illimitato estro improvvisativo, capacità di rendere consequenziali accostamenti stilistici arditi (dal jazz alla canzone popolare) e, soprattutto, coinvolgente energia.

Nell’editing di alcuni brani c’è, poi, stata la sovrapposizione di varie registrazioni dello stesso pezzo, sincronizzate in modo da formare una composizione finale nuova. «Abbiamo, poi, scoperto che era un processo che usava anche Frank Zappa nelle sue “xenocronie”.– ha raccontato Riccardo Ruggeri, cantante e frontman dei Lomè- Fare il cd è, così, diventata una fase creativa a cui ha partecipato anche il nostro produttore Chicco Montrosset

Nato nel 2001,  il gruppo, che nel 2002 è stato tra i vincitori di “Strade del Cinema“, è attualmente formato da Ruggeri, Andrea Manzoni (pianoforte, tastiere, moog e cori), Italo Graziana (batteria e cori) e, alternativamente, da due bassisti: Luca Curcio (contrabbassista che ha suonato nel cd) e Mauro Dellacqua (bassista elettrico che ha suonato all’Espace). «Ognuno di noi– ha continuato Ruggeri- arriva da percorsi frastagliati, dalla classica alla tradizionale, che nella nostra musica riaffiorano. Un po’ come le “Lost Memories”, termine psicoanalitico che indica le memorie perse che riaffiorano grazie a stimolazioni neurosensoriali. E’ dalla contrazione di questo termine che deriva il nome del gruppo

“Lost Memories” sono anche alcuni pezzi del cd. E’ il caso della canzone popolare siciliana “Mi votu e mi rivotu”(in cui suona il sassofonista Sandro Cerino). O di “Fèroce e ridicule”, testo di Baudelaire e musica di Carlot-ta (anche lei ospite del cd). O, ancora, di “Odio” di Umberto Bindi (con cui nel 2005 vinsero il “Premio Bindi”) e “Heart Shaped box” dei Nirvana. «La nostra musica– ha concluso Ruggeri- è stata definita “antipop d’autore”, perché è più onesto etichettarla per contrasto che cercare di catalogarla in un genere. Non suoniamo il pop plastificato che si sente in radio, ma siamo fortemente pop, perché usiamo spesso la forma canzone, perché molti suoni sono pop e perché scriviamo in italiano testi che, col passare degli anni, sono diventati sempre più diretti. D’altronde fare buon pop, che non sia banale, è la cosa più difficile che ci sia.»